CATEGORIE

Legalità e scuola, al via il progetto promosso dalla Luiss

di TMNews giovedì 18 febbraio 2021
2' di lettura

Roma, 19 feb. (askanews) - Il tema della legalità e l'istruzione come binomio strettissimo per creare un ponte tra due generazioni, per un futuro senza illegalità. Si intitola "Legalità e merito per le scuole", il progetto della Luiss giunto alla quarta edizione, che vede coinvolti allievi e docenti di 22 istituti della scuola secondaria di secondo grado, selezionati dal Ministero dell'Istruzione, oltre a tre istituti carcerari minorili. Il progetto è stato lanciato durante un webinar a cui ha partecipato anche il neo-ministro dell'Istruzione.

"Le scuole sono e devono essere un presidio di legalità, sono le nostre bandiere nel territorio. Troppe volte nel nostro Paese è sfuggita l'idea che la legalità non è l'incorrere nei rigori della legge, ma è sentire lo Stato come proprio".

Ideatrice del progetto la professoressa Paola Severino, vice presidente della Luiss: "Avete un compito bello e potente, portare le parole della legalità e del merito in queste scuole. Voi siete testimoni del fatto che se si seguono le regole e si merita si può arrivare in Università di qualità come la nostra."

Lavoro prezioso viene svolto dai due tutor: "E' importante, direi fondamentale, perché alla base del progetto c'è quello di far incontrare due generazioni vicine: studenti della Luiss con studenti delle scuole per portare avanti un processo di sensibilizzazione verso la cultura della legalità e del merito".

Il progetto prevede due borse di studio - finanziate da Inwit - destinate a ragazze e ragazzi provenienti dalle aree critiche del Paese, per l'iscrizione a un percorso triennale o magistrale a ciclo unico alla Luiss. Ma anche incontri virtuali tra oltre 140 studenti universitari e liceali di tutta Italia per diffondere la cultura della legalità.

Due studenti che hanno partecipato al progetto raccontano la loro esperienza: "Noi abbiamo realizzato, quest'anno a differenza dello scorso, un progetto praticamente nuovo, perché ci siamo dovuti adattare alla pandemia e abbiamo cercato con incontri on line, abbiamo cercato di abbattere quelle barriere che in presenza ci potevano magari essere", spiega Guido Laganà. "Legalità e merito significa da un lato promuovere la cultura della legalità non solo tra gli istituti penali minorili ma anche all'interno delle scuole per far toccare con mano e far capire ai ragazzi che cosa significa legalità", che non è solo all'interno dei principi costituzionali, ma anche all'interno delle scuole per vedere, per capire e far capire ai ragazzi che la legalità è la cultura, e la scuola è l'istruzione che ne deriva da questo".

"Questa esperienza mi ha lasciato tantissimo, un'esperienza incredibile. La cultura della legalità è fondamentale sia diffusa ed è fondamentale che sia diffusa nelle nuove generazioni e nei piccoli. È un progetto che al di là delle carceri si propone di promuovere la cultura della legalità nelle scuole, una mission da promuovere in uno Stato", conclude Elisa Casciaro.

tag

Ti potrebbero interessare

Voltaggio (Eni): TEF piattaforma unica per creare filiere

Roma, 25 mag. - Durante le giornate del TEF - Taranto Eco Forum 2026, Eni, main partner dell'edizione, è intervenuta nel confronto dedicato agli ecosistemi di open innovation e al ruolo delle startup nei processi di transizione energetica, digitale e ambientale. A margine della sessione, Mattia Voltaggio, Head of Joule - Eni School for Entrepreneurship, ha sottolineato:

"Il TEF - Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell'aria, dell'acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l'indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità".

TMNews

Flotilla, due italiani fermati in Libia: processati come clandestini

Roma, 25 mag. (askanews) - Si sono persi domenica (24 maggio alle 15.22) pomeriggio i contatti con Domenico Centrione e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani del convoglio via terra della Global Sumud Flotilla (GSF), fermati a Sirte da miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar. Su Instagram di Centrione un ultimo video in cui si sentono le sirene.

Secondo fonti informate, i due connazionali sono stati trasferiti a Bengasi, in attesa di processo mentre vengono trattati come potenziali clandestini. Sono 10 in tutti i volontari del "Land Convoy" fermati (sono cittadini di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tunisia), mentre tentavano di avanzare la loro posizione per negoziare con le autorità libiche.

A margine di un evento all'Istituto Treccani, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato: "Stiamo seguendo la vicenda, dovrebbe esserci oggi l'udienza davanti al giudice, io mi auguro che li possano espellere il prima possibile, quindi per tornare a casa. "Speriamo che si possa risolvere in modo positivo la questione", ha aggiunto Tajani. "Stiamo avendo un'interlocuzione anche con Bengasi (dove i due attivisti sarebbero stati portati, Ndr) e dovrebbero andare stamani davanti al giudice, quindi il giudice dovrebbe, mi auguro, decidere di farli ritornare in Italia. Se li espellono meglio così, stiamo lavorando, la situazione libica non è semplice", ha spiegato il ministro.

TMNews

Flotilla, Tajani: "Cresce consenso in Ue per sanzioni a Ben Gvir"

Roma, 25 mag. (askanews) - "Mi pare che la risposta sia nel discorso del presidente" israeliano "Herzog su quello che accade nel suo Paese, la condanna unanime, la presa di distanza molto dura del ministro degli Esteri" israeliano Gideon Saar, "la presa di distanza anche di Netanyahu". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco" per la Giornata dell'Africa 2026, a una domanda se siano arrivate reazioni di Israele dopo la dura presa di posizione dell'Italia in merito al video diffuso dal ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir, che riportava le umiliazioni a cui sono stati sottoposti gli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali dalle forze di sicurezza israeliane e portati in Israele.

"Mi pare che stia crescendo il consenso in Ue sulla nostra proposta di infliggere sanzioni a Ben Gvir per quello che ha fatto in occasione dell'arresto di un gruppo di militanti della Flottiglia, quindi la richiesta è finalizzata a quello, poi del resto ne parleremo, la nostra richiesta è finalizzata a quanto è accaduto" che è "inaccettabile, vergognoso, indegno nei confronti di queste persone", ha aggiunto. "Sapete come la penso io politicamente, non sono vicino politicamente ai militanti della Flotilla, ma sono cittadini italiani che devono essere rispettati", ha ribadito Tajani.

TMNews

Hormuz, Tajani: voto in Parlamento? Vediamo, missione non di guerra

Roma, 25 mag. (askanews) - "Vediamo, si andrà in parlamento quando ci sarà la reale possibilità di farlo. Con il ministro Crosetto abbiamo già informato le Commissioni congiunte di Camera e Senato Esteri e Difesa, aspettiamo di vedere quando sarà operativo" un eventuale accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti i e Iran, "perché noi intendiamo partecipare a missioni non di guerra, assolutamente, sotto la bandiera delle Nazioni Unite, la bandiera dell'Unione Europea o la bandiera di un accordo internazionale che raccolga molti paesi, un po' sul modello 'Volenterosi'". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco" in occasione della Giornata dell'Africa 2026, a una domanda sul voto in Parlamento per autorizzare una eventuale missione italiana per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz.

"Vediamo come evolve la situazione, bisogna vedere quali saranno i termini dell'accordo e quando si riaprirà Hormuz una volta raggiunta la tregua, una volta stabilizzata siamo pronti a partecipare", ha spiegato Tajani.

TMNews