CATEGORIE

Con Open innovation e gestione virtuosa personale più redditività

di TMNews mercoledì 24 febbraio 2021
3' di lettura

Roma, 24 feb. (askanews) - Le aziende che adottano pratiche di Open Innovation e strategie virtuose di gestione del personale registrano un livello di profittabilità quasi doppio rispetto a quello delle altre imprese. È questo uno dei risultati della ricerca su Open Innovation realizzata dall'Università Luiss Guido Carli e Fondazione Enel e presentata all'interno del Rapporto COTEC Open Innovation.

Lo studio, realizzato analizzando le storie di oltre 200 imprese, tra pmi e grandi realtà italiane, conferma l'assioma secondo cui per fare in modo che la ricerca e lo sviluppo tecnologico si traducano in innovazione e beneficio, c'è bisogno di persone che siano in grado di coniugare le idee, le invenzioni, e i benefici con un'attenzione sul capitale umano.

La ricerca parte da un apparente paradosso, quello che in Italia ci sono molte aziende di successo ma un indice di innovazione molto basso, ha spiegato il ricercatore senior di Enel Foundation Carlo Napoli:

"Siamo partiti da una considerazione amara, se si va a guardare agli indici di Open innovation l'Italia non fa decisamente bella figura perché è agli ultimi posti tra i Paesi industrializzati. E' spiacevole e contrasta con una considerazione chiara che in Italia esistono tante imprese che sono molto brave a fare innovazione, hanno successo nel loro settore, anche in settori molto competitivi, alimentano un export robusto e crescono".

"Quello che vogliamo fare, la ricerca non è conclusa c'è ancora un altro anno di ricerca davanti a noi, è identifcare dei fattori chiave che le imprese possano adottare per migliorare la propria performance, abbiamo in mente un indice di innovazione con il quale le aziende possano capire come si posizionano e cosa possono cambiare emiglirare per fare meglio in futuro" prosegue Napoli.

Dalla ricerca è emerso, quindi, che se da una parte le pratiche di innovazione sono importanti, non sono sufficienti. Servono, sì le Idee, le Invenzioni e l'Impatto, le tre I dello studio, ma servono anche pratiche di valorizzazione delle risorse interne, ha spiegato la professoressa di Economia Applicata della Luiss Valentina Meliciani: "Le pratiche di valorizzazione delle risorse interne alle imprese aiutano a superare la sindrome del cosiddetto 'not invented here', 'not shared here', creano una cultura dell'innovazione che messa insieme alle pratiche di innovazione aperta, quindi a scambio conoscenze tra imprese, fornitori, clienti e università fa la diffErenza in termini di performance di imprese e questo è emerso in molto netto. Le imprese che adottano allo stesso tempo Open innovation e investono sulle risorse interne ottengono una performance in termini di redditività del capitale investito che è doppia rispetto alle imprese che non lo fanno".

Nella seconda parte del rapporto sono riportate delle "storie di innovazione" raccontate dai soci della Fondazione COTEC - Enel, Eni, Intesa Sanpaolo, Leonardo e TIM. Sono questi esempi concreti di successo che evidenziano come le grandi imprese italiane riescano a mettere efficacemente in pratica il paradigma dell'Open Innovation, come ha spiegato il direttore generale della Fondazione COTEC Paolo Di Bartolomei: "E' importante l'innovazione tecnologica ma non è sufficiente: c'è bisogno di un ecosistema, un contesto che gli consenta di essere sviluppato. Dai casi dalle storie che vengono raccontate dalle grandi aziende emerge come i successi non sono mai frutto di idee estemporanee o di semplici intuizioni ma di processi di realizzazione che devono convolgere sia ambiente interno che esterno all'azienda".

tag

Ti potrebbero interessare

Voltaggio (Eni): TEF piattaforma unica per creare filiere

Roma, 25 mag. - Durante le giornate del TEF - Taranto Eco Forum 2026, Eni, main partner dell'edizione, è intervenuta nel confronto dedicato agli ecosistemi di open innovation e al ruolo delle startup nei processi di transizione energetica, digitale e ambientale. A margine della sessione, Mattia Voltaggio, Head of Joule - Eni School for Entrepreneurship, ha sottolineato:

"Il TEF - Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell'aria, dell'acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l'indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità".

TMNews

Flotilla, due italiani fermati in Libia: processati come clandestini

Roma, 25 mag. (askanews) - Si sono persi domenica (24 maggio alle 15.22) pomeriggio i contatti con Domenico Centrione e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani del convoglio via terra della Global Sumud Flotilla (GSF), fermati a Sirte da miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar. Su Instagram di Centrione un ultimo video in cui si sentono le sirene.

Secondo fonti informate, i due connazionali sono stati trasferiti a Bengasi, in attesa di processo mentre vengono trattati come potenziali clandestini. Sono 10 in tutti i volontari del "Land Convoy" fermati (sono cittadini di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tunisia), mentre tentavano di avanzare la loro posizione per negoziare con le autorità libiche.

A margine di un evento all'Istituto Treccani, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato: "Stiamo seguendo la vicenda, dovrebbe esserci oggi l'udienza davanti al giudice, io mi auguro che li possano espellere il prima possibile, quindi per tornare a casa. "Speriamo che si possa risolvere in modo positivo la questione", ha aggiunto Tajani. "Stiamo avendo un'interlocuzione anche con Bengasi (dove i due attivisti sarebbero stati portati, Ndr) e dovrebbero andare stamani davanti al giudice, quindi il giudice dovrebbe, mi auguro, decidere di farli ritornare in Italia. Se li espellono meglio così, stiamo lavorando, la situazione libica non è semplice", ha spiegato il ministro.

TMNews

Flotilla, Tajani: "Cresce consenso in Ue per sanzioni a Ben Gvir"

Roma, 25 mag. (askanews) - "Mi pare che la risposta sia nel discorso del presidente" israeliano "Herzog su quello che accade nel suo Paese, la condanna unanime, la presa di distanza molto dura del ministro degli Esteri" israeliano Gideon Saar, "la presa di distanza anche di Netanyahu". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco" per la Giornata dell'Africa 2026, a una domanda se siano arrivate reazioni di Israele dopo la dura presa di posizione dell'Italia in merito al video diffuso dal ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir, che riportava le umiliazioni a cui sono stati sottoposti gli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali dalle forze di sicurezza israeliane e portati in Israele.

"Mi pare che stia crescendo il consenso in Ue sulla nostra proposta di infliggere sanzioni a Ben Gvir per quello che ha fatto in occasione dell'arresto di un gruppo di militanti della Flottiglia, quindi la richiesta è finalizzata a quello, poi del resto ne parleremo, la nostra richiesta è finalizzata a quanto è accaduto" che è "inaccettabile, vergognoso, indegno nei confronti di queste persone", ha aggiunto. "Sapete come la penso io politicamente, non sono vicino politicamente ai militanti della Flotilla, ma sono cittadini italiani che devono essere rispettati", ha ribadito Tajani.

TMNews

Hormuz, Tajani: voto in Parlamento? Vediamo, missione non di guerra

Roma, 25 mag. (askanews) - "Vediamo, si andrà in parlamento quando ci sarà la reale possibilità di farlo. Con il ministro Crosetto abbiamo già informato le Commissioni congiunte di Camera e Senato Esteri e Difesa, aspettiamo di vedere quando sarà operativo" un eventuale accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti i e Iran, "perché noi intendiamo partecipare a missioni non di guerra, assolutamente, sotto la bandiera delle Nazioni Unite, la bandiera dell'Unione Europea o la bandiera di un accordo internazionale che raccolga molti paesi, un po' sul modello 'Volenterosi'". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco" in occasione della Giornata dell'Africa 2026, a una domanda sul voto in Parlamento per autorizzare una eventuale missione italiana per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz.

"Vediamo come evolve la situazione, bisogna vedere quali saranno i termini dell'accordo e quando si riaprirà Hormuz una volta raggiunta la tregua, una volta stabilizzata siamo pronti a partecipare", ha spiegato Tajani.

TMNews