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Navalny trasferito in una colonia penale a 100 km da Mosca

di TMNews sabato 13 marzo 2021
1' di lettura

Milano, 13 mar. (askanews) - Il leader dell'opposizione extraparlamentare russa Alexei Navalny è stato trasferito nella colonia penale numero 2 di Pokrov, regione di Vladimir. Una fonte delle forze dell'ordine russe lo ha confermato all'agenzia Tass.

Navalny, incarcerato e processato al rientro dalla Germania dove è stato curato per l'avvelenamento subito lo scorso agosto in Siberia, deve scontare circa due anni e mezzo di carcere (dei 3,5 anni iniziali, considerati i domiciliari e la custodia cautelare) per aver violato i termini di una sentenza sospesa nel 2014.

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Pompei, una mostra racconta le vittime attraverso i calchi

Pompei, 11 mar. (askanews) - Una delle testimonianze più drammatiche dell'eruzione che nel 79 d.C. distrusse Pompei sono i calchi dei corpi delle persone che vennero avvolti dalla nube ardente di cenere vulcanica, che ha solidificato le loro membra nel momento della morte. Oggi questi reperti, che compongono una sorta di memoriale dell'eruzione e della scomparsa della città, diventano protagonisti di un allestimento museale permanente che ne restituisce la storia momento per momento, esponendo i calchi delle vittime e una selezione di altri materiali organici straordinariamente conservati. Il percorso è allestito nella Palestra Grande degli scavi e diventa visitabile al pubblico per la prima volta.

Sono 22 i calchi di vittime, tra i vari rinvenimenti esposti, scelti fra quelli meglio conservati e più leggibili, presentati sulla base del contesto di provenienza, che va dalle domus nelle aree interne della città fino alle porte e alle strade che uscivano dal centro abitato, scappando lungo le quali gli abitanti cercarono invano la salvezza. Una testimonianza che ancora oggi appare viva e carica di drammaticità.

All'inaugurazione ha partecipato anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il rigore scientifico della mostra e anche la valenza contemporanea del progetto, capace di descrivere la morte con lo sguardo della scienza, ma anche con empatia verso, per citare Susan Sontag, il dolore degli altri.

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Medio Oriente, ASTOI: a turismo danni importanti, ma ancora da capire

Milano, 11 mar. (askanews) - "Ho sentito dare moltissimi numeri ultimamente su questa crisi. Io credo che siano numeri molto avventati, quelli che ho visto girare su alcuni giornali: è molto presto per stimare gli effetti di questa crisi, sicuramente saranno importanti, ma è inutile in questo momento dare delle cifre campate in aria che non hanno niente a che fare con la realtà". Lo ha detto ad askanews il presidente di ASTOI - Confindustria Viaggi Pier Ezhaya, commentando i possibili danni per il comparto del turismo in seguito alla guerra in Medio Oriente.

"Attendiamo innanzitutto che questo conflitto rientri e poi faremo i conti dei danni che sicuramente sono importanti ma in questo momento non ha senso dare valorizzazioni economiche a una crisi che deve essere ancora misurata per bene", ha aggiunto.

"Non vedo uno scenario tipo pandemia - ha detto ancora Ezhaya - è vero anche che abbiamo già inviato una lettera come ASTOI sia alla presidente del Consiglio, sia al ministro dell'Economia e delle Finanze, sia al ministro del Turismo ovviamente, dicendo che l'Unione Europea ha già dato disponibilità di valutare, soprattutto per questi costi che abbiamo dovuto sostenere, che sono enormi per il rimpatrio dei passeggeri. Però se vogliamo essere credibili e seri aspettiamo di avere evidenza dei danni e poi dopo è giusto che si chiedano gli aiuti alle istituzioni".

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New York Times: Usa responsabili dell'attacco alla scuola in Iran

Milano, 11 mar. (askanews) - Secondo una inchiesta preliminare in corso, gli Stati Uniti sono i responsabili dell'attacco alla scuola elementare in Iran che ha provocato 175 vittime, per la maggior parte bambine, smentendo il presidente Trump che aveva accusato Teheran della strage. Lo rivela in anteprima il New York Times che scrive "Colpire una scuola piena di bambini sarà sicuramente ricordato come uno degli errori militari più devastanti degli ultimi decenni", prima di spiegare nei dettagli come è avvenuto.

Citando funzionari statunitensi e altre fonti a conoscenza dei risultati preliminari, il giornale spiega che per colpa di dati obsoleti in possesso dell'esercito Usa ci sarebbe stato un errore di puntamento: l'obiettivo era una base militare lì vicino di cui l'edificio in cui sorgeva la scuola (la Shajarah Tayyebeh elementary school) faceva parte precedentemente.

"È stato l'Iran" aveva detto invece Trump l'8 marzo, rispondendo a una domanda dei giornalisti, spalleggiato dal segretario della Difesa Pete Hegseth, che, annunciando al suo fianco l'indagine, comunque sottolineava "l'unico che colpisce obiettivi civili è l'Iran".

Il primo commento ufficiale della Casa Bianca arriva dalla portavoce Karoline Leavitt "Come riconosce il New York Times nel proprio reportage, l'indagine è ancora in corso", dice. Gli stessi intervistati dal giornale americano confermano che restano ancora molte domande senza risposta: dal perché venivano usati dati vecchi a come sia possibile che non siano stati verificati prima di dare il via all'attacco.

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Chiuso il caso contro il rapper O'Hanna, sventolò bandiera Hezbollah

Belfast, 11 mar. (askanews) - Per l'avvocato del gruppo punk-rap nordirlandese Kneecap è terminata quella che non ha esitato a definire una "caccia alle streghe" contro il cantante Liam O'Hanna (in gaelico: Liam Og O Hannaidh), nome d'arte Mo Chara, dopo che i procuratori britannici hanno perso il ricorso in appello presso l'Alta Corte con cui volevano ribaltare la decisione di un giudice che a settembre 2025 aveva archiviato le accuse di terrorismo nei confronti del rapper, attore e attivista nato a Belfast 28 anni fa.

L'avvocato dei Kneecap, Darragh Mackin: "Quando questa storia verrà raccontata, Kneecap sarà dalla parte giusta della storia. Questo processo è stato giuridicamente ridicolo. È stata una caccia alle streghe. Una caccia alle streghe iniziata a Coachella, sviluppatasi a Westminster, ma che termina oggi a West Belfast".

Due giudici dell'Alta Corte di Londra hanno respinto mercoledì il ricorso e confermato l'abbandono del procedimento, in una sentenza di 13 pagine, scrive Afp. O'Hanna, incriminato lo scorso anno per aver sventolato durante un concerto a Londra una bandiera del gruppo militante libanese Hezbollah - considerato un gruppo terroristico dal Regno Unito - ha definito il processo "patetico".

"La vostra stessa Alta Corte ha emesso una sentenza contro di voi. La cosa patetica di tutto questo processo è che cercate falsamente di etichettarmi come terrorista, quando sono i ministri del governo britannico ad armare e sostenere un genocidio a Gaza, la distruzione del Libano e l'insensato massacro di studenti in Iran. Liberate la Palestina, liberate le sei comunità, "verrà il nostro giorno" ("tiocfaidh ar la"), ha concluso, citando la celebre frase in gaelico degli indipendentisti repubblicani nordirlandesi.

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