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L'esperto: Filippo una leggenda, le sue gaffe non erano insulti

di TMNews venerdì 9 aprile 2021
2' di lettura

Roma, 9 apr. (askanews) - Una vita che ha definito il ruolo della monarchia britannica; con Filippo d'Edimburgo se ne va davvero un'epoca, insieme all'uomo che i suoi nipoti definiscono "una leggenda". Lo descrive in questa intervista uno dei massimi esperti reali, Phil Dampier: giornalista già corrispondente per il quotidiano The Sun, autore di numerosi libri sulla famiglia di Buckingham Palace.

"Per 65 anni Filippo è stato a fianco della regina, a volte diversi passi indietro; l'opera della sua vita è stata sostenerla. Credo che lei stessa direbbe che senza di lui non avrebbe potuto avere questo regno lunghissimo" afferma Dampier. "La gente dimentica che lui ed Elisabetta erano imparentati: cugini di terzo grado, discendenti diretti della regina Vittoria. Si conoscevano fin da piccoli, la regina lo vide per la prima volta quando lei aveva otto anni e lui tredici. Poi si rividero quando Elisabetta visitò il Dartmouth Naval College coi genitori, e lui le fece da scorta per la giornata. Si dice che per lei fu amore a prima vista".

"Filippo ha vissuto dappertutto, soprattutto da bambino. Questo gli ha dato una forza interiore che gli è servita per tutta la vita. Da piccolo non vide molto i genitori; era stato cresciuto da una serie di parenti, un'esperienza che lo rese autonomo e indipendente. Era celebre per le sue gaffe. Le chiamavano gaffe, ma credo che per lo più cercasse di rompere il ghiaccio e mettere la gente a suo agio. Alcuni sono molto nervosi quando incontrano i membri della Casa Reale, e cercava di farli ridere. A volte funzionava a volte no, e a volte qualcuno si sentiva insultato, ma per lo più non credo che avesse intenzione di offendere".

"Il suo lascito? Prima di tutto il programma Duke of Edinburgh, che ha aiutato milioni di persone in tutto il mondo. E poi il suo lavoro per il WWF, e il modo in cui ha sottolineato i problemi del sovrappopolamento e dell'ambiente" conclude Dampier.

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Dermatite atopica e prurigo: ecco la nuova opzione terapeutica

Milano, 26 giu. (askanews) - Nemolizumab, anticorpo monoclonale umanizzato anti IL-31, è una nuova opzione terapeutica per il trattamento della dermatite atopica e della prurigo nodularis. Presentato da Galderma a Milano, il farmaco è indicato per la dermatite atopica nei pazienti dai 12 anni in su e per la prurigo nodularis negli over 18.

Angelo Valerio Marzano, Direttore SC Dermatologia Fondazione IRCCS Cà Granda dell'Ospedale Maggiore di Milano, ha parlato nel dettaglio della prurigo nodularis: "La malattia è considerata neuroinfiammatoria o neuroimmunitaria perché è mediata da una citochina che determina l'infiammazione e il sintomo del prurito, agendo direttamente attraverso una stimolazione delle piccole terminazioni nervose della cute. Bisogna classificare bene la patologia attraverso un'anamnesi accurata e attraverso una visita dermatologica anche generale del paziente, per evidenziare sintomi che possano far sospettare una causa non dermatologica sottostante".

Il prurito, in entrambe le patologie, è tra i sintomi più invalidanti.

"Immaginiamo per un attimo di essere affetti da un prurito incoercibile che non riusciamo a dominare, non riusciamo a controllare e quindi dalla mattina alla sera non facciamo altro che grattarci. Questo significa quindi escoriare la pelle e creare anche i presupposti perché i batteri

possano superinfettarla. Immaginiamo che tutto questo succeda H24: significa che non possiamo più produrre, non possiamo più lavorare, non abbiamo più relazioni interpersonali, non dormiamo e abbiamo problemi anche con noi stessi, perché un prurito che non si riesce a dominare e che si perpetua per mesi o per anni, sicuramente è qualcosa che cambia radicalmente la vita dei pazienti" ha aggiunto Giuseppe Micali, Professore Ordinario e Direttore U.O.C. Clinica Dermatologica, Università di Catania.

Il medicinale è disponibile in Italia dopo la decisione di rimborsabilità da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco, sulla base dei risultati degli studi clinici di fase III ARCADIA e OLYMPIA. Le evidenze hanno mostrato un miglioramento significativo del prurito, delle lesioni cutanee e della qualità del sonno, con un conseguente beneficio sulla qualità di vita dei pazienti.

"Le alternative terapeutiche sono accolte sempre con estremo favore, non solo da noi come associazione, ma soprattutto dai pazienti atopici, perché alternativa terapeutica significa alternativa a un qualcosa che magari non posso avere, a cui non ho accesso o soprattutto che su di me non funziona, perché non è detto che un farmaco, che è specifico per una malattia con una dermatite atopica, funzioni per tutti i pazienti atopici. Avere un'alternativa, soprattutto come Nemolizumab, che agisce su un'interleuchina specifica, è sicuramente positivo perché potrebbe rappresentare anche una svolta per coloro che non rispondono ad altre terapie." ha concluso Mario Coccioli, Presidente Associazione Nazionale Dermatite Atopica (ANDeA) .

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"E' un'opera straordinaria, anche il recupero di una sola persona per il valore incommensurabile che ha la persona, è un successo straordinario e inestimabile il recupero dei giovani: è un patrimonio che arrichisce il nostro paese", ha aggiunto.

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