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Covid, India al collasso, preoccupa la variante "doppia mutante"

di TMNews martedì 20 aprile 2021
2' di lettura

Roma, 20 apr. (askanews) - È drammatica la situazione Covid-19 in India dove si sono superati i 15 milioni di contagi. Il sistema sanitario è al collasso a causa dell'aumento esponenziale dei casi negli ultimi giorni e a Nuova Delhi è tornato il lockdown. Nei cimiteri non c'è più posto per seppellire i morti che sono arrivati a oltre 178mila nel Paese.

L'India aveva avviato una campagna di vaccinazioni di massa e sperava di sconfiggere rapidamente il virus ma mascherine e distanziamento sono stati messi da parte nelle feste religiose in cui si sono create folle enormi di fedeli. Inoltre, i contagi non sono mai aumentati così rapidamente dall'inizio della pandemia come adesso e i medici segnalano che oltre il 60% dei nuovi pazienti ha meno di 45 anni. È stato isolato un nuovo ceppo di Covid, definito doppio mutante B.1.617, che sarebbe molto contagioso.

"Poiché è molto più trasmissibile stiamo vedendo molti più casi, e quindi, una pressione molto più grande sugli ospedali e sul sistema sanitario di quanto abbiamo visto prima - ha spiegato Gautam Menon, professore di fisica e biologia all'Università Ashoka dell'India. In effetti, proprio ora in tutta l'India, ci sono bombole di ossigeno che finiscono, letti di terapia intensiva non disponibili, letti ordinari non disponibili. Farmaci necessari per le cure che non sono disponibili. Questo sta accadendo anche perché in un certo senso i numeri stanno salendo ovunque in tutta l'India allo stesso tempo".

"In questo momento è una 'variante di interesse'" ha aggiunto, spiegando che l'Oms la sta valutando. "C'è sempre una preoccupazione per le nuove varianti che sembrano essere più trasmissibili. Per capire se in qualche modo potrebbero influenzare, per esempio, la mortalità... Questo è qualcosa che dobbiamo capire e presumo che questa decisione sarà presa dall'Oms nei prossimi giorni". Ieri la Gran Bretagna ha deciso di vietare l'ingresso a chi proviene dall'India, a eccezione dei cittadini britannici ed irlandesi di ritorno, che saranno però sottoposti a obbligo di quarantena.

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Come è stata l'accoglienza e il rapporto con il Paese ospitante?, gli chiediamo. "Ho vissuto in molte parti del mondo e svolto diversi incarichi all'estero. Posso dire che ciò che rende unica questa area è lo spirito della comunità napoletana, il supporto che offre a questo comando e le relazioni che riusciamo a costruire. Ho avuto l'opportunità di incontrare studenti, rappresentanti religiosi e autorità civili. Sento davvero che il team di JFC Naples fa parte della comunità locale, ed è una relazione molto speciale di cui sono entusiasta", dice.

Durante l'evento importanti momenti come il ricordo dei caduti con la deposizione di una corona, uno spettacolare lancio con le bandiere del comando, della Nato e dell'Italia, e anche un annullo filatelico commemorativo di Poste Italiane.

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"Ci sono 32 nazioni coinvolte nell'Alleanza, ed è un'alleanza molto forte. Come ho detto, è l'insieme delle nazioni che fa la forza. Non si tratta di un singolo Paese, ma del contributo collettivo. Sono assolutamente fiducioso che, con una leadership italiana in questo comando, fortemente concentrata sull'importanza del fianco sud e sud-orientale, il comando continuerà a prosperare e a operare con successo", spiega.

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"Il fatto che questo comando sia rimasto nello stesso luogo per 75 anni dimostra chiaramente l'importanza del Mediterraneo e delle nazioni che si affacciano su entrambe le sue sponde. Evidenzia anche quanto sia cruciale la stabilità in questa regione. Sono molto fiducioso per il futuro del comando, che continuerà a svolgere la sua missione di deterrenza e difesa, creando al tempo stesso le condizioni per la stabilità nei Paesi membri della NATO e contribuendo a proteggere il nostro fianco sud", dichiara.

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Servizio di Cristina Giuliano

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