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Al via il progetto "67 colonne per l'Arena di Verona"

di TMNews martedì 27 aprile 2021
2' di lettura

Roma, 27 apr. (askanews) - Al via il progetto di fundraising "67 colonne per l'Arena di Verona" con l'adesione di due grandi aziende nel ruolo di Founder: Calzedonia Group, sostenitore del Festival dal 2006, e Pastificio Rana, che torna al fianco di Fondazione Arena per quest'ambiziosa iniziativa.

"La Fondazione Arena non è soltamente un gioiello per la città, ma è il modo per rappresentare il nostro territorio, ma l'Italia tutta. Verona è già bella di per sé, l'Italia è meravigliosa, l'Arena è la gemma all'interno di un meraviglioso paese. Quindi noi dobbiamo ringraziare questa grande manifestazione, questo grande evento", ha affermato Gian Luca Rana, ad di Pastificio Rana.

Due pilastri dell'imprenditoria veronese, simboli dell'Italia nel mondo, hanno accolto per primi l'appello a ricostruire idealmente le 67 colonne che componevano la cinta più esterna di arcate, distrutta da un terremoto nel 1117.

"Noi pur producendo e vendendo in tutto il mondo abbiamo qui la nostra sede, abbiamo interesse che Verona sia conosciuta anche per attirare le risorse umane che prendiamo sul territorio, ma attiriamo anche a Verona da tutta Italia, dal mondo. Poche persone si rendono conto che l'attività lirica crea un indotto molto importante per tutto il territorio", ha spiegato Sandro Veronesi, Presidente Calzedonia Group.

Senza un'attività completa del Festival, il 2020 ha dimostrato quanto l'economia della città sia legata indissolubilmente al suo Anfiteatro. Fondazione Arena produce infatti un impatto di oltre 500 milioni di euro sull'economia del territorio, motivo che ha spinto i Founder a raccogliere l'invito a sostenerla attraverso il meccanismo dell'Art Bonus, il credito d'imposta per il mecenatismo culturale.

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Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews, archivio

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"Certamente, è il metodo che ha regalato questi 80 anni di fondamento comune. E oggi lo dirò anche al Presidente della Repubblica che ci riceverà. È il metodo anche nelle diversità. - ha aggiunto - C'erano allora come restano evidentemente tra le religioni, occorre invece cercare quello che unisce e, imparare a vivere insieme".

"Il sincretismo - ha aggiunto - c'è quando non c'è dialogo, allora sì che è pericoloso. Il relativismo c'è proprio perché si è dialogato troppo poco", ha concluso Zuppi.

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