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Paola Turci: chi mi insulta sui social è prevalentemente leghista

di TMNews sabato 8 maggio 2021
1' di lettura

Roma, 8 mag. (askanews) - "Espongo i fatti, non è che sono di parte, però quando qualcuno ti insulta tu vai a vedere chi è... Ed è una costante scoprire che le persone che ti insultano con dell'odio che non ti aspetti nemmeno quasi sono tutti della destra, prevalentemente leghisti. Sui social ci si è un po' abituati ecco, non voglio dire che a sinistra... Ma constato sempre questo: quando c'è un tweet o un post su Instagram, scopro sempre che è un elettore di Salvini o di Meloni, non ci fosse uno di Zingaretti o Calenda, niente, nessuno! È un fatto, potete andarlo a vedere anche voi": così la cantante Paola Turci, ospite di Propaganda Live su La7, che è stata bersaglio di offese sul web dopo il suo sostegno al monologo di Fedez.

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Israele, Eisenkot apre la campagna elettorale: sostituiremo Netanyahu

Roma, 1 lug. (askanews) - L'ex capo di Stato Maggiore dell'esercito israeliano, Gadi Eisenkot, ha dato il via alla sua campagna elettorale con l'obiettivo di prendere il posto di Benjamin Netanyahu come primo ministro. A quattro mesi dalle elezioni, Eisenkot ha tenuto il suo primo comizio elettorale, durante il quale ha dichiarato che "Israele merita di aprire un nuovo capitolo. Lo scriveremo insieme".

Feroce critico delle politiche e della condotta di Netanyahu durante la guerra di Gaza, Eisenkot ha fondato il suo partito, Yashar, nel settembre 2023.

"In nome dell'esempio personale e della responsabilità, sostituiremo quella leadership priva di visione e strategia che apre la strada alla perdita di orientamento. Abbiamo il dovere di porre fine alla follia dei sistemi e garantire una transizione responsabile e condivisa verso il prossimo decennio, perché lo Stato di Israele non può permettersi di commettere un altro errore", ha affermato Eisenkot.

"(Quando ho fondato il mio partito), ero convinto che, data la gravità del momento, fosse necessario un cambiamento profondo e urgente. Credevo che Israele avesse bisogno di una leadership sionista, autentica, degna e onesta una casa politica per i cittadini che sognano un Israele diverso, per i quali è importante lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti uno Stato forte e sicuro", ha sottolineato.

"Israele merita di aprire un nuovo capitolo. Lo scriveremo insieme. Per il futuro di Israele, dobbiamo fare in modo che il prossimo ottobre il governo del '7 ottobre' chiuda il suo ruolo nella storia, e noi ne apriremo uno nuovo nella storia di Israele, un capitolo molto migliore, perché Israele deve vincere, e vincerà", ha concluso.

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Sisma in Venezuela, ancora salvataggi miracolosi tra le macerie

Macuto, 1 lug. (askanews) - Dalle macerie ancora dei miracoli, come questa famiglia di tre persone tratta in salvo a Macuto, nello stato venezuelano di La Guaira, si trovavano nel palazzo crollato in seguito ai due terremoti del 24 giugno. Ma le speranze di trovare ancora qualcuno in vita si affievoliscono di ora in ora. A sei giorni dal terremoto il paese è alle prese con scosse continue, e c'è il rischio crescente di epidemie anche perchè mancano i beni di prima necessità e molti ospedali sono pesantemente danneggiati. Secondo l'ultimo bilancio ufficiale delle autorità venezuelane i morti sono oltre 1.900, 16 dei quali italiani, almeno 5.000 feriti. Mentre è ancora incerto il numero dei dispersi, che sarebbero comunque dell'ordine delle decine di migliaia, probabilmente 50 mila: a complicare le cose sono anche i milioni di venezuelani emigrati nel corso degli ultimi anni, molti clandestinamente, di cui è difficile sapere la sorte.

C'è poi la questione degli sciacalli che depredano senza pietà le case abbandonate durante il sisma. E' ancora troppo presto per parlare di ricostruzione ma la situazione è drammatica: sono almeno 60 mila, secondo le immagini satellitari fornite dalla Nasa, gli edifici danneggiati dal sisma in modo irreparabile. Tutto il mondo si sta mobilitando per portare aiuti al Venezuela. E' arrivato un carico di 47 tonnellate inviato dall'Unicef a sostegno dei bambini e delle famiglie colpite dal sisma, ma è una goccia nell'oceano.

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Sudafrica, disordini e proteste anti-migranti: città blindate

Roma, 1 lug. (askanews) - Forze dell'ordine in ogni angolo a Durban e Johannesburg il giorno dopo le proteste, con numerosi manifestanti in tutto il Sudafrica, convocate da diversi partiti politici e movimenti anti-migranti che chiedevano la partenza di cittadini stranieri senza documenti. A guidare le rivolte il movimento "March and March", che ha intimato agli stranieri di lasciare il Paese entro il 30 giugno, senza aver precisato cosa sarebbe successo dopo questa data; molti sono andati via prima, temendo il peggio.

Nonostante il massiccio dispiegamento di polizia, in alcune di queste marce si sono registrati isolati episodi di violenza, sebbene perlopiù legati a fatti relativi a furti e saccheggi. Molti i negozi rimasti chiusi e i cittadini che non sono andati a lavoro.

In alcune zone di Johannesburg e della città portuale di Durban, manifestanti hanno sfilato avvolti in bandiere sudafricane e armati di bastoni, sotto lo sguardo attento della polizia con veicoli blindati ed elicotteri di supporto. Gli agenti hanno dichiarato di aver arrestato alcuni saccheggiatori, senza però fornire ulteriori dettagli.

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Usa, 250 anni dopo il sogno americano resiste ma si incrina

Stati Uniti, 1 lug. (askanews) - A 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza, l'agenzia France press ha chiesto ad americani e immigrati che cosa significhi oggi il "sogno americano".

Le risposte raccontano un Paese che continua ad attrarre, ma dove il sogno passa sempre più spesso attraverso fatica, precarietà e disincanto.

"Per me il sogno americano significa poter essere libero, poter cercare la felicità, poter inseguire la libertà economica, avere una casa e trovare alloggi accessibili, per costruire un patrimonio da lasciare alle generazioni future. Questo, per me, è il sogno americano".

"Io ho pace, sono tranquillo. Sto bene, ho realizzato i miei sogni. Sono stato un buon padre, sono stato una brava persona. Forse non ho ricchezze, perché non ho mai cercato di diventare ricco, ma ho donne meravigliose nella mia vita: mia moglie e mia figlia. Ho pace. Posso dire di avere realizzato il sogno americano, con alcuni limiti, ma sì, l'ho realizzato".

"Da figlia americana, è facile dimenticare quei sacrifici e da dove veniamo. Ma da iraniana, vedendo come soffre la mia gente in Iran, posso guardare alla mia vita qui e dire che sto assolutamente vivendo il sogno americano. Ho sicurezza, libertà di parola, libertà religiosa, posso vestirmi come voglio in quanto donna. Sono valori davvero sacri, ai quali credo sia importante tornare come americani. Il sogno americano non è perfetto, deve continuamente evolvere ed essere rivisto. Qui ci sono molti difetti, ma abbiamo qualcosa di molto speciale, che vale la pena proteggere".

"Sì, sto vivendo il sogno americano. Da bambino volevo essere come Charlie Chaplin, venire a Hollywood e finire in televisione. E ci sono riuscito".

"Il sogno americano era andare un po' avanti. Sono venuta perché qui c'erano le mie figlie. Ma il sogno americano non si è mai realizzato, ormai non c'è più. Forse c'era prima, ma non adesso. Si lavora e si lavora tantissimo, e oggi non è più la stessa cosa".

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