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Covid, Guterres: siamo in guerra, rafforzare capacità nostre armi

di TMNews lunedì 24 maggio 2021
2' di lettura

Milano, 24 mag. (askanews) - Il Covid-19 ha scatenato un conflitto per il quale è "necessaria" una "economia di guerra". Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres all'Assemblema annuale Oms, lanciando un appello alla comunità internazionale: "Siamo in guerra contro un virus. Abbiamo bisogno di entrare in una logica e in un'urgenza di una economia di guerra per rafforzare la capacità delle nostre armi: i vaccini".

L'Assemblea si protrarrà fino all'1 giugno e si concentrerà sugli sforzi per contenere la pandemia e sugli appelli a rinnovare l'intero approccio alla salute globale per aiutare a prevenire future catastrofi simili al Covid. Il direttore generale dell'Oms Tedros Gebreyesus nel corso dei lavori della 74a Assemblea Mondiale della Sanità ha voluto ricordare lo sforzo e il sacrificio degli operatori sanitari di tutto il mondo: "Per circa 18 mesi, i lavoratori del servizio sanitario in tutto il mondo sono stati sul baratro, tra la vita e la morte. Hanno salvato innumerevoli vite e hanno combattuto per altri che, nonostante i loro migliori sforzi, sono andati via. Molti si sono infettati a loro volta e, sebbene le segnalazioni siano scarse, stimiamo che almeno 115.000 operatori sanitari e assistenziali abbiano pagato il prezzo più alto al servizio degli altri"

Tedros ha lanciato l'appello per uno sforzo globale che garantisca che il 10% della popolazione di ogni Paese sia vaccinato contro il coronavirus entro settembre. "Oggi faccio appello agli Stati membri a sostenere una campagna di vaccinazione di massa di almeno il 10 per cento della popolazione di ogni Paese da ora a settembre".

Un momento chiave è atteso per domani quando ministri e diplomatici discuteranno i risultati di tre rapporti redatti da gruppi indipendenti separati che hanno valutato gli aspetti della risposta alla pandemia globale.

 

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La nuova parola d'ordine nel mondo dell'hospitality è "bleisure", unione di business e leisure, ovvero la tendenza a combinare i viaggi di lavoro con le vacanze. Prolungare una trasferta professionale per qualche giorno o farsi accompagnare dai propri cari, sfruttando la stessa destinazione per staccare la spina e fare turismo. "Io ho una mia idea al riguardo, nel senso che se 20 anni fa uno veniva a Milano per lavoro, conosceva l'albergo dove doveva andare, come doveva arrivarci e basta, oggi con l'avvento dei social media, con l'avvento di una comunicazione molto più personalizzata, noi sappiamo molto più", spiega Fabbri.

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Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

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