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Covid, netto calo di contagi e verso Italia bianca a fine giugno

di TMNews venerdì 4 giugno 2021
1' di lettura

Roma, 4 giu. (askanews) - Un netto calo di contagi, ricoveri e decessi. Sono incoraggianti gli ultimi dati sul Covid-19 in Italia forniti dalla cabina di regia. Anche grazie alla campagna vaccinale che procede spedita, tutte le Regioni e le Province autonome sono classificate a "rischio basso" e continua il calo nell'incidenza settimanale: 32 casi per 100.000 abitanti.

Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità: "Un pò in tutte le fasce di età ci troviamo davanti a una decrescita, la zona ombreggiata mostra una decrescita che va confermata perché i dati sono in fase di stabilizzazione ma il trend è abbastanza chiaro" "Ci troviamo con uno Rt a 0,68 in decrescita rispetto alla settimana precedente, quasi tutte le Regioni sono con il valore puntuale al di sotto di 1".

Calano anche i ricoveri in ospedale e nessuna regione supera la soglia critica: l'occupazione dei posti letto nelle terapie intensive è al 12% e nei reparti all'11%. Dalla prossima settimana altre 4 Regioni, Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto passano in fascia bianca e secondo Brusaferro se si conferma questo trend nelle prossime settimane a fine giugno avremo "un'Italia tutta bianca". Intanto, a Codogno, considerata la Wuhan italiana, è stato dimesso l'ultimo paziente Covid e chiusa l'area che era stata aperta proprio per la lotta al virus oltre un anno fa.

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"Sono già stati infatti i prelievi necessari, gli esami di laboratorio sono in corso", ha aggiunto. "Nel caso in cui fosse positivo, allora, ripeto, scatteranno tutte le misure di isolamento, isolamento proprio totale che verranno adottate, più quelli che sono gli interventi con tutti i contatti". I due sono cooperanti volontari per una associazioni cattolica, non medici, rientrati dall'Uganda, confinante con la Repubblica democratica del Congo in cui è in corso una epidemia di ebola. non sono medici, suppongo che fossero lì per insegnare ai "Sono rientrati dopo tre mesi di permanenza in quell'area e come può capitare hanno sviluppato due patologie - ha spiegato Bertolaso - "Una, ripeto, è ascrivibile la malaria per quelle che sono le sintomatologie e il luogo da dove provengono, l'altra probabilmente è stata una banale gastroenterite che si può benissimo prendere durante un viaggio".

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Milano, 25 mag. (Askanews) - Milano-Cortina 2026 non è stata soltanto una vetrina sportiva, ma anche un banco di prova per il sistema sanitario lombardo. È così nato "Oltre il traguardo: la Lombardia che cura", evento promosso da BeOne Medicines a Palazzo Pirelli, per riflettere in merito all'eredità organizzativa, clinica e territoriale lasciata dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.

Al centro, il modello lombardo di sanità in rete: integrazione tra ospedali e territorio, collaborazione tra pubblico e privato, coordinamento tra emergenza-urgenza, presidi di comunità, innovazione digitale e percorsi di presa in carico del paziente. L'obiettivo è rafforzare la capacità di risposta sanitaria non solo nei contesti emergenziali, ma anche nella gestione quotidiana.

Emanuele Monti, Presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia, spiega come Regione Lombardia intende fare tutto ciò: "La Legacy Olimpica parte anche nella sanità. Chiaramente l'investimento che è stato fatto è importantissimo: l'assessore Bertolaso, il presidente Fontana ci hanno creduto fin dal primo minuto. Oggi abbiamo la fortuna di avere concretamente dei lasciti importanti in termini di strutture, protocolli organizzativi e gestionali, eccellenze non solo italiane ma internazionali".

Nel corso dell'evento, presentati i dati raccolti durante Milano-Cortina 2026 relativi all'impatto sulla salute, sull'organizzazione sanitaria e sui percorsi clinici, con un approfondimento dedicato al "modello Niguarda". Di questo virtuosismo parla Roberto Cairoli, Direttore SC Ematologia, ASST GOM Niguarda: "Dobbiamo dotarci di una struttura di data manager che parli con le istituzioni, con i comitati etici e con le aziende, in modo da ottenere farmaci ancora in sperimentazione clinica che, sebbene siano promettenti, non sono ancora in commercio. Questi rappresentano l'ultima frontiera di cura".

Dati che danno indicazioni importanti, evidenziando gli elementi da migliorare e quelli che funzionano già nel migliore dei modi. Interviene in tal senso Alberto Zoli, Medical Care Manager Lombardia per i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: "Pochi casi critici, ma gestiti al meglio con l'organizzazione comune che abbiamo creato tra Niguarda e Valtellina. Niguarda, insieme al Morelli di Sondalo, ha realizzato l'ospedale olimpico e ha gestito i due pronto soccorso olimpici e quanto occorreva per tenere aperta la parte ospedaliera, compreso il reparto fatto per la family, quindi appositamente per quella parte di popolazione che aveva un badge".

Particolare attenzione è stata rivolta alle reti oncologiche ed ematologiche regionali e ai modelli di gestione delle cronicità e dei follow-up territoriali, temi centrali nella prospettiva di una sanità sempre più integrata e vicina ai cittadini. In questo contesto, l'evento si è proposto come un momento di confronto e restituzione dedicato alla costruzione di una visione a lungo termine: una Lombardia che, oltre il traguardo sportivo, sa investire su una sanità di rete, inclusiva, innovativa e orientata alla cura della persona.

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