CATEGORIE

Con la pandemia il consumatore diventa sempre più digitale

di TMNews mercoledì 9 giugno 2021
3' di lettura

Milano, 9 giu. (askanews) - La pandemia ha ridisegnato le nostre abitudini di acquisto accelerando alcuni processi, primo tra tutti la digitalizzazione. Quali siano questi cambiamenti e quanto siano strutturali lo ha misurato una ricerca realizzata da Netcomm in collaborazione con MagNews che ha analizzato il percorso di acquisto dei consumatori italiani durante l emergenza sanitaria confrontandolo con i comportamenti pre-pandemia in tre settori chiave: moda, cibo e cura della persona. Roberto Liscia, presidente di Netcomm: "Il primo cambiamento è stato nell allargamento del numero dei consumatori che si sono convertiti al digitale, all on-line. Noi abbiamo verificato che più di due milioni e mezzo di consumatori digitali non abituali e di non consumatori digitali sono diventati consumatori digitali abituali, abbiamo superato ampiamente i 27 milioni di consumatori che acquistano on-line".

La pandemia con le restrizioni che si è portata dietro ha cambiato i percorsi di acquisto dei consumatori che la ricerca Netcomm Magnews ha classificato in cinque tipologie: consumatore contemporaneo, fast shopper, consumatore tradizionale, omnicanale e digitale:

"Il cluster che ha avuto la più alta crescita sono gli acquirenti digitali che sono passati dal 2 al 13% 11 punti percentuali in più di acquisto -spiega Liscia - il che significa che c è stata sia per l'urgenza sia per la mancanza di alternative c'è stato un comportamento fortemente digitalizzato".

Quelli che sono cambiati nell esperienza di acquisto del consumatore sono anche i punti di contatto determinanti per concludere positivamente un acquisto. Con conseguenze importanti per le aziende nella gestione della relazione col cliente, come ci spiega Florida Farruku, general manager di Diennea.

"Doverci ritrovare a spostare il focus dai touchpoint fisici a quelli digitali ha portato le aziende ad acquisire un patrimonio molto importante di raccolta dati e informazioni sui consumatori e questo adesso diventa fondamentale per valorizzare i dati utilizzando strumenti nuovi digitali che ci permettono di raccogliere tutte le informazioni nella maniera più proficua e opportuna per il business".

In particolare sono due i touchpoint più importanti individuati nel percorso di acquisto: le recensioni online, cresciute per rilevanza tra i 6 e gli 8 punti percentuali, e il digital wallet: "Tutti i consumatori hanno sottolineato l'importanza di pagare come un Digital Wallet - prosegue Liscia - sia off-line che on-line e Questo significa che essenzialmente consumatore Cerca un pagamento che è frictionless cioè senza elementi di attrito".

A livello di comparti, è la moda quello a essere più toccato dalla digitalizzazione mentre nei settori settori food e personal care prevale una esperienza d acquisto ancora ibrida tra canale digitale e fisico. Tuttavia la crescita più importante ha riguardato il mondo dell agroalimentare dove la penetrazione è passata in un anno dallo 0,9% all'1,8%.

Ora tocca alle aziende, di fronte alla customer revolution, attrezzarsi per dare risposte adeguate:

"Fino a qualche anno fa il digital si riferiva alla parte di comunicazione, oggi è entrato prepotentemente in ogni ambito di lavorazione aziendale - sottolinea Farruku - in questo scenario diventa fondamentale per l'azienda dotarsi di strumenti utili ed esprimere tutta la loro potenzialità questi punti chiave che sono parte fondamentale delle strategie di business aziendale".

tag

Ti potrebbero interessare

Papa Leone: "L'intelligenza artificiale deve essere disarmata"

Città del Vaticano , 25 mag. (askanews) - Papa Leone XIV chiede il "disarmo" dell'intelligenza artificiale nel suo atteso manifesto sulla tecnologia in rapida evoluzione. Il Papa presenta di persona in Vaticano la sua prima enciclica, "Magnifica Humanitas" (Magnifica Umanità), insieme a esperti di intelligenza artificiale tra cui Christopher Olah, co-fondatore del colosso statunitense Anthropic.

TMNews

Ebola, esami su cooperanti rientrati da Uganda, Bertolaso: forse malaria

Milano, 25 mag. (askanews) - Due cooperanti rientrati dall'Uganda nel Comasco sono stati ricoverati all'ospedale Sacco di Milano, dopo aver manifestato sintomi come febbre e problemi gastrointestinali. Entrambi sono stati sottoposti al test sull'ebola e in attesa dei risultati l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso ha rassicurato: "Se come mi auguro e penso questi due casi saranno due casi negativi all'Ebola vorrà dire probabilmente che hanno contatto la malaria che è un'altra di quelle malattie endemiche di quei territori", ha detto.

"Sono già stati infatti i prelievi necessari, gli esami di laboratorio sono in corso", ha aggiunto. "Nel caso in cui fosse positivo, allora, ripeto, scatteranno tutte le misure di isolamento, isolamento proprio totale che verranno adottate, più quelli che sono gli interventi con tutti i contatti". I due sono cooperanti volontari per una associazioni cattolica, non medici, rientrati dall'Uganda, confinante con la Repubblica democratica del Congo in cui è in corso una epidemia di ebola. non sono medici, suppongo che fossero lì per insegnare ai "Sono rientrati dopo tre mesi di permanenza in quell'area e come può capitare hanno sviluppato due patologie - ha spiegato Bertolaso - "Una, ripeto, è ascrivibile la malaria per quelle che sono le sintomatologie e il luogo da dove provengono, l'altra probabilmente è stata una banale gastroenterite che si può benissimo prendere durante un viaggio".

TMNews

A Milano l'evento "Oltre il traguardo: la Lombardia che cura"

Milano, 25 mag. (Askanews) - Milano-Cortina 2026 non è stata soltanto una vetrina sportiva, ma anche un banco di prova per il sistema sanitario lombardo. È così nato "Oltre il traguardo: la Lombardia che cura", evento promosso da BeOne Medicines a Palazzo Pirelli, per riflettere in merito all'eredità organizzativa, clinica e territoriale lasciata dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.

Al centro, il modello lombardo di sanità in rete: integrazione tra ospedali e territorio, collaborazione tra pubblico e privato, coordinamento tra emergenza-urgenza, presidi di comunità, innovazione digitale e percorsi di presa in carico del paziente. L'obiettivo è rafforzare la capacità di risposta sanitaria non solo nei contesti emergenziali, ma anche nella gestione quotidiana.

Emanuele Monti, Presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia, spiega come Regione Lombardia intende fare tutto ciò: "La Legacy Olimpica parte anche nella sanità. Chiaramente l'investimento che è stato fatto è importantissimo: l'assessore Bertolaso, il presidente Fontana ci hanno creduto fin dal primo minuto. Oggi abbiamo la fortuna di avere concretamente dei lasciti importanti in termini di strutture, protocolli organizzativi e gestionali, eccellenze non solo italiane ma internazionali".

Nel corso dell'evento, presentati i dati raccolti durante Milano-Cortina 2026 relativi all'impatto sulla salute, sull'organizzazione sanitaria e sui percorsi clinici, con un approfondimento dedicato al "modello Niguarda". Di questo virtuosismo parla Roberto Cairoli, Direttore SC Ematologia, ASST GOM Niguarda: "Dobbiamo dotarci di una struttura di data manager che parli con le istituzioni, con i comitati etici e con le aziende, in modo da ottenere farmaci ancora in sperimentazione clinica che, sebbene siano promettenti, non sono ancora in commercio. Questi rappresentano l'ultima frontiera di cura".

Dati che danno indicazioni importanti, evidenziando gli elementi da migliorare e quelli che funzionano già nel migliore dei modi. Interviene in tal senso Alberto Zoli, Medical Care Manager Lombardia per i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: "Pochi casi critici, ma gestiti al meglio con l'organizzazione comune che abbiamo creato tra Niguarda e Valtellina. Niguarda, insieme al Morelli di Sondalo, ha realizzato l'ospedale olimpico e ha gestito i due pronto soccorso olimpici e quanto occorreva per tenere aperta la parte ospedaliera, compreso il reparto fatto per la family, quindi appositamente per quella parte di popolazione che aveva un badge".

Particolare attenzione è stata rivolta alle reti oncologiche ed ematologiche regionali e ai modelli di gestione delle cronicità e dei follow-up territoriali, temi centrali nella prospettiva di una sanità sempre più integrata e vicina ai cittadini. In questo contesto, l'evento si è proposto come un momento di confronto e restituzione dedicato alla costruzione di una visione a lungo termine: una Lombardia che, oltre il traguardo sportivo, sa investire su una sanità di rete, inclusiva, innovativa e orientata alla cura della persona.

TMNews

Voltaggio (Eni): TEF piattaforma unica per creare filiere

Roma, 25 mag. - Durante le giornate del TEF - Taranto Eco Forum 2026, Eni, main partner dell'edizione, è intervenuta nel confronto dedicato agli ecosistemi di open innovation e al ruolo delle startup nei processi di transizione energetica, digitale e ambientale. A margine della sessione, Mattia Voltaggio, Head of Joule - Eni School for Entrepreneurship, ha sottolineato:

"Il TEF - Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell'aria, dell'acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l'indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità".

TMNews