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I Nasoni raccontano: teatro itinerante per centenario Centocelle

di TMNews venerdì 9 luglio 2021
1' di lettura

Roma, 10 lug. (askanews) - A Roma si chiamano Nasoni, sono le fontanelle pubbliche, e nel loro nome è partito lo storytelling urbano itinerante che celebra i cent'anni del quartiere di Centocelle: nacque nel 1921 infatti il primo nucleo edilizio dell'unica borgata di Roma antecedente al fascismo.

Ogni Nasone si fa custode di una storia, emergono frammenti e personaggi del passato attraverso la drammaturgia di Fabio Morgan: "In qualche modo rappresentano il presidio della nascita di questa città; i primi Nasoni vennero installati negli anni Venti, e soprattutto nelle borgate dove si ammassavano i baraccati, rappresentavano il punto d'unione della comunità che si veniva a creare, l'unico punto dove c'era l'acqua corrente. La gente andava a prendere l'acqua, a lavare i vestiti e si formavano le prime comunità".

"I Nasoni Raccontano Centocelle" è la quinta edizione del progetto che dal 2017 racconta vari quartieri di Roma fra storie, magia, personaggi e spettacolo. In scena se così si può dire fino al 17 luglio, da Piazzale delle Gardenie.

Il regista Leonardo Buttaroni: "Quando mi è stato proposto, uno spettacolo itinerante che non è mai una cosa banale da fare per un regista; ma la cosa più bella è il progetto dei Nasoni per i cento anni di Centocelle. Ho cercato, partendo dal testo di Fabio Morgan, di raccontare un viaggio nel tempo nell'Italia, dentro Roma e in un quartiere di Roma, con le semplici persone di tutti i giorni che ci raccontano momenti particolari".

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Secondo il comunicato, un operatore radio cinese ha comunicato alla Taichung che la CCG 3501 era impegnata in una missione di pattugliamento di routine e di "non interferire con le nostre azioni". L'imbarcazione taiwanese ha risposto: "Il vostro comportamento dimostra chiaramente che la pace della Cina è una farsa e che la comunità internazionale non vi sosterrà. Vi preghiamo di non distruggere la pace".

Diverse ore dopo aver rilasciato la dichiarazione, la guardia costiera di Taiwan ha affermato che l'imbarcazione cinese aveva "lasciato le acque soggette a restrizioni". I funzionari della sicurezza taiwanesi hanno dichiarato che la Cina ha dispiegato più di 100 navi della marina, della guardia costiera e di altre forze nelle acque regionali che si estendono dal Mar Giallo al Mar Cinese Meridionale e al Pacifico occidentale, che la Cina rivendica come proprie ma che sono in parte sotto la sovranità di altri stati, uno dei quali è Taiwan. la Cina considera Taiwan come una provincia ribelle, malgrado sia di fatto indipendente dal 1949.

Il dispiegamento delle forze navali cinesi è iniziato prima dell'incontro del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con il suo omologo cinese Xi Jinping a Pechino dello scorso 15 maggio, ed è aumentato a più di 100 unità dopo la conclusione del vertice.

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"Vuoi essere anche tu un volto della Repubblica? Bastano pochi secondi di video con te in primo piano e completa, con il tuo pensiero, che cosa è per te la Repubblica" , spiega il Quirinale in un comunicato. Come ha detto il Presidente Mattarella: "La Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi".

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Roma, 24 mag. (askanews) - E' andata per la seconda volta al regista rumeno Cristian Mungiu la Palma d'Oro della 79esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, per il suo film "Fjord", una storia ambientata in Norvegia che mette in luce le fratture e le contraddizioni delle società che proclamano la propria tolleranza e apertura verso gli altri, quando la famiglia Gheorghiu, una coppia rumeno-norvegese profondamente religiosa, si trasferisce con i suoi figli in un villaggio all'estremità di un fiordo.

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La giuria presieduta dal coreano Park Chan-wook, ha poi assegnato il suo Gran Prix al regista russo in esilio Andrej Zvyagintsev per "Minotaur", che racconta il dramma di una coppia della borghesia russa, con la guerra e il disgregarsi della società a fare da sfondo: un imprenditore di successo che vive con la moglie e il figlio in una bella dimora ai margini del bosco, gestisce la sua attività occupandosi al contempo di reclutare, all'interno della sua azienda, coscritti da mandare al fronte. "Oggi tutti attendono quel momento, (la fine della guerra, ndr), - ha detto il regista - e mi è sembrato di esprimere il pensiero di una stragrande maggioranza di persone che vorrebbero finalmente porvi fine. Che Dio voglia che ciò avvenga; lo stiamo aspettando tutti".

Il premio per la regia è stato invece un ex aequo: è andato al polacco Pawel Pawlikowski per "Fatherland", e agli spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi con il loro "La bola negra", un film-manifesto per l'accettazione di sé che ha inizio durante la guerra civile spagnola e alterna continui salti temporali con il presente per mettere a nudo storie d'amore omosessuali soffocate dalla vergogna e dal segreto.

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