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Francesco Vezzoli a Brescia, la stratificazione come forma d'arte

di TMNews lunedì 26 luglio 2021
3' di lettura

Brescia, 26 lug. (askanews) - Francesco Vezzoli è una figura centrale della scena contemporanea e uno dei filoni più celebri del suo lavoro riguarda la relazione con l'arte classica. In questo senso a Brescia va in scena una mostra affascinante, nella quale Vezzoli indossa i panni sia dell'artista sia del curatore: "Palcoscenici archeologici" è un progetto site-specific che si inserisce nel più ampio dialogo tra classico e contemporaneo portato avanti dalla Fondazione Brescia Musei diretta da Stefano Karadjov. "Francesco Vezzoli - ha detto il direttore ad askanews - con i Palcoscenici archeologici e in particolare con la collocazione della Nike Metafisica in piazza del Foro a Brescia, nel cuore dell'antica Brixia romana, rievoca due momenti straordinari per la città: da un lato la centralità della piazza del Foro nella cultura romana e la reinvenzione della piazza italiana di Giorgio de Chirico nel Novecento".

Proprio in questa dimensione di racconto ambientato, in questo dialogo a più livelli tra le diverse componenti sia delle opere di Vezzoli sia del luogo che le ospita, si sente vibrare la parte più interessante del progetto bresciano, che si autoalimenta di diverse suggestioni. "Per me l'arte - ci ha detto Francesco Vezzoli - è un eterno presente, quindi anche la stratificazione è una stratificazione di epoche, all'interno delle quali però si sono succeduti dei meccanismi psicologici, come quelli di potere, di guerra, di sentimenti, che probabilmente sono sempre uguali. Quindi vedere la stratificazione dentro le mie opere riflessa dalla stratificazione del contesto architettonico e archeologico per me è stato molto bello".

A pochi metri dalla Vittoria Alata, vera meraviglia dell'arte romana che è rinata in tutta la sua magnificenza, Vezzoli preleva, mescola, contamina: su copie in cemento di celebri sculture si innestano tracce della storia dell'arte moderna e della cultura pop: le icone del Paleolitico prefigurano Kim Kardashian; lo sguardo dell'imperatore Adriano prende colore; le sculture da giardino si ibridano con originali in marmo di epoca romana; Sophia Loren diventa una musa dechirichiana issata davanti al pubblico. Un grande teatro, insomma, una narrazione che qui trova, per l'appunto, il proprio palcoscenico.

"La Venere di Willendorf - ha aggiunto Vezzoli - è in metamorfosi e sta diventando una matrona romana; Achille il condottiero sta diventando un Achille Lauro, perché è truccato come una modella degli Anni Sessanta. Non sono sculture ferme, hanno una narrativa e quindi mi sembrava che fare un riferimento al teatro fosse la cosa più appropriata".

E anche gli spazi della Brescia romana e del Museo di Santa Giulia risuonano in modo diverso grazie agli interventi curatoriali della mostra. "Un'archeologia che è presente nel quotidiano, che subisce delle commistioni con il contemporaneo - ha concluso Stefano Karadjov - è in qualche modo il codice della comunicazione culturale che la Fondazione in questo momento porta avanti".

E forse in tal senso accanto alla Nike Metafisica l'opera di Vezzoli che più sembra corrispondere a questo codice è "God is a Woman": su una statua acefala di Giove l'artista ha innestato una testa ispirata alle sculture di Brancusi. Storia, archeologia, modernismo, ironia, diritti civili: il tutto senza rinunciare all'emozione di quella cosa indefinibile che percepiamo come "bellezza".

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Questi i temi al centro della conferenza stampa promossa da ANBI Lombardia alla Biblioteca Ambrosiana di Milano scelta per il suo forte legame con l'acqua: qui, infatti, è custodito il "Codice Atlantico" di Leonardo da Vinci, il dipinto "L'allegoria dell'acqua" realizzato da Brueghel il Vecchio per il Cardinal Federico Borromeo ed ancora i resti di una canaletta romana in pietra per lo scarico delle acque meteoriche tipico esempio di bonifica idraulica.

La presentazione alla stampa moderata dal Direttore Mario Reduzzi ha visto la partecipazione del Presidente Alessandro Rota, del Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano, e del dottor Carlo Enrico Cassani in rappresentanza di Regione Lombardia.

La conferenza stampa rappresenta un momento di confronto istituzionale e tecnico per ribadire il ruolo centrale dei Consorzi di bonifica e presentare i progetti della Lombardia candidati nell'ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).

"Questa presentazione mi dà l'opportunità di ribadire la straordinaria capacità progettuale dei consorzi di bonifica e irrigazione lombardi in grado di presentare opere fondamentali per l'economia, l'ambiente e i cittadini. Il PNIISSI rappresenta un punto di svolta nelle politiche dell'acqua, un'opportunità concreta per dare continuità agli investimenti sui territori superando la logica emergenziale - dichiara Alessandro Rota, Presidente di ANBI Lombardia - Affrontare il cambiamento climatico richiede uno sforzo collettivo e integrato basato su una nuova cultura dell'acqua, che coniughi consapevolezza, innovazione e manutenzione diffusa. I consorzi di bonifica e irrigazione, grazie alla loro organizzazione capillare e alle competenze tecniche, sono pronti a fare la loro parte dando concretezza ad una visione sostenibile e lungimirante del territorio."

"I Consorzi di bonifica della Lombardia sono un'eccellenza del sistema, di cui viene plaudita anche dalle Istituzioni la capacità di rispettare gli stringenti cronoprogrammi del PNRR; non solo: ben il 46% dei progetti inseriti nel PNIISSI afferisce alla capacità operativa e sussidiaria di tali enti, autentico front office del territorio, di cui sono rimasti gli unici uffici progettazione di area vasta. Sono centinaia le proposte che mettiamo a servizio del Paese per aumentarne la resilienza alla crisi climatica: il Piano Nazionale di Efficientamento della Rete Idraulica ed il Piano Nazionale Invasi, proposto con Coldiretti e di cui sono già pronti i primi 400 progetti per nuovi bacini - dichiara Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - Abbiamo l'orgoglio di essere il tassello tra le esigenze delle comunità ed i finanziamenti, che spesso ci sono anche in Europa, ma bisogna avere una rodata professionalità per poterli acquisire."

Il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, il PNIISSI, è finalizzato alla programmazione di interventi nelle infrastrutture idriche primarie per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento idrico, anche ad uso plurimo.

Attraverso il Piano il sistema consortile ha l'opportunità di proporre interventi per il rafforzamento e l'ammodernamento delle infrastrutture, con l'obiettivo di aumentare la resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici e ridurre le dispersioni.

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Il pulmino, progettato con criteri di sicurezza, comfort e accessibilità, rappresenta un gesto concreto di solidarietà e inclusione, traducendo i valori umanitari della Fondazione in azioni tangibili. Grazie a questo mezzo, Mariano potrà affrontare le attività quotidiane con maggiore serenità, sperimentando autonomia e libertà di movimento nonostante le complessità della sua condizione, che lo porta a superare i 200kg.

La Fondazione Bambino Gesù del Cairo ha ufficialmente adottato il caso di Mariano, assicurandogli un supporto continuativo, che include cure mediche, assistenza logistica e accompagnamento umano, confermando l'approccio multidisciplinare e di responsabilità sociale verso i bambini con esigenze speciali. La vicenda di Mariano, ampiamente raccontata dai media nazionali, costituisce un esempio concreto di come interventi mirati possano trasformare la vita dei minori affetti da patologie rare, sensibilizzando al contempo l'opinione pubblica e la comunità scientifica.

Un momento di particolare rilevanza nella storia del giovane calabrese è stato l'incontro con Papa Leone XIV, accolto insieme a Monsignor Yoannis Lazhi Gaid. L'udienza ha rappresentato un significativo incoraggiamento per Mariano e la sua famiglia, sottolineando il valore simbolico e morale di gesti di sostegno così concreti.

Con il pulmino finalmente operativo, la Fondazione Bambino Gesù del Cairo conferma la sua missione: tradurre i principi di solidarietà, responsabilità sociale e cura sanitaria in azioni concrete, capaci di incidere profondamente sulla vita dei bambini più vulnerabili e sulle famiglie che li accompagnano. Mariano potrà così vivere ogni giorno con maggiore autonomia e dignità, mentre l'iniziativa costituisce un modello esemplare di impegno umanitario e sensibilizzazione sociale, capace di coniugare attenzione medica, sostegno logistico e valore etico.

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