CATEGORIE

Biennale Danza, Metamorphosis Dance: il processo come spettacolo

di TMNews martedì 27 luglio 2021
2' di lettura

Venezia, 27 lug. (askanews) - Il luogo è conosciuto, l'Arsenale, e la luce del tramonto di Venezia dopo il temporale è particolarmente calda. Ci si mette in fila per entrare nel Teatro alle Tese e allora tutto comincia a cambiare. Già vedere la tribuna che si popola sembra qualcosa di diverso e ritrovato. Ma il meglio deve ancora venire. Benvenuti alla Biennale Danza.

Sul palco Iratxe Ansa e Igor Bachovich, fondatori di Metamorphosis Dance, che in "Al Desnudo" lavorano su più livelli: da quello diretto della danza al ragionamento, fisico e spettacolare, sulla danza stessa, su loro stessi come corpi d'artista.

"Nello spettacolo - ha spiegato Iratxe Ansa ad askanews - ci sono due parti, la prima parte è un passo a due su musica di Philip Glass che si presenta in modo molto classico, la relazione tra un uomo e una donna. Poi però c'è un cambiamento radicale ed entriamo in un laboratorio, che è quello che a noi interessa di più perché è quello dove si costruisce quello che avete visto prima. E' il racconto del nostro processo".

Il processo, per l'appunto. Una serie di movimenti che cambiano le carte in tavola e creano, attraverso il ricorso sul palco alle luci di lavoro, per esempio, la sensazione di uno specchio convesso che genera auto riflessione, nella mente stessa, non solo dei ballerini, ma anche proprio dell'idea di danza. E qui si genera una vertigine di grande fascino intellettuale, ma per Igor Bacovich, prima viene il corpo.

"Attraverso la fisicità portata all'estremo, al limite - ci ha spiegato - pensiamo che sono in quel momento possiamo realmente parlare di elevare il nostro spirito e i nostri pensieri, perché fino a quel momento non siamo realmente nel tunnel della creatività, non siamo dove dobbiamo stare. E il nostro metodo deve realmente portarci lì".

Istruzioni, esercizi, i livelli della costruzione coreografica diventano parte della coreografia stessa. Alla ricerca di un "grado zero" della danza che fa pensare a Roland Barthes, ma in chiave orientata alla contemporaneità, anche attraverso il ricorso all'immagine video: una sorta di spettacolo nello spettacolo, di play within the play, che gioca con l'ossessione visuale del nostro presente, svelandola.

E a emergere, alla fine, è il "metodo Metamorphosis", che diventa in un certo senso un unicum spaziale e temporale, nel quale si sublima l'idea di danza e di presenza. "Si cerca in qualche maniera di continuare fino a quando un po' ti scordi chi sei - ha concluso Bocovich -. Ma in quel momento sei tu davvero".

Trovare noi stessi attraverso una sorta di danza pura, al termine di uno spettacolo circolare e avvolgente che a suo modo continua anche dopo la chiusura del sipario: a questo, se si è fortunati, si arriva. E la Biennale Danza rimane un'esperienza che si attacca al corpo dello spettatore e lo accompagna ancora, verso la Laguna e il mondo fuori di noi.

(Leonardo Merlini)

tag

Ti potrebbero interessare

Taiwan denuncia un "confronto" con una nave guardacoste cinese

Roma, 24 mag. (askanews) - Immagini diffuse dalla Guardia Costiera taiwanese hanno mostrato una nave della Guardia Costiera cinese che naviga nei pressi della piccola isola contesa di Pratas, nella parte settentrionale del Mar Cinese Meridionale. Secondo la Guardia Costiera di Taiwan questo ha provocato un "confronto" due giorni con la nave cinese. "Le due parti hanno avuto un acceso scontro verbale via radio in mare sulla questione della sovranità" dopo che la nave guardacoste taiwanese, la Taichung, ha tentato di allontanare la nave della Guardia Costiera cinese, la CCG 3501, hanno dichiarato le autorità taiwanesi in un comunicato.

Secondo il comunicato, un operatore radio cinese ha comunicato alla Taichung che la CCG 3501 era impegnata in una missione di pattugliamento di routine e di "non interferire con le nostre azioni". L'imbarcazione taiwanese ha risposto: "Il vostro comportamento dimostra chiaramente che la pace della Cina è una farsa e che la comunità internazionale non vi sosterrà. Vi preghiamo di non distruggere la pace".

Diverse ore dopo aver rilasciato la dichiarazione, la guardia costiera di Taiwan ha affermato che l'imbarcazione cinese aveva "lasciato le acque soggette a restrizioni". I funzionari della sicurezza taiwanesi hanno dichiarato che la Cina ha dispiegato più di 100 navi della marina, della guardia costiera e di altre forze nelle acque regionali che si estendono dal Mar Giallo al Mar Cinese Meridionale e al Pacifico occidentale, che la Cina rivendica come proprie ma che sono in parte sotto la sovranità di altri stati, uno dei quali è Taiwan. la Cina considera Taiwan come una provincia ribelle, malgrado sia di fatto indipendente dal 1949.

Il dispiegamento delle forze navali cinesi è iniziato prima dell'incontro del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con il suo omologo cinese Xi Jinping a Pechino dello scorso 15 maggio, ed è aumentato a più di 100 unità dopo la conclusione del vertice.

TMNews

Decine di "video selfie" per celebrare gli 80 anni della Repubblica

Roma, 24 mag. (askanews) - Decine di brevi "video-selfie", girati al cellulare di cittadini qualsiasi e anche di volti noti dello sport, dello spettacolo o della cultura, per celebrare gli 80 anni della Repubblica Italiana. E' l'iniziativa della Presidenza della Repubblica "Per me la Repubblica è.".

"Vuoi essere anche tu un volto della Repubblica? Bastano pochi secondi di video con te in primo piano e completa, con il tuo pensiero, che cosa è per te la Repubblica" , spiega il Quirinale in un comunicato. Come ha detto il Presidente Mattarella: "La Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi".

Il sito dedicato www.ivoltidellarepubblica.quirinale.it è online e già c'è chi ha deciso di partecipare, realizzando un breve video con il cellulare, nel quale racconta cosa rappresenta per lei o lui la Repubblica a Ottant'anni dal referendum del 2 giugno del 1946. Tutti possono partecipare contribuendo al realizzare un archivio vivente di donne e uomini, di ogni età e regione che quotidianamente compongono i volti e le voci della Repubblica.

TMNews

A Cannes trionfa (di nuovo) il rumeno Cristian Mungiu con "Fjord"

Roma, 24 mag. (askanews) - E' andata per la seconda volta al regista rumeno Cristian Mungiu la Palma d'Oro della 79esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, per il suo film "Fjord", una storia ambientata in Norvegia che mette in luce le fratture e le contraddizioni delle società che proclamano la propria tolleranza e apertura verso gli altri, quando la famiglia Gheorghiu, una coppia rumeno-norvegese profondamente religiosa, si trasferisce con i suoi figli in un villaggio all'estremità di un fiordo.

Mungiu, che aveva già vinto una prima Palma d'Oro nel 2007 con "4 mesi, 3 settimane, 2 giorni", ha commentato così: "Uno è eccezionale, due sono un po' troppi, se volete il mio parere, perché sì, continuo a pensare che ci siano registi davvero straordinari che non hanno ancora vinto una Palma d'oro. Quindi è bene capire sempre che ogni premio che si riceve è il risultato di un contesto e bisogna aspettare che il tempo lo metta alla prova per vedere se il film è valido o meno, ma allo stesso tempo sono molto contento perché la curiosità che una Palma suscita nello spettatore è enorme".

La giuria presieduta dal coreano Park Chan-wook, ha poi assegnato il suo Gran Prix al regista russo in esilio Andrej Zvyagintsev per "Minotaur", che racconta il dramma di una coppia della borghesia russa, con la guerra e il disgregarsi della società a fare da sfondo: un imprenditore di successo che vive con la moglie e il figlio in una bella dimora ai margini del bosco, gestisce la sua attività occupandosi al contempo di reclutare, all'interno della sua azienda, coscritti da mandare al fronte. "Oggi tutti attendono quel momento, (la fine della guerra, ndr), - ha detto il regista - e mi è sembrato di esprimere il pensiero di una stragrande maggioranza di persone che vorrebbero finalmente porvi fine. Che Dio voglia che ciò avvenga; lo stiamo aspettando tutti".

Il premio per la regia è stato invece un ex aequo: è andato al polacco Pawel Pawlikowski per "Fatherland", e agli spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi con il loro "La bola negra", un film-manifesto per l'accettazione di sé che ha inizio durante la guerra civile spagnola e alterna continui salti temporali con il presente per mettere a nudo storie d'amore omosessuali soffocate dalla vergogna e dal segreto.

"Come giovani creatori, sentirsi dire che sei un bravo regista, che puoi andare avanti, realizzare i tuoi film, credere in te stesso, creare una nuova strada. È fonte di ispirazione. Mi sento potente. Mi sento forte. Sento di poter... voglio fare un altro film - ha detto Calvo - Sì, domani inizierò a scrivere. No, domani avrò i postumi della sbornia, quindi dopodomani". E Ambrossi ha scherzato: "Il lunedì è sempre un buon giorno per iniziare un nuovo film".

TMNews

Zelensky: Putin ora usa anche l'Oreshnik, sono "davvero pazzi"

Kiev, 24 mag. (askanews) - La Russia ha lanciato un missile ipersonico a medio raggio Oreshnik, dotato di capacità nucleare, durante i massicci attacchi sferrati durante la notte contro l'Ucraina. Ad affermarlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, secondo cui "è stato un attacco devastante: 90 missili di vario tipo, molti dei quali balistici, 36 per la precisione. Seicento droni. Purtroppo, non tutti i missili balistici sono stati abbattuti. La distruzione maggiore si registra a Kyiv, che era l'obiettivo principale di questo attacco russo".

"Putin - ha detto Zelensky - non riesce nemmeno più a pronunciare correttamente la parola "evviva", si limita a borbottare, eppure continua a distruggere edifici residenziali con i suoi missili. Tre missili russi contro un impianto di approvvigionamento idrico, un mercato raso al suolo, decine di edifici residenziali danneggiati, diverse scuole pubbliche, e poi ha lanciato il suo "Oreshnik" contro Bila Tserkva. Sono davvero pazzi".

TMNews