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Erri De Luca a Giffoni: i giovani ripareranno i danni accumulati

di TMNews mercoledì 28 luglio 2021
3' di lettura

Giffoni Valle Piana (Salerno), 28 lug. (askanews) - La scrittura, la felicità, la politica, la pandemia, il futuro: sono alcuni dei temi che lo scrittore Erri De Luca ha affrontato con i "giffoner", i ragazzi di IMPACT! al festival di Giffoni. Riuscendo, ancora una volta, a ritagliare un tempo sospeso dove la parola, nelle sue molteplici declinazioni, è stata l'assoluta protagonista. "Più si legge e più si diventa proprietari della propria lingua: solo così si alimentano gli anticorpi contro le false informazioni, è una questione di igiene personale - ha detto ai ragazzi - credo che il motivo per cui ho iniziato a scrivere è perché da adolescente avevo difficoltà di comunicazione. Se sei una persona socievole, la scrittura può diventare un accessorio, altrimenti è una necessità. Quindi per me è stato il modo per cercare di superare le mie occlusioni. Ma non sono state le parole scritte a liberarmi, quanto invece il recupero della socialità, il parlare alla mia generazione, quella che ho trovato per le strade a sbarrarle per rivendicare diritti. Ecco, quella generazione mi ha rivoltato come un guanto e mi ha permesso di appartenere a una comunità".

Il suo rapporto con la scrittura è quasi unico: "Non sono un impiegato, non scrivo tutti i giorni, lo faccio quando lo sento perché è un momento di felicità e non una costrizione. Credo che chi lo fa per pagare le bollette alla fine si ritroverà in bolletta: il pubblico non è stupido e lo capisce. E poi credo di essere tra i pochi a scrivere ancora a penna, su un quaderno a righe. Oggi non lo fa più nessuno. La mia mano è il direttore d'orchestra e la sua andatura governa tutta la frase. Il mio pensiero non la incalza, hanno insieme una andatura lenta che scorre di riga in riga. L'unico che conosco che fa così è il mio amico Mauro Corona".

I giovani hanno chiesto a De Luca la sua idea di felicità: "Sulla felicità non possiamo contare. Durante la giornata sono spesso felice, ma per brevissimi istanti. Sono scintille che mi fanno aprire gli occhi. Nella Costituzione americana è sancito il diritto alla felicità che Franklin prese in prestito dal napoletano Gaetano Filangieri. Questo è molto bello, però la felicità deve essere un dovere, ognuno dovrebbe cercare di essere disponibile alla felicità e capace di trattenerne i granelli. È un esercizio: quanto più ci si allena, tanto più si riesce ad afferrare quelli successivi".

Ma come si immagina Erri De Luca il post pandemia? "Mi immagino che non finisca - ha spiegato - Nelle epoche precedenti le pandemie si esaurivano per l'estinzione del virus che non poteva più circolare. È stato così per la peste del '300, che ha portato via un terzo della popolazione. Quando ci si chiude in casa l'epidemia non circola, noi però viviamo in un mondo che non può permetterselo, dunque il virus continuerà a circolare con tutte le sue varianti. Sono convinto del fatto che abbiamo inaugurato l'epoca delle epidemie permanenti. E la conversione non potrà che essere realizzata da chi oggi ha quindici anni. Questa generazione è già il futuro ed avrà la responsabilità di avviare l'economia della riparazione dopo i danni finora accumulati. Amo Giffoni per questo: è il luogo ideale per ascoltare i ragazzi".

Sulle polemiche relative alle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria, De Luca è categorico: "Mi sono vaccinato e uso la mascherina perché è una manifestazione di responsabilità civile. Fin quando nessuno toccherà l'articolo 21 della Costituzione, la libertà di tutti è garantita. Le limitazioni dettate dal Covid non hanno nulla a che vedere con il concetto di libertà".

Incalzato dalle domande dei giffoner, lo scrittore si è soffermato poi sull'idea della morte: "Con quella degli altri ho un rapporto da analfabeta. Non sono capace di elaborare la perdita. Per me è sempre il giorno uno della loro assenza. Non ho dato loro il permesso di congedarsi e il mio modo di contrastare questo accadimento è quello di scrivere. Il potere della scrittura è questo: togliere alla morte il diritto ad avere l'ultima parola".

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La presentazione alla stampa moderata dal Direttore Mario Reduzzi ha visto la partecipazione del Presidente Alessandro Rota, del Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano, e del dottor Carlo Enrico Cassani in rappresentanza di Regione Lombardia.

La conferenza stampa rappresenta un momento di confronto istituzionale e tecnico per ribadire il ruolo centrale dei Consorzi di bonifica e presentare i progetti della Lombardia candidati nell'ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).

"Questa presentazione mi dà l'opportunità di ribadire la straordinaria capacità progettuale dei consorzi di bonifica e irrigazione lombardi in grado di presentare opere fondamentali per l'economia, l'ambiente e i cittadini. Il PNIISSI rappresenta un punto di svolta nelle politiche dell'acqua, un'opportunità concreta per dare continuità agli investimenti sui territori superando la logica emergenziale - dichiara Alessandro Rota, Presidente di ANBI Lombardia - Affrontare il cambiamento climatico richiede uno sforzo collettivo e integrato basato su una nuova cultura dell'acqua, che coniughi consapevolezza, innovazione e manutenzione diffusa. I consorzi di bonifica e irrigazione, grazie alla loro organizzazione capillare e alle competenze tecniche, sono pronti a fare la loro parte dando concretezza ad una visione sostenibile e lungimirante del territorio."

"I Consorzi di bonifica della Lombardia sono un'eccellenza del sistema, di cui viene plaudita anche dalle Istituzioni la capacità di rispettare gli stringenti cronoprogrammi del PNRR; non solo: ben il 46% dei progetti inseriti nel PNIISSI afferisce alla capacità operativa e sussidiaria di tali enti, autentico front office del territorio, di cui sono rimasti gli unici uffici progettazione di area vasta. Sono centinaia le proposte che mettiamo a servizio del Paese per aumentarne la resilienza alla crisi climatica: il Piano Nazionale di Efficientamento della Rete Idraulica ed il Piano Nazionale Invasi, proposto con Coldiretti e di cui sono già pronti i primi 400 progetti per nuovi bacini - dichiara Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - Abbiamo l'orgoglio di essere il tassello tra le esigenze delle comunità ed i finanziamenti, che spesso ci sono anche in Europa, ma bisogna avere una rodata professionalità per poterli acquisire."

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