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L'incredibile traversata del funambolo Andrea Loreni

di TMNews lunedì 2 agosto 2021
1' di lettura

Ceresole Reale, (Torino), 2 ago. (askanews) - Spettacolare traversata di Andrea Loreni sopra la diga di Ceresole Reale nel Parco nazionale del Gran Paradiso. Il funambolo ha portato a compimento la più lunga traversata della sua carriera, camminando in equilibrio su un cavo lungo oltre 300 metri e posto a 20 metri di altezza.

La diga di Ceresole Reale compie 90 anni e Fondazione Cirko Vertigo li ha festeggiati il 1 agosto per Iren, una delle principali multitutility italiane, con una giornata di esibizioni mozzafiato, in una cornice naturale unica, nel pieno rispetto dell'ambiente circostante. La direzione artistica dell'evento è a cura di Paolo Stratta, direttore generale di Fondazione Cirko Vertigo. La diga oggetto delle celebrazioni, collegata alla centrale di Rosone, è finalizzata alla produzione idroelettrica in modo sostenibile da un punto di vista ambientale e nel pieno rispetto della natura circostante.

Andrea, 46 anni laureato in ilosofia teoretica, si dedica alle traversate a grandi altezze dal 2006, unisce nel suo percorso di ricerca la pratica Zen a quella del funambolismo. È formatore e speaker per università, banche, multinazionali e aziende e propone laboratori teorici ed esperienziali sulla gestione del disequilibrio e del cambiamento, sull'accoglienza della paura e del rischio. Attualmente sta preparando un Guinness World record, ovvero una camminata su cavo inclinato che partirà da terra fino a 39 gradi di pendenza.

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"La mostra di Erik Saglia - ha detto ad askanews la direttrice del museo e curarci della mostra, Elsa Barbieri - si inserisce in una programmazione che ha la relazione come punto di partenza e punto di arrivo. Io conosco Erik da tanti anni, quindi è stata una scelta consapevole quella di invitarlo qui, fondata su un'amicizia e sulla stima reciproca".

La mostra, che comprende una selezione di circa quaranta opere, si apre con un wall painting all'interno del quale trovano posto le opere, e si sviluppa nel salone centrale con un altro grande progetto dedicato a una specifica riga spettrale rossa dell'idrogeno, fondamentale in astrofisica per l'osservazione di nubi di gas e regioni di formazione stellare.

"Io mi reputo un pittore - ha aggiunto Saglia - quindi il discorso è per me la pittura non è soltanto un qualcosa che si somma all'architettura, ma qualcosa che crea struttura all'architettura. È molto importante per me che si ricrei una struttura, nel senso che quando si entra in questa mostra non va vista la singola opera, ma tutte le opere che creano e movimentano tutta questa creazione che fatto io attorno al museo".

Importante anche la relazione con il luogo che ospita il museo e l'ambiente circostante, oltre che con la comunità di Cavalese. "Qui c'è un movimento di forme che partono da una griglia - ha aggiunto la direttrice - in questo movimento di forme che poi è un movimento che in qualche modo guarda ai movimenti orbitali, al movimento dello spazio e si apre proprio con uno sguardo allo spazio e si chiude con la dimensione del cielo, noi ci muoviamo e riprendiamo poi quello che è il titolo, che è Fly By".

Il cielo è uno degli elementi chiave del progetto di Erik Saglia, sia come dimensione fisica, sia come metafora che guarda anche a quello che verrà. "Una delle cose che penso che sia più importante - ha concluso l'artista - è che il pittore nella storia dell'arte ha sempre dato una lettura di un futuro prossimo e io mi auguro di avere quella capacità. L'idea mia è quella di provare a dare uno spaccato o dare una visione di qualcosa che possa succedere o che potrà avvenire nel futuro prossimo, per quello cerco di rapportarmi con lo spazio".

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La fortuna del testo ovidiano è al centro della sezione Il poeta e il libro, che indaga le trasformazioni che il poema ha conosciuto nel corso dei secoli, e in questa sala "Apollo e Dafne" di Antonio del Pollaiolo dialoga idealmente con il capolavoro di Bernini conservato nella Galleria, una delle più spettacolari traduzioni visive della poesia di Ovidio. Attorno al gruppo del "Ratto di Proserpina", sempre di Bernini, si sviluppa invece la sezione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone, attraverso opere antiche, dipinti di Agostino Carracci e Orfeo ed Euridice di Rubens.

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