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Scontri e fermi a Berlino nelle manifestazioni anti-lockdown

di TMNews lunedì 2 agosto 2021
1' di lettura

Roma, 2 ago. (askanews) - Centinaia di dimostranti hanno sfidato i divieti e le restrizioni a Berlino per protestare contro il lockdown in una manifestazione non autorizzata. Sono scoppiati piccoli disordini con la polizia, come si vede nelle immagini di France Presse. Diverse le persone fermate dagli agenti nella protesta promossa dal movimento "Querdenker", il più attivo finora contro le restrizioni anti-coronavirus nel Paese.

Secondo la polizia, alcuni partecipanti hanno volutamente provocato gli agenti nel quartiere occidentale di Charlottenburg e ignorato i posti di blocco. "Hanno cercato di sfondare il cordone della polizia (...) questo ha portato all'uso di spray urticanti, manganelli e violenza fisica", ha twittato la Polizia di Berlino.

I giudici hanno vietato diverse manifestazioni previste nello scorso weekend, tra cui una in programma domenica 1 agosto che, secondo gli organizzatori, avrebbe radunato 22.500 persone. Per questo la Capitale tedesca ha stanziato circa 2.000 agenti in tenuta anti-sommossa. Sui cartelli di alcuni dimostranti, la maggior parte senza mascherina, la scritta "Libertà" o "No alla dittatura del corona".

Il movimento Querdenker raggruppa persone di ogni genere, dai no vax ai cospirazionisti, ma anche simpatizzanti di Alternative fuer Deutschland (Afd), movimento di estrema destra tedesco.

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"L'adozione del disegno di legge sulla pena di morte alla Knesset dimostra quanto il fascismo si sia radicato all'interno del sistema israeliano - dice Mustafa Barghouti, segretario generale del partito Iniziativa Nazionale Palestinese - mette in luce il carattere profondamente radicato del sistema di apartheid razzista e della discriminazione nei confronti del popolo palestinese, e costituisce una violazione di tutte le leggi internazionali".

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"Sanofi - ha spiegato ad askanews Luisa Adami, Legal Head e Gender Lead dell'azienda - si occupa di questi temi da tantissimi anni, ormai credo che sia cambiata un po' la prospettiva. Prima erano inquadrati più una tematica di compliance, responsabilità sociale, oggi invece li vediamo proprio come una leva strategica capace di impattare sulla capacità di innovare e di competere delle aziende. Questo è un elemento strategico per le società, ci sono anche studi che dimostrano che le società che hanno una diversità e inclusione nel management hanno una capacità di innovare superiore del 19 % delle altre e una capacità di competere di superiore del 15%".

Nonostante l'impegno di Sanofi e questi numeri molto significativi, la situazione nel nostro Paese resta complessa. "I dati - ha aggiunto Darya Majidi, presidente di UN Women Italia - ci dicono che in Italia purtroppo non siamo in una buona situazione. Il World Economic Forum ogni anno crea un report della situazione di genere e l'Italia è 85esima. Quindi l'Italia che siede nel G7 come una potenza mondiale, per quanto riguarda la parità di genere è veramente indietro. Qual è il dato davvero per noi negativo? La presenza delle donne nel mondo del lavoro. In Italia lavora circa il 53 % delle donne contro una media europea del 70%. Quindi è chiaro che quel 17% fa la differenza non solo nella fase in cui le donne non lavorano, ma successivamente quando poi dovrebbero andare in pensione non avendo versato i contributi questo li porta verso la povertà".

Molto impattante anche il tema del Gender pay gap, ossia la differenza di retribuzioni tra le donne e gli uomini. "Possiamo dire con orgoglio - ha detto ancora Adami - di avere un divario salariale del più del 3,9% a favore delle donne".

Quello che più conta in questo momento, secondo chi è intervenuto al convegno in Regione Lombardia, è innescare un cambiamento culturale profondo, a tutti i livelli della società. "Eventi come quello di oggi - ha concluso Majidi - ci danno consapevolezza, creano una community di aziende, di istituzioni che ci credono e che vogliono collaborare".

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