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Come sarà abitare nel futuro? La Smart home immaginata dal PoliMi

di TMNews giovedì 29 luglio 2021
2' di lettura

Milano, 29 lug. (askanews) - Lo smartsitter è un babysitter virtuale che, con sensori e telecamere, combinate all'intelligenza artificiale e a un semplice assistente vocale, permette "alla casa" di tenere sotto costante controllo i bambini, evitando situazioni di potenziale pericolo.

È uno dei tre use case selezionati dall'IoT Lab del Politecnico di Milano nell'ambito della seconda edizione dell'hackathon "Open Lab Smart Home: Time to Hack", una "gara di smanettoni" di robotica e tecnologie digitali, per immaginare la casa del futuro.

Giovanni Miragliotta, docente del PoliMi e responsabile IoT Lab.

"L'hackaton - ha spiegato - è un momento di creatività. Si danno ai partecipanti gli ingredienti, i mattoncini del Lego e poi quello che viene fuori, viene generato. Quello che hanno scelto i partecipanti a questa edizione è stato di costruire tre specifici scenari; due più relativi all'ambito domestico, del risparmio energetico e della sicurezza degli infanti e uno più relativo all'ambito dello small business e home business, quindi tutto quello che riguarda la gestione di un piccolo ufficio che può essere anche esso a casa. Questi ambiti hanno dei punti in comune ma poi ma anche ambiti molto specifici. Tutto questo è realizzato con tecnologie commercialmente sul mercato che vengono messe insieme, oltre a quelle che erano le specifiche funzionalità immaginate dai loro iniziali produttori".

I risultati sono stati presentati mercoledì 28 luglio 2021 nel padiglione Made del Politecnico di Milano, l'avveneristico Competence center dell'industria 4.0 dove gli studi di ingegneri, studenti e ricercatori incontrano le esigenze delle aziende.

Ma le nuove tecnologie stanno rivoluzionando anche il mercato del comfort domestico. Oggi si parla di Smart home collaborativa per indicare un'abitazione sempre più connessa e pronta a rispondere a ogni esigenza di chi ci vive. Dopo 801,5 milioni di dispositivi per la smart home venduti nel 2020, con un incremento del 4,5% rispetto al 2019, si prevede che il mercato crescerà a doppia cifra entro il 2025, raggiungendo 1,4 miliardi di dispositivi.

"La Smart home collaborativa - ha precisato Miragliotta - è una smart home in cui si realizza, nell'esperienza fisica della casa, quello che noi vediamo ormai realizzato nel mondo dell'Information technology: una totale apertura, una totale interoperabilità dei diversi dispositivi per far sì che poi uno strato software ci consenta di avere la massima libertà delle applicazioni, di cosa vogliamo fare".

Un imput fondamentale per lo sviluppo di queste nuove tecnologie è venuto proprio dal lockdown determinato dalla pandemia di Covid-19.

"Noi abbiamo utilizzato l'esperienza della pandemia anche un po' per riflettere su quelli che sono i nuovi bisogni delle persone che sono in casa - ha concluso il docente - ad esempio alcune esigenze certamente sono scemate, altre come quella del comfort della vita della casa, invece, è diventato molto più importante. Da questo punto di vista, la pandemia ha rappresentato, per tutti, una sfida anche perché lo sviluppo dell'hackaton ha dovuto in qualche modo interagire anche con i tempi dettati dalla situazione sanitaria".

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Questi i temi al centro della conferenza stampa promossa da ANBI Lombardia alla Biblioteca Ambrosiana di Milano scelta per il suo forte legame con l'acqua: qui, infatti, è custodito il "Codice Atlantico" di Leonardo da Vinci, il dipinto "L'allegoria dell'acqua" realizzato da Brueghel il Vecchio per il Cardinal Federico Borromeo ed ancora i resti di una canaletta romana in pietra per lo scarico delle acque meteoriche tipico esempio di bonifica idraulica.

La presentazione alla stampa moderata dal Direttore Mario Reduzzi ha visto la partecipazione del Presidente Alessandro Rota, del Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano, e del dottor Carlo Enrico Cassani in rappresentanza di Regione Lombardia.

La conferenza stampa rappresenta un momento di confronto istituzionale e tecnico per ribadire il ruolo centrale dei Consorzi di bonifica e presentare i progetti della Lombardia candidati nell'ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).

"Questa presentazione mi dà l'opportunità di ribadire la straordinaria capacità progettuale dei consorzi di bonifica e irrigazione lombardi in grado di presentare opere fondamentali per l'economia, l'ambiente e i cittadini. Il PNIISSI rappresenta un punto di svolta nelle politiche dell'acqua, un'opportunità concreta per dare continuità agli investimenti sui territori superando la logica emergenziale - dichiara Alessandro Rota, Presidente di ANBI Lombardia - Affrontare il cambiamento climatico richiede uno sforzo collettivo e integrato basato su una nuova cultura dell'acqua, che coniughi consapevolezza, innovazione e manutenzione diffusa. I consorzi di bonifica e irrigazione, grazie alla loro organizzazione capillare e alle competenze tecniche, sono pronti a fare la loro parte dando concretezza ad una visione sostenibile e lungimirante del territorio."

"I Consorzi di bonifica della Lombardia sono un'eccellenza del sistema, di cui viene plaudita anche dalle Istituzioni la capacità di rispettare gli stringenti cronoprogrammi del PNRR; non solo: ben il 46% dei progetti inseriti nel PNIISSI afferisce alla capacità operativa e sussidiaria di tali enti, autentico front office del territorio, di cui sono rimasti gli unici uffici progettazione di area vasta. Sono centinaia le proposte che mettiamo a servizio del Paese per aumentarne la resilienza alla crisi climatica: il Piano Nazionale di Efficientamento della Rete Idraulica ed il Piano Nazionale Invasi, proposto con Coldiretti e di cui sono già pronti i primi 400 progetti per nuovi bacini - dichiara Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - Abbiamo l'orgoglio di essere il tassello tra le esigenze delle comunità ed i finanziamenti, che spesso ci sono anche in Europa, ma bisogna avere una rodata professionalità per poterli acquisire."

Il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, il PNIISSI, è finalizzato alla programmazione di interventi nelle infrastrutture idriche primarie per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento idrico, anche ad uso plurimo.

Attraverso il Piano il sistema consortile ha l'opportunità di proporre interventi per il rafforzamento e l'ammodernamento delle infrastrutture, con l'obiettivo di aumentare la resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici e ridurre le dispersioni.

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Il pulmino, progettato con criteri di sicurezza, comfort e accessibilità, rappresenta un gesto concreto di solidarietà e inclusione, traducendo i valori umanitari della Fondazione in azioni tangibili. Grazie a questo mezzo, Mariano potrà affrontare le attività quotidiane con maggiore serenità, sperimentando autonomia e libertà di movimento nonostante le complessità della sua condizione, che lo porta a superare i 200kg.

La Fondazione Bambino Gesù del Cairo ha ufficialmente adottato il caso di Mariano, assicurandogli un supporto continuativo, che include cure mediche, assistenza logistica e accompagnamento umano, confermando l'approccio multidisciplinare e di responsabilità sociale verso i bambini con esigenze speciali. La vicenda di Mariano, ampiamente raccontata dai media nazionali, costituisce un esempio concreto di come interventi mirati possano trasformare la vita dei minori affetti da patologie rare, sensibilizzando al contempo l'opinione pubblica e la comunità scientifica.

Un momento di particolare rilevanza nella storia del giovane calabrese è stato l'incontro con Papa Leone XIV, accolto insieme a Monsignor Yoannis Lazhi Gaid. L'udienza ha rappresentato un significativo incoraggiamento per Mariano e la sua famiglia, sottolineando il valore simbolico e morale di gesti di sostegno così concreti.

Con il pulmino finalmente operativo, la Fondazione Bambino Gesù del Cairo conferma la sua missione: tradurre i principi di solidarietà, responsabilità sociale e cura sanitaria in azioni concrete, capaci di incidere profondamente sulla vita dei bambini più vulnerabili e sulle famiglie che li accompagnano. Mariano potrà così vivere ogni giorno con maggiore autonomia e dignità, mentre l'iniziativa costituisce un modello esemplare di impegno umanitario e sensibilizzazione sociale, capace di coniugare attenzione medica, sostegno logistico e valore etico.

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