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Protezione Civile, Curcio: omogeneità anche nella ricostruzione

di TMNews giovedì 2 settembre 2021
3' di lettura

Roma, 2 set. (askanews) - "Per noi RemTech è un momento importante, una opportunità che il Dipartimento ha di condividere con gli altri stakeholders dedeterminati percorsi di crescita del paese in ambito tecnico, nei temi di sostenibilità, transizione ecologica, la riduzione dei rischi per quanto riguarda i disastri. Un confronto importante nel quale il Dipartimento mette le proprie conoscenze ed è pronto ad aprirsi alle conoscenze degli altri. In uno scambio tecnico in relazione con gli altri enti pubblici, con il mondo privato. Una opportunità che abbiamo di crescere sia come sistema di Protezione Civile, come amministrazione, dando un contributo importante anche per quel che riguarda il Paese". Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento della Protezione Civile, lancia in vista di RemTech Expo 2021, in programma a Ferrara di nuovo in presenza dal 20 al 24 settembre, l'invito a dialogare sui temi della gestione dell'emergenza ma anche e soprattutto sulla necessità che anche la fase di ricostruzione che segue trovi finalmente uno schema di attuazione codificato e condiviso, fornendo ai cittadini e ai territori le stesse opportunità. Perchè, ricorda Curcio ad askanews, "omogeneizzare significa essere più efficaci, più efficienti e probabilmente anche più giusti"

"Noi viviamo una realtà che nel tempo ci ha restituito un servizio nazionale di Protezione Civile che affronta l'emergenza con l'esperienza oramai di tanti anni - spiega Curcio -. Come diciamo noi siamo andati da un errore ad un altro sperando di migliorare. Quindi il servizio nazionale di Protezione Civile oggi di fatto ha una modalità operativa codificata. Tutte le emergenze hanno un approccio alla loro gestione che è importante e appunto codificato. Quando esce fuori il sistema di Protezione Civile da un evento operativo e si parla del post, della ricostruzione, entriamo in una fattispecie che non ha una sua codifica. Ogni evento emergenziale ha poi una sua fase di ricostruzione a volte legata a delle leggi particolari e quindi nel territorio si sostanzia una disomogeneità nei processi di ricostruzione. A suo tempo, proprio insieme a Giovanni Legnini, Commissario per la ricostruzione del Centro Italia, avevamo ragionato su come normare e su come regolarizzare anche i processi di ricostruzione. E' vero che ogni ricostruzione è diversa dall'altra perchè impatta su un territorio particolare, su una società peculiare, su Regioni diverse l'una dall'altra ma anche il sistema emergenziale è così, ogni emergenza è diversa. Ma questo non significa che non siamo riusciti comunque a trovare un filo comune per raccordare e darci una forma di procedura operativa. Lo stesso processo lo dobbiamo immaginare sulle attività di ricostruzione. Perchè i cittadini abbiano un uguale trattamento. Quando parliamo di attività di ricostruzione non significa utilizzare gli stessi strumenti, è evidente che un centro urbano densamente abitato ha delle realtà e delle esigenze post emergenziali che sono diverse da quelle di un piccolo centro rurale o appenninico. Ma a quei cittadini va data la stessa possibilità di una crescita nel contesto in cui originariamente vivevano prima dell'emergenza. E dove devono tornare a vivere dopo l'emergenza. Questo significa analizzare quel territorio e fornire a quel territorio quegli elementi che siano omogenei. Invece ci troviamo a confrontarci con elementi di ricostruzione troppo diversificati, misure molto diverse che creano da una parte disorientamento, e dall'altra c'è anche il tema che ogni volta si inizia da capo. Perchè per le misure immaginate per quel territorio c'è comunque un tempo di applicazione e di interiorizzazione della misura che ovviamente va a scapito della omogeneità di intervento. Allora omogeneizzare significa essere più efficaci, più efficienti e probabilmente anche più giusti, un elemento assolutamente importante".

"Anche il sistema operativo emergenziale va sotto stress con una periodicità molto elevata - aggiunge il Capo Dipartimento della Protezione Civile -, viviamo incendi e contemporaneamente alluvioni, viviamo una serie di emergenze una dopo l'altra che evidentemente stressano il sistema anche di risposta regionale, in primo luogo, Comunale ancora prima, e anche nazionale. Dobbiamo quindi raccordare questi aspetti di attività operativa emergenziale e post emergenziale perchè è nella ricostruzione che oggi riusciamo soprattutto a fare prevenzione e a costruire una società più resiliente".

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"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta "Inside the Experience": un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l'epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex - Technology by Haier.

"La Design Week quest'anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L'abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall'esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia" ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all'Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C'è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: "A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E' quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest'anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest'anno, ci aiuteranno tanto in questa missione" ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l'Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come "Mario Tennis Fever". A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

Infine, la cucina si trasforma in spettacolo: gli showcooking, vedono protagonisti chef rinomati come Chiara Pavan e Gennaro Esposito, mentre l'effervescenza di Ferrarelle e le degustazioni esclusive, curate da Antinori, completano la dimensione sensoriale: "E' fondamentale per noi dare diverse chiavi di lettura alla tecnologia. Le persone sono abituate ad usare la tecnologia quotidianamente. Negli elettrodomestici, è molto difficile trasferire quanto la tecnologia possa aiutare quotidianamente la vita di tutti i giorni delle persone" ha concluso Garofalo.

Le soluzioni Haier portano l'innovazione "dentro l'esperienza" quotidiana. La Milano Design Week, quindi, diventa occasione per ospitare eventi di approfondimento sul ruolo della tecnologia nell'abitare domestico, a cui si può partecipare.

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In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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Abu Mazen vota alle municipali in Cisgiordania: "Siamo democratici"

Al-Bireh (Cisgiordania), 25 apr. (askanews) - Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) si è recato in una scuola di Al-Bireh per votare alle elezioni municipali in Cisgiordania, le prime dall'inizio della guerra a Gaza.

"Innanzitutto, siamo molto felici di poter esercitare la democrazia nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo a livello locale e internazionale", ha commentato ai microfoni di Palestine Tv.

"Possiamo dire al mondo: siamo democratici, crediamo nella democrazia, crediamo nel pluralismo e meritiamo uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto il 90enne presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dal 2005 e leader di Fatah, principale partito palestinese.

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25 aprile, Tajani: "Nel mondo troppe dittature che soffocano libertà"

Roma, 25 apr. (askanews) - "Ricordare il 25 aprile, celebrare la festa della Liberazione significa guardare al futuro perchè il seme maligno della dittature non muore mai. Per questo la libertà deve essere difesa ogni giorno": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla stampa a Ferentino, in provincia di Frosinone, ricordando che "noi abbiamo costruito sulle ceneri della II Guerra mondiale un'Italia democratica, libera".

"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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