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Alice Neel, al Guggenheim Bilbao una collezione di anime

di TMNews lunedì 20 settembre 2021
3' di lettura

Bilbao, 21 set. (askanews) - Una pittrice che ha creduto nel figurativismo e, soprattutto, nelle persone che incontrava nella propria vita. Una storia controcorrente che oggi appare in tutta la sua forza artistica grazie a una mostra importante organizzata al Museo Guggenheim di Bilbao e dedicata al lavoro della pittrice statunitense Alice Neel.

A curarla, insieme a Kelly Baum e a Randall Griffey, è stata chiamata Lucia Aguirre. 'Non le piaceva per nulla che si usasse il termine 'ritratto' - ha detto ad askanews - quando si parlava della sua opera, lei diceva invece che collezionava delle anime'.

Ecco, la curatrice del Guggenheim ha colto subito il punto: la forza del lavoro di Neel sta proprio nella scelta dei suoi soggetti e nella dimensione di empatia storica e politica che contraddistingue la sua pittura. E anche il titolo della mostra, 'Prima le persone', indica chiaramente dove si è sempre voluta posizionare la ricerca di Alice Neel, al di là dei periodi storici, come i grandi momenti del Pop e dell'Espressionismo astratto, nei quali ha vissuto e lavorato.

'Attraverso le persone - ha aggiunto la curatrice - lei può raccontare la storia di questa gente, a cui la Storia non ha dato la possibilità di parlare. E lo fa attraverso i suoi dipinti, per questo le persone che sceglie sono sempre individui che hanno qualcosa di significativo per lei, qualcosa che la attira'.

Da Cuba al quartiere di Spanish Harlem, dalla Commedia umana agli altri artisti: Alice Neel si muove con la stessa lucidità, a volte ironica, a volte tragica. Senza mai perdere di vista la qualità della propria pittura che, più la si osserva e più ci si rende conto, contiene una straordinaria consapevolezza sia dello strumento, sia delle lezioni storiche precedenti.

'Per fare la silhouette a un corpo - ci ha spiegato Aguirre - usa un azzurro pazzesco, oppure il verde, il viola... Alla fine quando lo guardi puoi solo pensare che è perfetto, ed ha qualcosa di incredibile'.

Tecnica e composizione si affiancano alla decisiva componente umana, sia che il soggetto siano donne in gravidanza, che ritrae come nessun altro, sia che siano altri artisti, come per esempio Robert Smithson, o ancora una giovane recluta afroamericana in partenza per il Vietnam, il cui poderoso ritratto contiene tutto il vuoto che la guerra porta con sé. E poi c'è il tema della sessualità, dei copri nudi, dell'abbandono di ogni forma di ipocrisia.

'Una donna che dipinge un'altra donna nuda non si era mai vista - ha concluso Lucia Aguirre -. Fino a quel momento erano stati solo gli uomini a ritrarre donne nude. Ma lei dipinge anche uomini nudi e questo per l'epoca è molto trasgressivo. E tutta la sua opera, nell'arco della sua carriera, è stata molto trasgressiva'.

Una trasgressione che si manifesta anche nell'unico autoritratto in mostra, che vede una Alice Neel ottantenne anch'essa nuda su una poltrona. Come a dire che l'arte non nasce da qualcosa di diverso, ma dall'immergersi nella stessa realtà che si prova a raccontare, alle stesse condizioni. E' possibile che qui stia uno dei punti forti di tutta la mostra, in quell'atteggiamento di una pittrice nata nel 1900 e morta 84 anni dopo che oggi ci lascia un modo di guardare agli altri che più contemporaneo non potrebbe essere.

Tanto da fare pensare a una relazione con altre figure di artiste che si sono mosse, successivamente, lungo terreni all'epoca pressoché inesplorati, come per esempio la fotografa Nan Goldin, ma si può citare anche un'altra grandissima pittrice come Marlene Dumas. In Alice Neel si possono trovare insomma anche tracce del futuro, pur senza discostarsi da quella cosa che, forse in mancanza di termini più precisi, continuiamo a chiamare pittura figurativa, anche se in fondo si occupa di anime.

(Leonardo Merlini)

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