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Operatori sanitari "a teatro" per mettersi nei panni del paziente

mercoledì 29 settembre 2021
3' di lettura

Roma, 5 ott. (askanews) - Una pièce teatrale che ripercorre passo per passo il percorso di una paziente cui viene diagnosticato un tumore al seno. Si chiama "Io sono qui" ed è l'ultima nata del progetto "teatro di formazione" un nuovo modo di formare Dirigenti e Operatori Sanitari, ascoltando la voce dei pazienti e le loro reazioni con lo scopo di migliorare i sistemi organizzativi di cura e presa in carico.

Il progetto nasce da un'idea della Società Italiana di leadership e Management in Medicina (SIMM) con la collaborazione dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) di Meldola, l'Azienda USL della Romagna, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, l'Associazione teatrale Wannabe ed il supporto non condizionante di Novartis.

Una rappresentazione teatrale che esorta gli operatori sanitari a entrare nei panni del paziente: dai primi sintomi a casa, all'emergenza-urgenza, al pronto soccorso, al ricovero, e al post-ricovero. Tre attori si alternano evidenziando e tratteggiando i caratteri dei protagonisti coinvolti nel percorso: paziente, marito o moglie, medici, infermieri, paramedici facendo emergere spunti di riflessione e valutazione dei servizi sanitari.

Spiega Mattia Altini, presidente nazionale SIMM e direttore sanitario della Usl della Romagna:

"(In 00 18- out 00.38) Questo che la Simm ha costruito è un idea nuova di rappresentare i percorsi di cura e come questi percorsi di cura sono diversamente letti tra coloro che si occupano di organizzazione come me e invece il paziente che li vive".

(In 1,31- out 2.34) "La Piece è una una raccolta di episodi che rappresentano il percorso di cura della paziente e quindi i momenti più salienti di questo processo assistenziale che ovviamente toccano la diagnosi, la terapia, il momento in cui queste informazioni vengono comunicate alla nostra paziente, l'effetto che questa comunicazione e il modo con cui vengono veicolate, ha su di lei e sul suo stato d'animo, sulla famiglia. Quindi ha il significato di entrare in qualche modo nel vestito del paziente e capire che ciò che noi progettiamo a tavolino poi ha una serie di sfaccettature e di aspetti che possono essere diversamente interpretati quando si è dall'altra parte del tavolo".

Il forum theatre nasce da un'idea originale del THISInstitute del Regno Unito, per la quale SIMM ha ottenuto l'autorizzazione alla traduzione e adattamento al Sistema Sanitario Nazionale Italiano, realizzando una prima piece teatrale dedicata all'ictus.

(in 4.17-out 4.57) "E' stato un successo incredibile, è stato commovente nella rappresentazione, ma ci ha evocato tantissimi suggerimenti rispetto a come dovremmo stare più attenti alla persone, ai nostri pazienti, più attenti a come comunichiamo le informazioni e più attenti a come viene vissuto un certo passaggio della cura. E' stato così evocativo per Simm che abbiamo voluto dar vita a una specie di collana formativa andando a cogliere alcuni degli aspetti patologici di maggior rilevanza e incidenza per poi utilizzarli negli ospedali italiani come oggetto di formazione e di riflessione".

E visti i risultati il progetto va avanti:

(In 5.06- out 6.18) "Abbiamo già realizzato la seconda rappresentazione che si chiama "Io sono qui" e che tocca il percorso del paziente con carcinoma mammario, e l'idea Sarebbe come dire adesso di proseguire con una patologia cronica in modo da avere delle fattispecie: Il primo era più come dire un ricovero ospedaliero il secondo quello del tumore al seno è più un aspetto di day-hospital lungo percorso fino all'intervento chirurgico; la cronicità magari scegliendo una patologia a grande impatto - lo scompenso piuttosto che il diabete - e come modo di rileggere criticamente ciò che stiamo mettendo in campo come azione di presa in carico dei nostri cittadini rileggendole e vedendo dove possiamo migliorare soprattutto in un coinvolgimento totale fin dall'inizio con l'associazione dei pazienti e comunque la percezione dei destinatari dei servizi".

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La musica dei Litfiba muove le coscienze ed è ancora capace di essere rivoluzionaria.

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Nato, Rutte ottimista: "Riusciremo a finanziare aiuti a Kiev"

Berlino, 15 apr. (askanews) - A Berlino, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha espresso un cauto ottimismo sul fatto che l'Alleanza riuscirà a coprire, entro la fine dell'anno, i finanziamenti necessari per gli aiuti alla difesa dell'Ucraina attraverso il meccanismo della Purl, la Lista dei Requisiti con priorità per l'Ucraina.

Rutte ha parlato dopo una riunione del Gruppo di contatto per la difesa di Kiev, alla presenza del ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, del ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, del ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul e del segretario di Stato alla Difesa britannico John Healey. Il segretario generale ha ammesso che la ripartizione degli oneri tra gli alleati resta ancora disomogenea, ma ha sottolineato che i segnali sono in miglioramento.

"È importante per me partecipare a questo Gruppo di contatto per la difesa ucraina qui a Berlino, insieme con i copresidenti e con Mikhail Fedorov. Perché non possiamo perdere di vista l'Ucraina, anche di fronte alle molte sfide di sicurezza urgenti che abbiamo. Non c'è alcuna tregua nella guerra d'aggressione russa. La Russia continua a sferrare attacchi brutali giorno e notte. Le forze armate ucraine continuano a contenere i russi e il popolo ucraino continua a resistere. Oggi, e penso che questo sia stato molto importante, abbiamo tutti riaffermato il nostro impegno verso l'Ucraina. Equipaggiamento militare essenziale continua ad affluire in Ucraina dai Paesi alleati della NATO, anche attraverso l'iniziativa NATO PURL, che porta nel Paese potenti armi americane. pagate dagli alleati e dai partner. PURL continua a fluire", ha aggiunto.

Rutte ha spiegato che la PURL permette di concentrare le risorse sui requisiti più urgenti, con ordini congiunti e finanziamenti condivisi tra numerosi membri della NATO e partner. Secondo il Segretario Generale, la priorità resta garantire che l'Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno per restare in campo, rafforzando le capacità a lungo termine delle sue forze armate.

"Accolgo con favore l'ulteriore supporto annunciato durante l'incontro. Ad esempio, abbiamo sentito parlare di nuovi missili dalla Germania per i Patriot, 120.000 droni dal Regno Unito, altri droni dai Paesi Bassi e maggiori fondi e l'iniziativa ceca sulle munizioni. Mikhail Fedorov, i tuoi sforzi stanno rendendo le forze armate ucraine ancora più forti. Li accolgo con grande favore. State facendo un lavoro fantastico. La Russia sta faticando sul campo di battaglia. Vincere è ormai un sogno lontano per Putin. E abbiamo persino visto alcuni resoconti dei media secondo cui si sta rendendo conto che la sua economia è in cattive condizioni. E questo lo sapevamo già.

Mentre le forze armate ucraine infliggono perdite enormi alla sua macchina da guerra, ogni giorno, e i numeri sono davvero impressionanti. Ne abbiamo sentito parlare anche oggi. Un'Ucraina forte oggi e un'Ucraina forte per il futuro è il modo in cui si può fermare l'aggressione russa. Quindi dobbiamo impegnarci a fondo e continuare a fornire il supporto cruciale di cui l'Ucraina ha bisogno. Perché la sicurezza dell'Ucraina è la nostra sicurezza. L'esperienza dell'Ucraina nel contrastare le minacce dei droni e dei missili sta contribuendo a salvare vite umane anche al di fuori dei suoi confini" ha aggiunto Rutte.

Sebbene un numero limitato di Paesi stia ancora sopportando la parte più pesante degli oneri, Rutte ha sottolineato che la pressione si sta alleggerendo grazie alle nuove promesse e all'uso coordinato dei fondi collettivi. "Su questo obiettivo", ha concluso, "c'è un ampio consenso da entrambe le sponde dell'Atlantico".

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