CATEGORIE

Epatite C, la campagna C come Curabile contro la disinformazione

di TMNews giovedì 7 ottobre 2021
4' di lettura

Roma, 8 ott. (askanews) - Epatite C, una grande sconosciuta. A sette anni dall'introduzione degli antivirali ad azione diretta circa 1 italiano su 2 non sa che la malattia si può curare e non conosce l'esistenza del test HCV per diagnosticarla.

Come emerge da un'indagine Doxa Pharma - Gilead Sciences, il 64% degli italiani over 30 sa poco o nulla della patologia mentre, del 36% che si definisce conoscitore delle Epatite C, solo il 4% afferma di sapere bene di cosa si tratti. Un vuoto conoscitivo che potrebbe esporre le persone a occasioni di contagio: il 63% degli intervistati non è in grado di definire spontaneamente i comportamenti a rischio, il 64% non conosce quelle patologie correlate all'epatite C (comorbidità) che possono essere considerate campanelli di allarme della malattia.

Anche il test per individuare la presenza del virus HCV non risulta particolarmente diffuso: il 73% degli italiani over 30 non lo ha mai fatto, e tra questi si riscontrano soprattutto gli over 60enni che invece rappresentano una delle fasce di popolazione maggiormente a rischio di epatite C. Il 27% degli italiani che si è invece sottoposto al test lo ha fatto principalmente per esami di routine sul lavoro (8% sul totale campione) o per altri accertamenti e controlli (15% sul totale campione). Infine, quasi la metà del campione (47%) non sa se la patologia si possa curare o meno, e il 9% pensa che sia impossibile da curare.

La campagna C come Curabile, promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di associazioni pazienti, società scientifiche e enti operanti nell'area delle malattie infettive, lanciata nel 2020, punta nuovamente i riflettori sull'epatite C per sensibilizzare la popolazione, diffondere una corretta informazione sulla malattia, sui fattori di rischio, sul test per diagnosticarla e far sapere che oggi è una patologia da cui si può guarire. Come spiega la professoressa Alessandra Mangia, responsabile dell'Unità di Epatologia presso l'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico "Casa sollievo della sofferenza" di San Giovanni Rotondo (FG).

"L'inchiesta Doxa effettuata da Gilead ha messo in luce che in questo momento in Italia c'è poca consapevolezza dell'infezione e dei rischi che portano all'infezione da HCV. Soprattutto prima degli anni Novanta, quando il virus non era stato isolato né era possibile diagnosticare l'infezione, molte persone sono state esposte a fattori di rischio considerati di importanza non preminente; mentre ricordiamo di essere stati sottoposti a interventi chirurgici, non tutti ricordano di essere stati esposti a cure della persona (manicure o pedicure) in ambienti non controllati, non tutti ricordano se hanno fatto tatuaggi in ambienti a rischio, non tutti ricordano se hanno condiviso utensili per la cura della persona in famiglia o con estranei che li hanno potuti esporre a rischio di contagiarsi attraverso tracce di sangue da chi li ha usati precedentemente".

La Casa Sollievo della Sofferenza ha effettuato uno screening per prevenzione e maggiore informazione: "Dal 2020 al 2021, tutte le persone che in epoca di pandemia, sono state ammesse per la prima volta a ricovero in ospedale sono state screenate, se superiori ai 30 anni, e abbiamo trovato che la prevalenza è dell'1%, ma soprattutto che l'81% delle persone con infezione attiva ha età superiore a 55 anni. Inoltre il 40% di queste persone, che pur frequentano l'ospedale, sono assolutamente inconsapevoli di avere l'infezione. Abbiamo dunque toccato con mano il livello di mancata consapevolezza di questa fascia di età, soprattutto per gli over 55".

L'epatite C è una malattia silente, che si manifesta quando è troppo tardi ma ci sono alcune condizioni ad essa correlate che dovrebbero far scattare un campanello d'allarme. "Questa malattia, fino a che non compare la cirrosi o il danno avanzato, non dà segno di sè, per cui non si può scovare se non cercandola in alcune categorie tra i pazienti che possono avere comorbidità che in genere si associano alle infezioni da Epatite C. Penso al diabete che è largamente diffuso e che in associazione con l'Epatite C può sia esplodere sia portare a una fase pre-diabete che deve fare scattare un campanello d'allarme. Diventa necessario che sia il paziente stesso, soprattutto nella fascia di età in cui si è chiarito che esiste un rischio maggiore, a chiedere al suo medico di base o in occasione di screening, di essere sottoposto alla valutazione dell'antiHCV. Si potrebbe pensare a uno screening come avviene per il cancro del colon".

Da qui l'allarme lanciato per una maggiore consapevolezza su come prevenire l'infezione: "Dobbiamo cercare di sensibilizzare i pazienti stessi perché siano loro a chiedere il test. Inoltre, vorrei che venisse applicata in Italia (all'estero già se ne parla) e lo abbiamo visto applicata con il Covid: sarebbe utile che anche per epatite C, utilizzando i test salivari, che il paziente da solo si sottoponesse allo screening dell'anti Hcv e una volta positivo chiedesse al suo specialista di effettuare il test di secondo livello per provare l'esistenza del virus attivo e la necessità di trattamento e di percorsi adeguati. Sappiamo che la risposta al trattamento è di oltre il 95% delle persone e quindi diventa inconcepibile che la gente non si faccia curare in quest'epoca".

tag

Ti potrebbero interessare

In anteprima il video "SOS Cutro" il nuovo singolo di Alma Fred

Milano, 22 giu. (askanews) - In anteprima il video "SOS Cutro" di Alma Fred, che a oltre due anni dal naufragio di migranti, sceglie di trasformare una delle pagine più drammatiche della cronaca recente in una canzone che unisce memoria, musica e riflessione civile. Il nuovo singolo "SOS Cutro" affronta il tema dell'accoglienza attraverso un linguaggio lontano dagli schemi tradizionali della canzone di denuncia.

Le sonorità indie pop ed elettroniche accompagnano un racconto che guarda ai fatti del 26 febbraio 2023 senza cercare scorciatoie emotive. L'obiettivo non è raccontare soltanto una tragedia, ma lasciare una traccia, stimolare domande e abbattere quelle barriere mentali che spesso impediscono di guardare davvero alle vicende umane che si consumano ai confini del Mediterraneo.

"La tragedia del 26 febbraio mi ha toccato profondamente. Con "SOS Cutro" ho voluto dare voce a una drammatica realtà che non può essere dimenticata, rompendo però gli schemi della classica canzone di denuncia. Ho scelto l'elettronica per creare un contrasto potente tra la crudezza del racconto e l'energia del sound synth-pop. Il mio obiettivo è rendere questo messaggio trasversale, superando i confini dei tradizionali contesti d'ascolto: voglio che la memoria e la riflessione sull'accoglienza entrino con forza nella quotidianità del pubblico", racconta Alma Fred.

Già pubblicato in passato, "SOS Cutro" torna oggi in una veste completamente rinnovata, sia dal punto di vista sonoro sia da quello visivo. Ad accompagnare il brano arriva infatti per la prima volta un videoclip animato firmato da Paride Marini, nato dalla volontà di affrontare il tema con rispetto e consapevolezza. Per questo motivo non sono state utilizzate immagini reali del naufragio, evitando qualsiasi forma di spettacolarizzazione del dolore.

Il video adotta un'estetica animata in 2D che richiama il linguaggio del giornalismo illustrato e delle graphic novel d'autore. Ogni tavola, fondale e animazione è stata realizzata interamente a mano, senza il ricorso a intelligenze artificiali generative, seguendo un approccio artigianale coerente con il carattere profondamente umano del progetto.

La narrazione visiva si sviluppa attraverso un costante contrasto tra il mare scuro e notturno, simbolo dell'isolamento e della tragedia umana, e i palazzi del potere e della burocrazia, rappresentati come luoghi distanti e impersonali. Il caicco, quasi invisibile nell'oscurità, rivela attraverso gli oblò la presenza delle tante vite stipate sottocoperta, mentre le parole della canzone compaiono nei momenti chiave fino ad accumularsi nel finale con una sequenza di titoli e commenti, restituendo il clima di dibattito e contrapposizione che ha accompagnato quei fatti.

Alma Fred sceglie inoltre di non comparire nel videoclip, lasciando che l'attenzione resti interamente concentrata sulla storia raccontata e sul suo significato civile.

TMNews

Frankenthaler e Cao Fei, due grandi mostre per il Kunstmuseum Basel

Basilea, 22 giu. (askanews) - Arte Basel è il grande evento artistico che ogni anno trasforma la città nel centro del sistema dell'arte, ma intorno alla fiera la città svizzera, al confine tra Francia e Germania, è anche un polo estremamente vivace, con un'offerta museale di alto livello. Una delle istituzioni principali è il Kunstmuseum, che a una collezione importante affianca mostre temporanee come quella dedicata a Helen Frankenthaler, grande pittrice astratta americana.

"Quello che forse molte persone non sanno - ha detto ad askanews la curatrice Anita Haldemann - è che Frankenthaler è stata molto importante per lo sviluppo della pittura, ma anche della scultura, nel XX secolo, perché ha ispirato nuove pratiche, come per esempio il versare i materiali sulle superfici, non solo dipingerle. Ha ispirato artisti come Lynda Benglis o Richard Serra o anche Sam Gilliam. Ha davvero avuto un grande impatto sullo sviluppo dell'arte nel secolo scorso".

La mostra copre sei decenni e presenta più di 50 opere, con diversi capolavori. Per la prima volta, poi, i dipinti di Frankenthaler sono accostati a opere che vanno dal XV al XX secolo con le quali la sua pittura ha dialogato. L'offerta del Kunstmuseum poi propone altre due esposizioni temporanee dedicate all'artista cinese Cao Fei, "Testimonies to the near future", e "The First Homosexuals", dedicata alla pittura tra ottocento e Novecento e alla "nascita di nuove identità".

"Con la mostra di Cao Fei - ha aggiunto Anita Haldemann - ci rivolgiamo anche a un pubblico più giovane, più curioso verso nuove pratiche e anche verso l'arte asiatica, che non avevamo mai esplorato finora. Con la mostra sui primi omosessuali ci concentriamo sul tema dell'omosessualità in pittura, ma anche su un'epoca che è stata importante per creare un'immagine dell'omosessualità".

Le mostre sono poi in dialogo con le collezioni del museo, cui resta sempre dedicata una parte importante degli spazi espositivi.

TMNews

Biennale Teatro, il 54esimo festival chiude con 10mila presenze

Venezia, 22 giu. (askanews) - La Biennale Teatro 2026 diretta da Willem Dafoe, si è chiusa facendo registrare 10.000 presenze e sale piene al 90%. Il direttore artistico è stato confermato nell'incarico anche per il prossimo biennio 2027-2028 del settore Teatro dal CdA della Biennale di Venezia. Per il presidente Pietrangelo Buttafuoco "Dafoe ha portato la ricerca, la tradizione, il rito e la cura. L'attenzione del suo programma si è concentrata sulla coralità, sul teatro che si fa con la carne umana, con lo spirito e con il sudore".

Parole che raccontano di una Biennale Teatro che ha parlato a pubblici diversi, ha proposto forme teatrali diverse e geografie lontanissime. Ma sempre con un'idea di pluralità e di rituale, con un'attenzione all'umano e al diverso, che già era contenuta nel titolo programmatico di AlterNative. E da queste differenti esperienze, da questi differenti modi di stare sul palco, emerge soprattutto un senso del teatro oggi come spazio vivo e consapevole, che forse è l'eredità migliore che possiamo portare con noi da questa Biennale il cui simbolo probabilmente resterà il Leone d'argento Mario Banushi, una artista giovane, ma già capace di una visione intensa e profonda.

TMNews

Papa Leone a Pavia: la pace comincia da noi stessi

Pavia, 20 giu. (askanews) - "Se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi. Vuol dire basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il bullismo, basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace". Lo ha detto Papa Leone XIV durante la visita a Pavia.

TMNews