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Salute, la app Butterfly per aiutare oltre 300 pazienti obesi

di TMNews venerdì 8 ottobre 2021
2' di lettura

Roma, 14 ott. (askanews) - La creazione di un ecosistema digitale che venga incontro alle complessità crescenti dei sistemi sanitari è uno degli obiettivi principali che Johnson & Johnson si data in questi anni. In questo contesto si inserisce la app Butterfly, messa a punto durante la pandemia per supportare i medici nel seguire i pazienti affetti da obesità.

Ne abbiamo parlato con Alessandra Polo, responsabile Ethicon per l'Italia: "Il paziente si sente innanzi tutto preso in carico, riesce a seguire quello che è un piano in modo estremamente più coordinato e l'equipe chirurgica, non solo chirurgica, ma anche delle altre funzioni che gestiscono il paziente stesso può monitorare attraverso delle dashboard quella che la conformità di adesione del paziente a quello che il percorso di cura e quindi intervenire in un momento in cui ci sono delle deviazioni o delle situazioni che richiedono un coinvolgimento diretto del paziente.

"Noi abbiamo l'ambizione di ridurre quelle che sono non le attività fatte dalle équipe chirurgiche quindi ottimizzare i loro tempi, avere un paziente che arriva più preparato all'intervento chirurgico e quindi rischia di avere anche un miglior outcome clinico post intervento e quindi rivelocizzare quella che è la permanenza in ospedale senza avere dei tempi inutili di permanenza all'interno e quindi poter trattare ancora più pazienti"

La possibilità di avere informazioni sullo stato di salute del paziente, per l'ospedale ed il medico, rappresenta un patrimonio unico di informazioni utili a migliorare la qualità delle cure.

"Abbiamo sviluppato questa app in pochissimi mesi con la collaborazione di due centri d'eccellenza, il Policlinico Gemelli, in particolare con l'équipe del professor Marco Raffaelli e il policlinico San Donato di Milano, in questo caso con l'équipe del professor Alessandro Giovannelli. Oggi è utilizzata da più di 300 pazienti che usufruiscono di questa opportunità di essere seguiti a distanza".

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Milano, 22 giu. (askanews) - In anteprima il video "SOS Cutro" di Alma Fred, che a oltre due anni dal naufragio di migranti, sceglie di trasformare una delle pagine più drammatiche della cronaca recente in una canzone che unisce memoria, musica e riflessione civile. Il nuovo singolo "SOS Cutro" affronta il tema dell'accoglienza attraverso un linguaggio lontano dagli schemi tradizionali della canzone di denuncia.

Le sonorità indie pop ed elettroniche accompagnano un racconto che guarda ai fatti del 26 febbraio 2023 senza cercare scorciatoie emotive. L'obiettivo non è raccontare soltanto una tragedia, ma lasciare una traccia, stimolare domande e abbattere quelle barriere mentali che spesso impediscono di guardare davvero alle vicende umane che si consumano ai confini del Mediterraneo.

"La tragedia del 26 febbraio mi ha toccato profondamente. Con "SOS Cutro" ho voluto dare voce a una drammatica realtà che non può essere dimenticata, rompendo però gli schemi della classica canzone di denuncia. Ho scelto l'elettronica per creare un contrasto potente tra la crudezza del racconto e l'energia del sound synth-pop. Il mio obiettivo è rendere questo messaggio trasversale, superando i confini dei tradizionali contesti d'ascolto: voglio che la memoria e la riflessione sull'accoglienza entrino con forza nella quotidianità del pubblico", racconta Alma Fred.

Già pubblicato in passato, "SOS Cutro" torna oggi in una veste completamente rinnovata, sia dal punto di vista sonoro sia da quello visivo. Ad accompagnare il brano arriva infatti per la prima volta un videoclip animato firmato da Paride Marini, nato dalla volontà di affrontare il tema con rispetto e consapevolezza. Per questo motivo non sono state utilizzate immagini reali del naufragio, evitando qualsiasi forma di spettacolarizzazione del dolore.

Il video adotta un'estetica animata in 2D che richiama il linguaggio del giornalismo illustrato e delle graphic novel d'autore. Ogni tavola, fondale e animazione è stata realizzata interamente a mano, senza il ricorso a intelligenze artificiali generative, seguendo un approccio artigianale coerente con il carattere profondamente umano del progetto.

La narrazione visiva si sviluppa attraverso un costante contrasto tra il mare scuro e notturno, simbolo dell'isolamento e della tragedia umana, e i palazzi del potere e della burocrazia, rappresentati come luoghi distanti e impersonali. Il caicco, quasi invisibile nell'oscurità, rivela attraverso gli oblò la presenza delle tante vite stipate sottocoperta, mentre le parole della canzone compaiono nei momenti chiave fino ad accumularsi nel finale con una sequenza di titoli e commenti, restituendo il clima di dibattito e contrapposizione che ha accompagnato quei fatti.

Alma Fred sceglie inoltre di non comparire nel videoclip, lasciando che l'attenzione resti interamente concentrata sulla storia raccontata e sul suo significato civile.

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Frankenthaler e Cao Fei, due grandi mostre per il Kunstmuseum Basel

Basilea, 22 giu. (askanews) - Arte Basel è il grande evento artistico che ogni anno trasforma la città nel centro del sistema dell'arte, ma intorno alla fiera la città svizzera, al confine tra Francia e Germania, è anche un polo estremamente vivace, con un'offerta museale di alto livello. Una delle istituzioni principali è il Kunstmuseum, che a una collezione importante affianca mostre temporanee come quella dedicata a Helen Frankenthaler, grande pittrice astratta americana.

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