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Festa di Roma, Joe Wright con un "Cyrano" sempre più attuale

di TMNews sabato 16 ottobre 2021
2' di lettura

Roma (askanews) - Dopo aver portato al cinema grandi romanzi come "Anna Karenina" o "Orgoglio e pregiudizio" il regista inglese Joe Wright rilegge "Cyrano" in forma di musical. Il film è nella selezione ufficiale della Festa di Roma e arriverà nelle sale all'inizio del prossimo anno. Una versione cinematografica appassionante, con una splendida regia e due interpreti di altissimo livello: Peter Dinklage nel ruolo di Cyrano de Bergerac e Haley Bennett in quello di Roxanne.

Il regista, a Roma per l'anteprima europea del film, spiega: "Non volevo fare un musical tradizionale, in realtà non mi piacciono molto: smettono di parlare all'improvviso e iniziano a cantare in modo così retorico. Volevo fare un film con delle canzoni e con la danza, ma che sembrasse molto naturale, infatti le canzoni sono cantate live, per creare veramente un senso di intimità". Cyrano è un uomo brillante, appassionato, in grado di primeggiare nei giochi di parole e con la spada, ma non ha il coraggio di dichiararsi alla donna che ama, perché teme un rifiuto. Una figura rappresentata tante volte a teatro, che rimane sempre universale e moderna.

"Penso che Rostand abbia creato un personaggio molto peculiare. E' una storia sul fallimento delle parole secondo me, più che sulla bellezza delle parole: quello che noi non riusciamo a dire è più importante di quello che riusciamo a dire. E questi sono temi validi in ogni epoca".

L'aspetto di Cyrano lo rende un "diverso", deriso da alcuni, guardato con sospetto da altri. Un aspetto che rende ancora più contemporanea la pellicola. "Penso che oggi ci sia proprio una mancanza di compassione, è tutto: innocente o colpevole, giusto o sbagliato, bello o brutto. Sì c'è sempre più una mancanza di comprensione per la diversità".

Haley Bennett, che incanta con la sua splendida voce, aveva interpretato già a teatro Roxanne, sempre a fianco di Peter Dinklage nel ruolo di Cyrano. "E' stato un processo nato con una piccola produzione teatrale per 150 spettatori, poi abbiamo girato nella splendida Sicilia, ora c'è il film. Per me non c'è molta differenza tra il teatro e il cinema: cerchi sempre di trovare la più onesta e autentica interpretazione di un personaggio, e quella parte sempre da qui, dal tuo cuore".

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"La mostra di Erik Saglia - ha detto ad askanews la direttrice del museo e curarci della mostra, Elsa Barbieri - si inserisce in una programmazione che ha la relazione come punto di partenza e punto di arrivo. Io conosco Erik da tanti anni, quindi è stata una scelta consapevole quella di invitarlo qui, fondata su un'amicizia e sulla stima reciproca".

La mostra, che comprende una selezione di circa quaranta opere, si apre con un wall painting all'interno del quale trovano posto le opere, e si sviluppa nel salone centrale con un altro grande progetto dedicato a una specifica riga spettrale rossa dell'idrogeno, fondamentale in astrofisica per l'osservazione di nubi di gas e regioni di formazione stellare.

"Io mi reputo un pittore - ha aggiunto Saglia - quindi il discorso è per me la pittura non è soltanto un qualcosa che si somma all'architettura, ma qualcosa che crea struttura all'architettura. È molto importante per me che si ricrei una struttura, nel senso che quando si entra in questa mostra non va vista la singola opera, ma tutte le opere che creano e movimentano tutta questa creazione che fatto io attorno al museo".

Importante anche la relazione con il luogo che ospita il museo e l'ambiente circostante, oltre che con la comunità di Cavalese. "Qui c'è un movimento di forme che partono da una griglia - ha aggiunto la direttrice - in questo movimento di forme che poi è un movimento che in qualche modo guarda ai movimenti orbitali, al movimento dello spazio e si apre proprio con uno sguardo allo spazio e si chiude con la dimensione del cielo, noi ci muoviamo e riprendiamo poi quello che è il titolo, che è Fly By".

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