CATEGORIE

New York, un italiano vince la corsa su strada più lunga al mondo

di TMNews martedì 19 ottobre 2021
2' di lettura

Roma, 19 ott. (askanews) - E' la corsa su strada più lunga del mondo ed è anche un po' bizzarra: 3.100 miglia, quasi 5.000 km, attorno allo stesso isolato di New York, per 5.649 volte. I partecipanti corrono ogni giorno per quasi due mesi. Le sfide più grandi, dicono, sono la monotonia e l'impatto del correre sul cemento sul fisico.

A vincere quest'anno la 25esima Annual Sri Chinmoy Self-Transcendence 3100 Mile Race è stato Andrea Marcato, un italiano: ha completato la gara in meno di 43 giorni con una media di più di 72 miglia al giorno. Ha consumato circa 16 paia di scarpe.

"Devi imparare che ogni giorno sarà lo stesso giro e così via. Per fortuna cambiamo direzione ogni giorno, quindi è un bene per il corpo, per mantenere un certo equilibrio. Ma la sfida principale è che la mente pensa sempre 'domani voglio finire', ma sei un po' perso nel mare, devi accettare che andrà avanti così".

Ci vogliono davvero volontà e resistenza spiega Sahishnu Szczesiul, direttore di gara: "E' una prova di resistenza, forza, determinazione interiore e talento per fare il giro di questo blocco di 883 metri, per un totale di 5.649 volte entro il tempo limite di 52 giorni".

Corrono, camminano e un po' si trascinano tra le 6 e mezzanotte, mangiando man mano durante la giornata cibo che gli offrono volontari lungo il percorso, devono compensare le 10.000 calorie stimate che si bruciano durante ogni sessione.

La corsa è stata fondata nel '97 dal leader spirituale indiano Sri Chinmoy, che ha vissuto a New York prima della sua morte nel 2007. Sosteneva l'"autotrascendenza" usando la spiritualità per andare oltre i limiti di ciò che un individuo pensa di poter raggiungere. I corridori della 25esima edizione hanno detto che raggiungere uno stato meditativo è la chiave per completare la gara. Ma farlo mentre si corre, non è cosa facile. In questi anni solo in 49 hanno completato le 3.100 miglia.

tag

Ti potrebbero interessare

Netanyahu: Israele deve essere "indipendente" da aiuti militari Usa

Gush Etzion (Cisgiordania occupata) 23 giu. (askanews) - Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu esorta Israele ad aumentare la propria autonomia militare e a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, in dichiarazioni registrate il 18 giugno davanti a degli ufficiali della riserva nella Cisgiorndania occupata, ma rese pubbliche dal suo ufficio solo oggi. Parlando agli ufficiali di riserva nella Cisgiordania occupata, Netanyahu afferma che Israele apprezza "profondamente" il sostegno dei suoi "amici americani", ma deve diminuire la sua dipendenza e rafforzare le proprie capacità militari.

TMNews

La filiera della pasta: tra ricerca, industria e tecnologia

Campobasso, 23 giu. (askanews) - Si tratta di uno degli elementi che più contraddistinguono l'Italia e la rappresentano nel mondo: la pasta. Un piatto democratico che significa famiglia, tradizione e quotidianità. Per molti considerato un piatto banale, ma in realtà è una delle espressioni più autentiche dell'eccellenza italiana. Ma quello che si vede sugli scaffali, dietro racconta molto di più. Non è solo un prodotto: è agricoltura, ricerca, industria, tecnologia, qualità, sostenibilità, logistica, mani esperte e scelte, molto spesso, coraggiose.

Per scoprire tutto questo una delle eccellenze italiane della filiera ha aperto le porte della propria casa. La famiglia Ferro, proprietari dello storico marchio "La Molisana" dal 2011 nel cuore del Molise, ci ha accolto per mostrarci realmente cosa c'è dietro un pacco di pasta. Una famiglia di mugnai molisani da 4 generazioni che nel 2011 decise di dare nuova vita al marchio a seguito del doppio fallimento, raccogliendo una sfida difficile: fare impresa in Molise. Con i dati che ci riportano un territorio in crisi a causa della perdita di posti di lavoro ed una grande fuga di giovani. Ne abbiamo parlato con Rossella Ferro, Direttore marketing La Molisana:

"La Molisana vive di questo territorio e porta il suo nome nel logo, nel brand. È un'azienda estremamente radicata nel Molise. Ed è un'azienda che a livello di prodotto gode dei benefici di un territorio che è un'arcadia, un vero e proprio territorio vergine, un territorio poco industrializzato e quindi estremamente puro ed incontaminato".

Nel mondo, Italia compresa, i dati di consumo di pasta si attestano a 17 milioni di tonnellate. L'Italia è il primo consumatore e produttore mondiale di pasta, con circa il 25% del totale. Il restante 75% della pasta è prodotto fuori dai confini italiani. Alcuni grandi Paesi produttori extra-UE operano, tuttavia, in contesti competitivi molto diversi da quello italiano, con costi del lavoro, costo dell'energia, politiche pubbliche sulle materie prime e dinamiche valutarie non comparabili. Ha così aggiunto Rossella Ferro, Direttore marketing La Molisana:

"Dal 2018 abbiamo pensato che potesse essere un passo giusto, per valorizzare ancora di più il Made in Italy, riuscire a promuovere ancora di più le colture di grano duro locali, questo pur essendo consapevoli che anche in questo caso avremmo raccolto una sfida importante. Per il prodotto che noi vendiamo in Italia, impieghiamo solo grano italiano che proviene dalle regioni del centro sud particolarmente vocate alla produzione di grano duro. Queste regioni sono: il Molise, l'Abbruzzo, la Puglia, il Lazio e le Marche".

Sostenibilità, efficienza industriale e qualità sono i tre pilastri che oggi attirano e costruiscono un consumatore fidelizzato. In particolare la sostenibilità è sempre più al centro delle azioni di un'azienda. Proprio per questo i paesi membri dell'ONU con la sottoscrizione dell'Agenda 2030 hanno stilato un piano di 17 punti per lo Sviluppo Sostenibile. Un piano a cui "Molisana" tende e lo fa con garanzie di tracciabilità e sicurezza alimentare, ricerca di prodotti innovativi con garanzia di elevati standard di qualità, forte riduzione dei consumi delle materie prime per gli imballaggi, iniziative per l'efficientamento energetico, gestione e riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, recupero dei materiali di scarto ed acqua, ed infine una cura dei dipendenti volta anche allo sviluppo sociale ed alla crescita dei talenti. Tutto questo per offrire una filiera fatta di qualità e di trasparenza. Così ha parlato Flavio Ferro, Direttore Operativo La Molisana:

"La nostra è una filiera verticale ed integrata, con un'attività basata sul 100% di grano italiano, ed una sostenibilità spinta grazie anche ad un packaging compostabile e con un processo altamente sostenibile fatto di trigenerazione spinta oltre l'80%".

Un marchio, quello della Molisana, che è potuto tornare ai vertici del mercato non solo grazie agli investimenti della famiglia Ferro (200 mln di euro), ma anche ad una visione a lungo raggio e che puntasse su qualità, tracciabilità e trasparenza. Un fatturato che cresce di anno in anno. Una produzione in perenne crescita: 6.500 quintali al giorno, 60 autotreni in movimento che permettono di raggiungere oltre 100 paesi, offrendo ben 13 linee di produzione. Questo ha permesso a "La Molisana" di diventare numero 2 in Italia per quota di mercato, classica più integrale (11,3%), e leader nel campo della pasta integrale. Una filiera produttiva alle spalle che opera per portare sugli scaffali e sulle tavole quello che potrebbe sembrare un banale pacco di pasta, ma che in realtà racconta molto di più.

TMNews

Italiani e finanza: il rapporto tra risparmi e investimenti

Roma, 10 giu. (askanews) - L'Italia è un Paese storicamente noto per la sua scarsa propensione al rischio finanziario. E, stando alla sesta edizione dell'Osservatorio "Change Lab Italia 2030" di Groupama Assicurazioni, sembra che tale abitudine non sia cambiata. Tra i tanti spunti interessanti emersi dall'indagine "Soldi, Soldi, Soldi: l'Italia e l'educazione finanziaria che non c'è", emerge la percentuale di popolazione che vorrebbe l'educazione finanziaria nelle scuole, ben il 67.7%.

L'intervista a Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni: "Come nelle edizioni precedenti, l'Osservatorio è stato molto onesto e lucido da parte degli italiani, che ritengono di essere un popolo di risparmiatori ma allo stesso tempo evidenziano una mancanza di cultura finanziaria."

A frenare il passo, però, non sono solo la carenza di conoscenze (29,8%) o la limitata disponibilità economica (40,2%), ma un rapporto con il denaro che continua a restare confinato nella sfera domestica.

"È necessaria la presenza di un team dedicato ad accompagnare i clienti in questa mutazione verso la competenza finanziaria. Servono delle persone in grado di ascoltare, interpretare i bisogni ma anche orientare il cliente nella miriade di soluzioni possibili. Tutto ciò, si costruisce attorno alla vita reale di persone reali, che hanno priorità, necessità, progetti e fragilità."

L'Italia procede, dunque, a due velocità: un presente paralizzato dall'incertezza - dove il 45,9% dei cittadini è privo di qualsiasi protezione contro i grandi imprevisti - e un futuro che punta sulla tecnologia.

"L'intelligenza artificiale è un'alleata che non sostituirà la persona umana. Come Groupama ci stiamo già muovendo per restare a fianco delle persone: "Consigli", il nostro hub editoriale, serve per tradurre la complessità del risparmio e della previdenza finanziaria. Ma anche "Giochiamo d'anticipo", progetto di educazione finanziaria nelle scuole medie."

La VI edizione dell'Osservatorio rivela un dato significativo: ciò che frena gli italiani è, soprattutto, di natura psicologica: il 56% del campione rimanda le decisioni strategiche, con il 19,4% che, addirittura, lo fa sistematicamente.

Le parole di Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria: "Un dato curioso che emerge dalla ricerca: i giovani sono preparati sugli strumenti speculativi, ma hanno gravi lacune per ciò che riguarda gli strumenti di gestione della liquidità. È un segnale di speranza: ciò implica che i giovani comprendono i meccanismi più complessi, ma hanno bisogno di qualcuno che gli spieghi come la gestione del patrimonio sia formata da un mix di prudenza e ascolto delle proprie esigenze e obiettivi."

Avere coscienza del mondo finanziario odierno e capire come, nonostante gli strumenti di intelligenza artificiale siano sempre più al centro della nostra quotidianità, il vero vantaggio competitivo è, e resterà, l'essere umano.

TMNews

Usa, Tajani: noi alleati leali, no sudditi, continuiamo nostro lavoro

Roma, 23 giu. (askanews) - "Noi continuiamo a fare il nostro lavoro, siamo alleati leali, non siamo sudditi, difendiamo i nostri interessi, nonostante i dazi l'export italiano negli Usa è aumentato quindi evidentemente agli americani il made in Italy piace".

Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo, a margine dell'incontro "Il giorno della Verità" organizzato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro a Roma, all'Acquario Romano, a una domanda se ritenesse che ci potessero essere eventuali ripercussioni nelle relazioni Italia-Usa dopo il botta e risposta degli ultimi giorni fra Donald Trump e Giorgia Meloni.

TMNews