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"La scelta di Anne", nelle sale il film Leone d'oro sull'aborto

di TMNews martedì 26 ottobre 2021
2' di lettura

Roma (askanews) - Ha vinto il Leone d'oro come miglior film alla Mostra di Venezia e ora arriva nei cinema, il 4 novembre, "La scelta di Anne". La regista Audrey Diwan e la bravissima interprete Anamaria Vartolomei sono venute a Roma a presentarlo. "L'événement" è tratto dall'omonimo romanzo di Annie Ernaux, in cui la scrittrice raccontava l'esperienza autobiografica di un aborto clandestino nel 1963, quando l'interruzione di gravidanza era ancora un reato in Francia.

La regista spiega: "Conosco l'opera di Annie Ernaux da molto tempo ma non avevo letto questo libro, un'amica me lo ha consigliato dopo che io stessa avevo abortito e volevo riflettere su questo tema, dire la mia. Così ho scoperto cosa era veramente un aborto clandestino, la violenza e la solitudine che accompagnano questo percorso così complicato, e ho capito che fortuna avevo a trovarmi in un Paese in cui potevo essere seguita dai medici e non rischiare la vita".

Alla domanda cosa pensi del fatto che in molti Paesi l'aborto sia ancora vietato o ne venga limitato il diritto, come in Polonia, la regista risponde: "Penso che in maniera assurda nella nostra società ci sia una guerra di potere, è un problema di controllo, chi controlla il corpo della donna e attraverso il corpo il suo destino. E' per questo che per me il film doveva parlare sì di aborto clandestino, ma anche di piacere, del desiderio, della giovinezza in generale, della voglia di libertà".

La protagonista del film, Anne, è una giovane donna che decide di abortire per completare i propri studi e sfuggire al destino che spetta a chi, come lei, viene da una famiglia proletaria. E' la scelta di una giovane donna lucida, determinata, che la regista segue da vicino e lo spettatore vive con suspence insieme a lei.

La giovane interpreta racconta: "Quando ho letto la sceneggiatura sono stata presa da una grande collera verso la violenza che quella ragazza ha dovuto sopportare. Sentivo il dovere di difenderla, di rendere giustizia a lei e a tutte quelle che ancora oggi devono subire questo violento e doloroso percorso".

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