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Asstel, due grandi sfide: digitalizzazione Paese e nuove capacità

di TMNews venerdì 29 ottobre 2021
3' di lettura

Roma, 29 ott. (askanews) - Smart working, didattica a distanza, intrattenimento in streaming. La pandemia ha cambiato le nostre abitudini e il diritto alla connettività, per tutti e ovunque, si è imposto come un obiettivo da perseguire in tempi rapidi. Il settore delle telecomunicazioni è dunque chiamato a nuove sfide. L'occasione per discuterne è stato il Forum nazionale delle Telecomunicazioni durante il quale Asstel-Assotelecomunicazioni, le imprese associate e le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil hanno presentato il "Rapporto sulla filiera delle Telecomunicazioni in Italia".

A indicare le principali sfide che attendono la filiera è il presidente di Asstel-Assotelecomunicazioni Massimo Sarmi: "La prima è quella di affiancare il governo nella costruzione di queste infrastrutture ad altissima velocità nei tempi stringenti che sono stati posti come obiettivo. La seconda è quella di aprire la strada della digitalizzazione non soltanto all'interno delle aziende ma verso le altre aziende, verso gli utilizzatori finali siano essi persone, anche funzionalità della Pubblica amministrazione che trarranno sicuramente vantaggio dalle nuove applicazioni e dalle nuove piattaforme di servizio. Un altro tema centrale è quello delle competenze che sono state sempre un elemento distintivo del settore ma che oggi vanno non solo aggiornate ma integrate con nuove capacità, nuove funzionalità, nuovi tipi di conoscenza".

Sviluppare le competenze digitali dei giovani è l'obiettivo di 42 Roma Luiss, esperienza presentata durante il Forum, di cui parla Giovanni Lo Storto, direttore generale di Luiss Guido Carli: "Luiss ha risposto all'enorme esigenza di colmare il gap che c'è nel Paese sulle competenze digitali con un'iniziativa che si potrebbe definire disrupting, di rottura e cioè di portare in Italia un'esperienza che sta funzionando molto bene nel mondo del Network 42. È un'iniziativa partita in Francia nel 2013 con una scuola che potremmo definire in modo approssimativo di coding e di programmazione in cui i ragazzi imparano molte cose. Ma soprattutto imparano a lavorare con il codice e a creare programmi. Tutto questo a 42 Roma Luiss, e tra poco il network si amplia in Italia perché nasce 42 Firenze Luiss, avviene con centinaia di ragazzi che stanno lavorando per diventare super esperti di coding e programmazione".

La presenza di diversi esponenti del governo ha offerto l'opportunità di un confronto sulle necessità della filiera, come evidenzia il direttore di Asstel Laura Di Raimondo: "È stato un momento molto importante questo del Forum per porre l'attenzione sui temi centrali della filiera: capacità di rispondere alla richiesta del governo per infrastrutturare il Paese e grande volontà di investire sul capitale umano, capitale umano innovativo. Le nostre persone al centro. Anche attraverso un modello di buone relazioni industriali ed evoluto. Su questo abbiamo posto l'attenzione del ministro Orlando sul nostro Fondo di solidarietà di settore che è lo strumento su cui abbiamo puntato con le organizzazioni sindacali e con le imprese, con un co-investimento da parte delle imprese e delle persone che ha bisogno di un sostegno economico pubblico per accelerare la fase di startup e per vincere la sfida di formare nuove competenze e di valorizzare sempre di più la formazione che possa essere certificata e permanente nella vita delle persone".

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Allargando lo sguardo oltre la West Coast, la tendenza a collegare yoga e patrimonio culturale è sempre più evidente. In Italia, per esempio, luoghi patrimonio UNESCO come la Val d'Orcia offrono scenari ideali per pratiche lente e ritiri; la campagna toscana, con sorgenti termali e paesaggi modellati dalla storia, alimenta format che combinano pranayama, camminate consapevoli e terapie termali. Questa contaminazione tra paesaggio culturale e pratiche di benessere valorizza sia la destinazione sia l'esperienza personale, creando un'offerta turistica che punta sulla qualità del tempo e sulla sostenibilità.

Ci sono poi piattaforme come Evaneos che stanno ampliando itinerari che includono non solo visite culturali ma anche percorsi di riconnessione attraverso yoga e meditazione in destinazioni remote o culturalmente ricche. Questi viaggi sono pensati per chi desidera combinare la scoperta di luoghi autentici con pratiche rigenerative, scegliendo guide locali e programmi costruiti attorno ai ritmi del corpo e del paesaggio. Dall'Oman alle montagne del Sudafrica, passando per Marrakech e le sue oasi, l'offerta su misura permette di vivere il benessere nel contesto autentico delle comunità che ospitano i visitatori. E anche se è vero che la meditazione viene insegnata fin dall'infanzia nelle famiglie indiane, come dice Varun Veer, qualcosa si può apprendere anche viaggiando.

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Per la Giornata Internazionale dello Yoga e per la stagione estiva emergono tendenze chiare: la personalizzazione dei programmi, l'integrazione con il territorio e una crescente attenzione alla responsabilità e alla sostenibilità. I viaggiatori chiedono esperienze calibrate sulle proprie esigenze fisiche ed emotive, pratiche che dialogano con patrimoni naturali o culturali come grotte termali e aree protette, e operatori che adottino comportamenti etici coinvolgendo le comunità locali. Anche in Italia le proposte non mancano: dalle lezioni sulla spiaggia alle Alpi, dalle grotte termali in Toscana ai programmi nelle campagne patrimonio UNESCO, con luoghi come la Val d'Orcia o le coste sarde che coniugano tradizione termale e innovazione del benessere.

La Giornata Internazionale dello Yoga è oggi molto più di una ricorrenza: è un catalizzatore che mette in luce come il benessere personale possa diventare motore di nuovi modelli turistici. Dalla California - laboratorio di tendenze tra natura e lusso esperienziale - fino ai piccoli borghi e ai siti UNESCO, lo yoga si conferma ponte tra individuo, comunità e paesaggio. Chi viaggia per praticare non cerca solo posizioni: cerca contesti che nutrano corpo, mente e senso di appartenenza a luoghi che meritano di essere vissuti con responsabilità.

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