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Migranti, situazione di stallo al confine con la Bielorussia

di TMNews giovedì 11 novembre 2021
2' di lettura

Milano, 11 nov. (askanews) - Un giorno davvero complicato per la polizia polacca. Migliaia di simpatizzanti di estrema destra dovrebbero marciare a Varsavia in un raduno per il Giorno dell'Indipendenza, dopo che i nazionalisti polacchi al governo hanno contribuito a contestare il divieto del tribunale sull'evento.

Come spiega il poliziotto in questo video, a guardia dell'incolumità dello Stato e dei suoi cittadini, gli agenti rennderanno sicure le celebrazioni legate all'11 novembre, ma lo stesso giorno, subito dopo saranno in servizio al confine orientale, a sostenere i colleghi delle guardie di confine, impegnati a tamponare quella che Bruxelles definisce "guerra ibrida".

Centinaia di migranti provenienti principalmente da Iraq, Siria e Medio Oriente, continuano a premere al confine, in ebollizione da mesi.

Alti funzionari dell'UE affermano che il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, irritato dalle sanzioni dell'UE imposte al suo regime dopo un giro di vite sul dissenso interno a seguito di elezioni contestate nel 2020, sta attirando migliaia di migranti a Minsk con la promessa di aiuto per raggiungere l'Europa occidentale. La Bielorussia nega di usarli come pedine, mettendo a dura prova alcuni dei valori e delle leggi del blocco a 27 nazioni.

Alcuni deputati Ue credono che il presidente russo Vladimir Putin sia dietro le quinte, ben sapendo che l'argomento migranti è fortemente divisivo in Europa. Nessun commento del leader del Cremlino.

In una telefonata, la cancelliera tedesca Angela Merkel gli ha esposto le sue preoccupazioni. Intanto Mosca però minaccia ritorsioni se verrà sanzionata la compagnia di bandiera russa Aeroflot per il suo presunto coinvolgimento nella crisi migratoria. Mentre il ministro degli Esteri della Bielorussia ha osservato che "oggi nessuno può garantire nulla" su come si evolverà la situazione al confine. "Oggi il mondo è così imprevedibile", ha commentato in maniera inquietante. Ma la crisi alle frontiere orientali di Polonia, Lituania e Lettonia sta alimentando le richieste all'UE di finanziare la costruzione di qualcosa che non avrebbe mai voluto costruire: recinzioni e muri al confine. E già la questione solleva forti polemiche.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandro Violante

Immagini: Polizia della Polonia, Afp, Internet

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