CATEGORIE

Dalla pandemia a una nuova intimità nelle immagini in movimento

di TMNews giovedì 11 novembre 2021
3' di lettura

Firenze, 12 nov. (askanews) - C'è una sottile inquietudine, una sensazione di disperazione latente. Ma anche una volontà, forte, di continuare a esserci, di continuare a testimoniare delle possibilità attraverso l'arte e le immagini in movimento. Arrivare a Firenze nei giorni del festival Lo schermo dell'arte significa anche tornare a scoprire che cosa producono gli artisti under 35 che utilizzano il video come medium grazie alla mostra del progetto VISIO, giunto alla decima edizione, quest'anno intitolata "Thinking Beyond" e concepita, con la consueta visione della complessità, dal curatore Leonardo Bigazzi come un'indagine artistica sul tempo che ha seguito l'emergenza sanitaria globale.

"La pandemia - ha detto Bigazzi ad askanews - sarà per la nostra generazione qualcosa da cui non potremo più prescindere, qualcosa che segnerà per sempre il lavoro degli artisti, come segna per ciascuno di noi il modo in cui ci relazioniamo alla nostra vita biologica e alla dimensione sociale".

Nei lavori dei dieci artisti selezionati, si trovano istanze politiche come quelle legate alla Brexit e al confine tra le due Irlande nell'opera di Eeoghan Ryan, oppure quelle ambientali, come l'inquinamento dei fiumi e delle paludi della Nuova Caledonia causate dall'industria del Nichel, di cui si occupa in modo metaforico e poetico Alexandre Erre. Ma sono fortemente presenti anche istanze legate ai diritti, al corpo, alla diversità, all'identità di genere. come nel lavoro sulla mascolinità che non riesce a decostruire se stessa creato da Eleonora Luccarini. E si sente che tutta la realtà si è fatta più difficile da interpretare e, soprattutto, da abitare.

"Quello che io noto negli artisti oggi, a maggior ragione in quelli che ho selezionato - ha aggiunto Bigazzi - è che forse questa esperienza di essere rimasti per tanto tempo con noi stessi, riflettendo su una dimensione più intimista e più personale, avendo modo di riscoprire anche dei riti del quotidiano che forse avevamo dimenticato, ha fatto sì che il vissuto personale sia diventato il materiale con cui le opere si sono costruite".

Come avveniva in una mostra precedente di VISIO dedicata al "post internet", il concetto di "post pandemia" va inteso come uno spartiacque, non come un semplice superamento. E le cose che ancora non siamo riusciti a superare sono moltissime, come per esempio le ombre del razzismo e della separazione di cui racconta il lavoro di Nelson Bourrec Carter.

Per il secondo anno la mostra è ospitata negli spazi post industriali della Manifattura Tabacchi, che offrono una amplificazione significativa ai lavori. "Penso che il dialogo che le opere trovano con gli spazi molto più ampi - ha concluso Leonardo Bigazzi - sia sicuramente una novità rispetto alle mostre precedenti di VISIO, che in un certo senso si adattavano agli spazi rinascimentali del centro di Firenze. Quindi questo è certamente un passaggio importante del progetto e un elemento di novità dello spazio".

In qualche modo queste sale enormi e cariche di storia vengono ora invase da angosce private che sono figlie di un contesto sempre più difficile da gestire, per gli artisti come per chiunque di noi. Un contesto che ci sfugge e ci disorienta, come capita ai giovani ucraini filmati da Roman Khimei e Yarema Malashchuk che, dopo avere partecipato a un grande techno-rave devono tornare a fare i conti con la città e la vita oltre quello spazio di libertà, assoluta e non ripetibile.

La mostra "Thinking Beyond" è una produzione de Lo schermo dell'arte e di NAM - Not a Museum.

(Leonardo Merlini)

tag

Ti potrebbero interessare

Kallas: l'Ue non ha interesse ad allargare missione navale a Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) - I ministri degli Esteri dell'Unione Europea non hanno mostrato "alcun interesse" ad estendere, almeno per il momento, la missione navale dell'Ue in Medio Oriente allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera e di sicurezza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri paesi di contribuire al controllo dello Stretto dopo che l'Iran ha risposto agli attacchi israelo-americani utilizzando droni, missili e mine per bloccare di fatto il passaggio delle petroliere che normalmente trasportano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale.

La missione Aspides dell'Ue è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi del gruppo yemenita Houthi nel Mar Rosso.

"Durante le nostre discussioni è emersa una chiara volontà di rafforzare questa operazione, ma per il momento non c'è interesse a modificarne il mandato", ha dichiarato Kallas ai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles.

TMNews

Trump: chiesto alla Cina di rinviare il vertice con Xi Jinping

Roma, 17 mar. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver chiesto alla Cina di rinviare di circa un mese il vertice con Xi Jinping previsto per l'inizio di aprile a causa della guerra in Iran.

"Ci stiamo lavorando in questo momento, stiamo parlando con la Cina. Mi piacerebbe molto ma a causa della guerra, voglio essere qui, devo essere qui - ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale - quindi abbiamo chiesto di rimandare l'incontro di un mese o giù di lì... È molto semplice, abbiamo una guerra in corso".

La Cina afferma di aver preso atto dei "chiarimenti" forniti dagli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante la conferenza stampa quotidiana, ha confermato che "le due parti sono in comunicazione sulla tempistica della visita del presidente Trump in Cina. Al momento non ho ulteriori informazioni da fornire", ha affermato rispondendo a una domanda.

Il portavoce ha smentito che la visita sia collegata alla questione della sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz, dopo che alcuni media avevano suggerito che il rinvio potesse essere legato alla richiesta di Trump a diversi paesi, tra i quali la Cina, di contribuire alla riapertura dello stretto, bloccato dall'Iran in seguito all'attacco israelo-americano, che sta mettendo in grave difficoltà il transito del greggio.

TMNews

Cuba alle prese con un nuovo blackout generale

Roma, 17 mar. (askanews) - Nuovo blackout generale a Cuba. La compagnia elettrica nazionale (UNE), collegata al ministero dell'Energia, ha dichiarato sui social la "disconnessione totale del sistema elettrico nazionale".

Il Paese, che conta 9,6 milioni di abitanti, è soggetto da oltre due anni a ripetute interruzioni di corrente su vasta scala, che talvolta durano per giorni. All'inizio di marzo, due terzi dell'isola, compresa L'Avana, erano già stati colpiti da un'interruzione di corrente.

Ma questo nuovo blackout generale, il sesto dall'ottobre 2024, si è verificato in un contesto particolarmente teso. L'economia cubana è in forte crisi, paralizzata dal blocco energetico imposto da Washington dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro all'inizio di gennaio. Da due mesi, le forniture di petrolio provenienti dal Venezuela, principale fornitore dell'Avana, sono interrotte e l'amministrazione Trump minaccia di sanzionare qualsiasi Paese che invii petrolio all'isola caraibica.

In questo contesto, il persidente Usa, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ha affermato: "Credo che avrò l'onore di prendere Cuba. Che io la liberi o la prenda, penso di poter fare qualsiasi cosa voglia". Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti sono in trattativa con L'Avana sul futuro del Paese, definendo Cuba "una nazione molto indebolita in questo momento".

Il presidente cubano ha ribadito che eventuali negoziati dovranno avvenire nel rispetto della sovranità nazionale e senza interferenze negli affari interni.

TMNews

Libano, nuovi attacchi israeliani a Beirut e nel Sud del Paese

Beirut (Libano), 17 mar. (askanews) - Vigili del fuoco al lavoro dopo un attacco aereo israeliano nella notte sui sobborghi meridionali di Beirut, in Libano.

I raid, ha riferito l'agenzia ufficiale Ani, hanno colpito all'alba tre quartieri della città e diverse località nel Sud del Paese. Secondo l'agenzia, aerei israeliani hanno bombardato i quartieri di Kafaat e Haret Hreik, mentre un attacco aereo ha colpito un appartamento in un edificio residenziale a Doha Aramoun, sempre nell'area meridionale. Israele ha confermato le operazioni, affermando di colpire Hezbollah, dopo aver annunciato l'avvio di "operazioni terrestri limitate" nel Sud del Libano.

Gli attacchi israeliani hanno provocato oltre un milione di sfollati dall'inizio del mese, ha reso noto il governo libanese. Le autorità hanno allestito 622 centri di accoglienza, che ospitano più di 130mila persone, mentre centinaia di famiglie risultano ancora accampate nel centro di Beirut e sul lungomare.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che i residenti del Sud del Libano non potranno rientrare nelle loro case fino a quando non saranno garantite condizioni di sicurezza per il Nord di Israele.

TMNews