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75 anni di Unesco celebrati a Parigi fra Covid e cultura

di TMNews sabato 13 novembre 2021
2' di lettura

Roma, 13 nov. (askanews) - 75 anni di Unesco festeggiati a Parigi alla presenza di capi di Stato e di Governo già nella capitale francese per il forum della pace e la conferenza sulla Libia. 75 anni dell'organizzazione per la Cultura delle azioni unite, custode della lista del patrimonio immateriale dell'umanità; cultura, monumenti, scienza, destinati a costruire nelle intenzioni la pace fra i popoli.

I conflitti ci sono ancora, e l'organizzazione nata sulle macerie della seconda guerra mondiale è criticata per lo scarso dinamismo. Tuttavia vanta molti successi fra cui la firma di convenzioni sul diritto d'autore, sul traffico illecito di beni culturali, sul patrimonio immateriale che tutela i siti naturali e umani; molti in Italia, dalle Cinque terre a Paestum alle Eolie.

La direttrice generale dell'Unesco, Audrey Azoulay, appena riconfermata per altri quattro anni, chiede "nuovi modelli di relazione con il pianeta", e ricorda che il patrimonio immateriale dell'umanità - educazione, scienze, cultura, informazione - è un bene comune essenziale.

Afp 20:29 2:15-2:31 "La crisi del Covid ce l'ha ricordato, come se ci fosse più che mai bisogno di nutrire e proteggere il famoso 'margine umano' di cui parlava Romain Gary. E' la sfida che dobbiamo riprendere insieme".

afp 12 novembre 17:11

Ma a Parigi l'attore Forest Whitaker, ambasciatore Unesco, lancia un appello ai paesi membri per combattere le diseguaglianze aggravate dalla pandemia di Covid-19:

0:06-0:23 "Milioni di bambini nei paesi in via di sviluppo non vanno a scuola. Milioni di bambini poveri, nei paesi industrializzati, continuano a scontrarsi con difficoltà, e le bambine continuano ad avere meno opportunità dei maschi, in tutto il mondo. In anni recenti queste diseguaglianze si sono aggravate".

Tutti i paesi del mondo fanno parte dell'Unesco tranne Liechtenstein, Israele e Stati Uniti; questi ultimi due l'hanno lasciata nel 2017 in piena era Trump, quando l'Unesco ha riconosciuto la Palestina come Stato membro.

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Kallas: l'Ue non ha interesse ad allargare missione navale a Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) - I ministri degli Esteri dell'Unione Europea non hanno mostrato "alcun interesse" ad estendere, almeno per il momento, la missione navale dell'Ue in Medio Oriente allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera e di sicurezza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri paesi di contribuire al controllo dello Stretto dopo che l'Iran ha risposto agli attacchi israelo-americani utilizzando droni, missili e mine per bloccare di fatto il passaggio delle petroliere che normalmente trasportano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale.

La missione Aspides dell'Ue è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi del gruppo yemenita Houthi nel Mar Rosso.

"Durante le nostre discussioni è emersa una chiara volontà di rafforzare questa operazione, ma per il momento non c'è interesse a modificarne il mandato", ha dichiarato Kallas ai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles.

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Trump: chiesto alla Cina di rinviare il vertice con Xi Jinping

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"Ci stiamo lavorando in questo momento, stiamo parlando con la Cina. Mi piacerebbe molto ma a causa della guerra, voglio essere qui, devo essere qui - ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale - quindi abbiamo chiesto di rimandare l'incontro di un mese o giù di lì... È molto semplice, abbiamo una guerra in corso".

La Cina afferma di aver preso atto dei "chiarimenti" forniti dagli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante la conferenza stampa quotidiana, ha confermato che "le due parti sono in comunicazione sulla tempistica della visita del presidente Trump in Cina. Al momento non ho ulteriori informazioni da fornire", ha affermato rispondendo a una domanda.

Il portavoce ha smentito che la visita sia collegata alla questione della sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz, dopo che alcuni media avevano suggerito che il rinvio potesse essere legato alla richiesta di Trump a diversi paesi, tra i quali la Cina, di contribuire alla riapertura dello stretto, bloccato dall'Iran in seguito all'attacco israelo-americano, che sta mettendo in grave difficoltà il transito del greggio.

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Cuba alle prese con un nuovo blackout generale

Roma, 17 mar. (askanews) - Nuovo blackout generale a Cuba. La compagnia elettrica nazionale (UNE), collegata al ministero dell'Energia, ha dichiarato sui social la "disconnessione totale del sistema elettrico nazionale".

Il Paese, che conta 9,6 milioni di abitanti, è soggetto da oltre due anni a ripetute interruzioni di corrente su vasta scala, che talvolta durano per giorni. All'inizio di marzo, due terzi dell'isola, compresa L'Avana, erano già stati colpiti da un'interruzione di corrente.

Ma questo nuovo blackout generale, il sesto dall'ottobre 2024, si è verificato in un contesto particolarmente teso. L'economia cubana è in forte crisi, paralizzata dal blocco energetico imposto da Washington dopo la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro all'inizio di gennaio. Da due mesi, le forniture di petrolio provenienti dal Venezuela, principale fornitore dell'Avana, sono interrotte e l'amministrazione Trump minaccia di sanzionare qualsiasi Paese che invii petrolio all'isola caraibica.

In questo contesto, il persidente Usa, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ha affermato: "Credo che avrò l'onore di prendere Cuba. Che io la liberi o la prenda, penso di poter fare qualsiasi cosa voglia". Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti sono in trattativa con L'Avana sul futuro del Paese, definendo Cuba "una nazione molto indebolita in questo momento".

Il presidente cubano ha ribadito che eventuali negoziati dovranno avvenire nel rispetto della sovranità nazionale e senza interferenze negli affari interni.

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Libano, nuovi attacchi israeliani a Beirut e nel Sud del Paese

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I raid, ha riferito l'agenzia ufficiale Ani, hanno colpito all'alba tre quartieri della città e diverse località nel Sud del Paese. Secondo l'agenzia, aerei israeliani hanno bombardato i quartieri di Kafaat e Haret Hreik, mentre un attacco aereo ha colpito un appartamento in un edificio residenziale a Doha Aramoun, sempre nell'area meridionale. Israele ha confermato le operazioni, affermando di colpire Hezbollah, dopo aver annunciato l'avvio di "operazioni terrestri limitate" nel Sud del Libano.

Gli attacchi israeliani hanno provocato oltre un milione di sfollati dall'inizio del mese, ha reso noto il governo libanese. Le autorità hanno allestito 622 centri di accoglienza, che ospitano più di 130mila persone, mentre centinaia di famiglie risultano ancora accampate nel centro di Beirut e sul lungomare.

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