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Halle Berry regista: è bello raccontare le storie di noi donne

di TMNews venerdì 19 novembre 2021
2' di lettura

Roma 19 nov. (askanews) - "Bruised - Lottare per vivere" è la prima opera da regista di Halle Berry, ma nel film lei offre anche una grandissima interpretazione. "Bruised", dal 24 novembre su Netflix, racconta la storia di una lottatrice che si riprende il potere dentro e fuori dal ring, dopo che tutti l'avevano considerata fuori dai giochi.

Jackie Justice, lottatrice di arti marziali miste, aveva lasciato lo sport in un modo disastroso. Anni dopo, mentre vive un periodo di rabbia e rimorso, è obbligata dal manager e fidanzato interpretato da Adan Canto, a partecipare a un violento incontro clandestino. Qui un promotore di tornei la nota e le promette il ritorno sul ring. Ma sulla sua strada c'è un'altra svolta, perché alla sua porta si presenta Manny, il figlio che aveva abbandonato da neonato.

Berry a proposito del doppio ruolo di regista e interprete dice: "L'intera esperienza conteneva delle difficoltà. Anche la preparazione per diventare una lottatrice, per esempio, è durata due anni. E nello stesso tempo il mio debutto come regista era molto impegnativo. Direi che questa volta era doppiamente difficile".

A proposito del suo personaggio, denigrato anche dal punto di vista fisico all'inizio del film, la regista spiega: "Questo è il bello quando una donna fa un film: possiamo raccontare storie dal nostro punto di vista, ascoltiamo le cose intorno a noi e sappiamo come interpretarle perché sappiamo come ci fanno sentire. Questo è quello che succede quando le donne raccontano le proprie storie, dal loro punto di vista: possiamo cogliere certe cose".

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

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