CATEGORIE

Paura stress povertà voglia di lavoro: cosa lascia la pandemia

di TMNews mercoledì 15 dicembre 2021
2' di lettura

Roma, 15 dic. (askanews) - Paura, pessimismo sul futuro, cautela nella gestione delle spese; un carico di stress e sofferenza psichica socialmente diffuso; nuove sacche di povertà; fenomeni di esclusione digitale; la richiesta di combattere la povertà creando lavoro e non moltiplicando i sussidi, come il Reddito di cittadinanza, e di mettere in campo misure fiscali a beneficio dei bassi redditi. E' la fotografia della società italiana che emerge dal terzo rapporto CENSIS-Tendercapital "Inclusione ed esclusione sociale: cosa ci lascerà la pandemia".

Paura e pessimismo sull'evoluzione della pandemia nei prossimi 12 mesi, dice il dossier, caratterizzano le opinioni dei cittadini, in particolare quelle dei gruppi sociali più vulnerabili. Diretta conseguenza di questo stato d'animo è la cautela nella gestione delle spese, anche in vista delle festività natalizie.

Dall'inizio della pandemia, inoltre, circa 6 italiani su 10 dicono di aver vissuto situazioni di forte stress psicofisico, depressione, ansia e paura indefinita. Un carico di sofferenza psichica socialmente diffuso che ha colpito di più giovani e bassi redditi. La pandemia ha generato anche nuove sacche di povertà: nel 2020 ci sono oltre un milione di nuovi poveri e ad alto rischio nel protrarsi dell'emergenza sono le persone senza risparmi.

Il presidente di Tendercapital, Moreno Zani: "Emergono disparità sociale, nuovi rischi, paure per il futuro: questi sono i temi che gli italiani pongono all'attenzione dopo questa pandemia. Chiedono interventi diversi, tra cui un cosiddetto welfare digitale, un accesso a tutti e soprattutto anche di intervenire dal punto di vista fiscale per far 'pagare' questo costo a coloro che più hanno guadagnato durante questi anni, cioè le grosse aziende Big Tech".

Secondo la ricerca, infatti, il 16,5% degli italiani non è un utente di Internet, ma emerge anche che, se l'Italia ha tenuto nella pandemia, una parte rilevante del merito è stata dei soggetti di welfare: lo Stato innanzitutto, che ha immesso nell'economia reale circa 60 miliardi di euro, ma anche la potente azione ridistributrice delle famiglie, con 9 milioni di anziani che hanno dato sostegno economico a figli e nipoti e 6,8 milioni di giovani che ricevono supporti economici da genitori e nonni.

Per il 92,8% degli italiani, comunque, conclude il dossier, la povertà si combatte in primo luogo creando lavoro e non moltiplicando i sussidi, come il Reddito di cittadinanza, che per la metà degli intervistati spinge le persone a non lavorare. Infine, il 79,3% è convinto che bisogna tassare i grandi patrimoni per finanziare la lotta alla povertà e l'88,8% è favorevole a misure fiscali a beneficio dei bassi redditi.

Giuseppe De Rita, presidente del CENSIS: "Il sistema e modello italiano ha funzionato sempre, familisticamente. Andare in soccorso dei giovani è importante, ma poi i giovani che fanno? La macchina non si riprende, non ritorna a camminare: può camminare soltanto se si dà ai giovani una prospettiva di lavoro, non di sussidio o di bonus. Stiamo ancora a discutere sul Reddito di cittadinanza, che è un aspetto secondario".

tag

Ti potrebbero interessare

Centrosinistra, Salis: spero che Azione apra a dialogo

Genova, 29 apr. (askanews) - "E' un attestato di stima per cui lo ringrazio ma io sono sindaca qua e, visto che io rimarrò qua, spero che lui possa comunque avere un dialogo con il centrosinistra perché qua il nostro campo progressista o campo largo, come volete chiamarlo, sta funzionando bene. Credo che si possa pensare di farlo funzionare anche a livello nazionale". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, commentando le parole di Carlo Calenda che, a margine della presentazione del suo libro a Genova, ha detto che Azione sarebbe pronta ad aprire un dialogo col centrosinistra se la leader sarà lei.

"Devo dire - ha aggiunto Salis - che non è mai mancato l'appoggio di Carlo Calenda e di Azione, come non è mai mancato l'appoggio degli altri leader nazionali e dei partiti che mi sostengono. Azione ha un'assessora bravissima che è Cristina Lodi e sono soddisfatta del rapporto che abbiamo".

A chi le ricordava che Calenda ha messo un veto sul Movimento 5 Stelle a livello nazionale, la sindaca di Genova ha risposto: "Io sono per l'unione, sono per l'unione che sta funzionando qua. Le dinamiche nazionali sono dinamiche nazionali; mi preoccupo di quello che succede a Genova. A Genova stiamo lavorando bene tutti insieme".

TMNews

Calenda: se Salis sarà leader del centrosinistra pronti al dialogo

Genova, 29 apr. (askanews) -"Penso che se il centrosinistra, invece di parlare di primarie, scegliesse una persona che mette insieme la capacità di mediazione, la determinazione e la capacità di parlare un linguaggio che le persone capiscono come Silvia Salis, Azione potrebbe iniziare un dialogo col centrosinistra. Purtroppo questa cosa la vedo piuttosto lontana". Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda, a margine della presentazione del suo libro "Difendere la libertà" al cinema Sivori di Genova.

"È un auspicio nel senso che noi non faremo mai parte di cose che producono primarie governate dai signori delle tessere. Se domani il centrosinistra avrà una botta di coraggio e prova a investire su una figura nuova e dinamica, se Silvia Salis sarà la leader del centrosinistra, noi saremmo disponibili ad aprire un'interlocuzione".

TMNews

Presentati a Roma 337 beni culturali rimpatriati dagli Stati Uniti

Milano, 29 apr. (askanews) - Trecentotrentasette beni culturali trafugati tornano in Italia dagli Stati Uniti. Tra questi una testa in marmo di Alessandro Magno, bronzi da Ercolano e reperti archeologici che vanno dal V secolo avanti Cristo all'età romana.

Le opere, recuperate grazie alla collaborazione tra carabinieri e autorità americane, sono state presentate a Roma dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dall'ambasciatore Usa Tilman J. Fertitta.

"La cultura non si perde, non si dimentica, ma si tutela, si recupera e si restituisce alla collettività", ha dichiarato Giuli.

TMNews

Dopo Londra col frigo in spalla, 32 maratone contro la demenza

Letterkenny, 29 apr. (askanews) - Domenica ha chiuso la maratona di Londra con un frigorifero da 25 chili sulle spalle. Ora Jordan Adams è ripartito per una nuova sfida: 32 maratone in 32 giorni, una per ogni contea d'Irlanda, insieme al fratello Cian.

I due vogliono raccogliere fondi contro la demenza frontotemporale familiare, una forma rara e precoce della malattia che ha provocato la morte di dodici loro parenti irlandesi, tra cui la madre Geraldine. Jordan Adams: "Mia madre Geraldine ha ricevuto la diagnosi nel 2010, a 47 anni, di una rara forma familiare di demenza frontotemporale. Da un giorno all'altro Cian, che aveva 9 anni, io, che ne avevo 15, nostra sorella maggiore e nostro padre siamo diventati i suoi principali caregiver".

A Letterkenny, prima tappa irlandese, Jordan e Cian sono stati accolti da sostenitori, musicisti e runner locali. Uno dei cartelli ricordava l'impresa di Londra: "Non tutti gli eroi portano mantelli, alcuni portano frigoriferi".

"Due anni dopo averla persa, a 52 anni - prosegue Jordan - abbiamo scoperto che anch'io ero portatore della mutazione MAT-T, che mi dà il 99,9% di probabilità di sviluppare la stessa demenza frontotemporale. Cinque anni dopo anche Cian ha fatto il test e ha scoperto di essere portatore. Per questo abbiamo voluto tornare in Irlanda, per continuare questa missione che portiamo avanti da sette-otto anni: sensibilizzare, rendere visibile la demenza, costituire ufficialmente la FTD Brothers Foundation lo scorso anno, e tornare a casa, in Irlanda, dove è cominciata tutta questa devastazione, per onorare i nostri parenti irlandesi e avere un impatto diretto qui sulle persone che vivono con la demenza e sulle loro famiglie".

Cian, fisioterapista, ha seguito anche la preparazione atletica del fratello. La sfida si concluderà a Dublino il 28 maggio.

TMNews