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Ucraina, Fiorentini: rischio stop produzione per impennata costi

di TMNews venerdì 18 marzo 2022
2' di lettura

Torino, 18 mar. (askanews) - Le prospettive per l industria alimentare italiana sono critiche: la guerra in ucraina ha portato i costi dell energia e delle materie prime alle stelle. Una situazione difficile soprattutto per le aziende che hanno al centro della propria produzione i cereali, come Fiorentini, leader nella produzione nazionale di gallette e snack bio dal 1918, la prima ad aver introdotto in Europa la galletta di mais. C'è il rischio di interrompere le linee di produzione.

Luca Perri, responsabile acquisti: "l'Ucraina è un paese produttore ed esportatore di moltissime materie prime che riguardano il mondo dell industria alimentare: l'olio di girasole in primis per cui il paese produce l'80% delle quantità consumate a livello mondiale, ma anche il grano e il mais. Prodotti che nel giro di pochissimo verranno a mancare sul mercato e comporteranno il dirottamento della domanda di chi si approvvigionava in quell area su altri mercati. La materia prima non è sicuramente sufficiente a soddisfare tutti. Pertanto lo scompenso tra domanda e offerta fa sì che il prezzo salga inevitabilmente a livelli insostenibili per l'industria".

C'è un effetto domino su tutta la catena produttiva che avrà riflessi anche su un arco temporale più lungo, spiega Perri: "una mancanza che non è temporanea, ma che si protrarrà almeno per il prossimo anno e mezzo. Poiché per avere la merce disponibile il prossimo autunno bisognerebbe seminare in questi giorni, ma per cause di forza maggiore, è evidente a tutti che per gli ucraini non sarà possibile. Si rischia l'interruzione totale delle produzioni, alcune aziende sono già in difficoltà, specialmente quelle energivore, tra le quali la nostra. Fino a un anno fa un megawattora costava circa 60 euro, dopo lo scoppio della guerra siamo arrivati a picchi di 350. Si tratta di aumenti folli per aziende energivore. Nel nostro piccolo consumiamo 15mila megawattora all anno di energia elettrica. L'aggravio è di diversi milioni di euro. Sono cifre talmente grandi che pesano come macigni sui bilanci aziendali".

Sostituire un ingrediente, significa cambiare la ricetta e quindi ristampare le confezioni. Il governo però ha autorizzato l'applicazione di etichette adesive così da poter usare gli stock di incarti. Simona Fiorentini, direttrice marketing ed export, spiega: "il Mise ha emesso una circolare per aiutare le aziende a superare questo momento di carenza di alcune materie prime, come l'olio di girasole le cui scorte finiranno a breve. Però dal momento che abbiamo molti incarti e imballi già stampati che riportano ingredientistiche diverse, anche contro-etichettare ogni singola confezione ha un costo notevole. E' un intervento che aiuta ma non è risolutivo".

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