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25 anni Conai, Braga (Pd): storia italiana di successo

di TMNews martedì 29 marzo 2022
1' di lettura

Roma, 29 mar. (askanews) - "L'economia circolare è una risposta per fronteggiare il tema della transizione ambientale anche per rendere i nostri modelli produttivi più sostenibili oltre a generare investimenti e lavoro

che restano sul territorio. La storia di Conai e del riciclo della materia è una storia di successo a livello italiano e penso che si debba continuare a lavorare in questa direzione anche con strumenti normarivi e di regolazione adeguati per il pieno sviluppo di tutte le potenzialità che ancora ci sono".

Lo ha evidenziato l'On. Chiara Braga (Pd), intervenuta a "La storia e il ruolo nella transizione ecologica del sistema CONAI - 25 anni di riciclo: Gli scenari della sostenibilità, come è cambiata l'Italia", evento di presentazione del 25ennale di attività del Consorzio nazionale imballaggi.

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Rutte "ha elogiato il Comandante supremo alleato Europa (SACEUR) e tutto il personale alleato coinvolto per i loro sforzi congiunti, che hanno permesso di identificare, tracciare e intercettare con successo il missile balistico iraniano. Questa è una dimostrazione tangibile della capacità dell'Alleanza di difendere le nostre popolazioni contro tutte le minacce, comprese quelle poste dai missili balistici".

La deterrenza e la postura di difesa della Nato rimangono "forti in tutti i settori operativi" fanno sapere dall'Alleanza. "I nostri militari rimangono vigili, e il Comandante supremo alleato Europa (SACEUR) ha adeguato e continuerà ad adeguare la posizione della forza della Nato, quando necessario per garantire la sicurezza di tutti gli alleati. La Nato continua a monitorare la situazione da vicino. Il Segretario Generale della Nato è in contatto regolare con i leader alleati e con i leader dei partner della Nato in tutta la regione" si aggiunge.

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Iran, Marcenaro (Imark): c'è incertezza, ma investire negli Usa paga

Milano, 6 mar. (askanews) - "Sicuramente la guerra sta creando un momento di grandissima incertezza dei mercati, questa è ovvia preoccupazione: abbiamo visto la borsa cosa è accaduto, gli imprenditori iniziano a spaventarsi e, a brevissimo, un grandissimo evento istituzionale con nomi di peso ha registrato cancellazioni. Non si può dire che sia un momento positivo", afferma Roberta Marcenaro Lyon, Ceo di Imark. "Io guardo anche a lungo termine, guardo il Paese degli Stati Uniti come una grande potenza economica che oggi detiene peraltro tutte le tecnologie, stiamo per registrare una salita del 6% nei prossimi sei anni e quindi il problema è un problema di medio termine, come è stato detto, sicuramente tutto si calmerà spero nei prossimi mesi".

A parlarci nei nostri studi askanews è Roberta Marcenaro Lyon, Ceo di Imark, società da lei stessa fondata nel 2008 per sostenere le imprese italiane ed europee interessate a investire negli USA.

Nel 2025, l'Italia ha registrato un +7,2% di crescita delle esportazioni, ci spiega, grazie a un "over-order" post-elezioni USA, con euforia negli ordinativi. Il vero impatto arriverà nel 2026, con reticenza dei mercati e calo delle esportazioni, ma non ovunque: alcuni settori crescono ancora, sottolinea. Si tratta di una valutazione di breve termine. Sul lungo periodo, aggiunge Marcenaro "l'America crescerà più del 6% entro 2040, più 10% entro 2050", trainata da tecnologie come l'AI, detenute solo da USA e Cina.

"Sempre e comunque, da quando l'America è nata, i rapporti transatlantici sono estremamente positivi, lo sappiamo. La politica Meloni - Trump, va a braccetto, il nostro ambasciatore americano a Roma, Tilman J. Fertitta sta facendo un grande lavoro proprio di politica e di consolidamento, quindi di vicinanza; gli imprenditori, le grandi aziende lo sanno; non si sono fermati i settori forti - quelli che io chiamo 'hard' - della grande produzione metallica, della grande produzione meccanica. Ripeto: le aziende vanno avanti, a parte la flessione di qualche settore: sono solo quattro in realtà. Tutto si sta muovendo bene, quindi ripeto, è un momento di instabilità e di incertezza e l'incertezza crea sempre un freno economico, ma sul resto stiamo andando molto bene".

Per gli italiani, gli Stati Uniti d'America sono "vitali", dice Marcenaro: per la vicinanza filosofica e culturale. "Ci sono 250 milioni di italo-americani o di seconda, terza, quarta generazione, che si sentono italiani pur non parlando una parola di italiano". Questa comunità compra made in Italy. La Ceo poi scherzando sulle sue origini genovesi ricorda che è stato "Colombo a scoprire l'America". Questa affinità culturale si riflette in politica e strategia industriale. Con l'accelerazione dell'AI, "l'uomo diventerà sempre più centrale", con un DNA immutabile: per questo, Marcenaro insiste sullo storytelling. "Anche se fai un prodotto industriale - dice - alla fine devi raccontare che tu sei la quarta, quinta, sesta generazione a farlo".

"New York l'hanno costruita gli italiani, stiamo guardando oggi a grandi progetti dove c'è sempre bene o male un architetto, un ingegnere italiano. Adesso il tema della mia grande Italia Design Week - che si terrà tra due settimane - è la rigenerazione, porteremo il grande architetto Mario Cucinella, grandi nomi con il loro know-how all'interno di una New York, una Austin, una Las Vegas dove c'è sempre un nome italiano. I grandi architetti, i grandi ingegneri verranno proprio a Washington tra due settimane, tra l'altro accompagnati dal ministro Alessandro Giuli: siamo contenti di accoglierlo nella nostra casa, la casa dell'ambasciatore a Washington DC Marco Peronaci e racconteranno come l'architettura e l'ingegneria si stia rigenerando. Ecco che torna all'uomo, stiamo andando verso un mondo dove la rigenerazione è fondamentale ma l'uomo diventa focale e quindi dobbiamo proteggere questo ambiente attraverso le politiche. Questo ci riporta però alla vicinanza America-Italia, riprodurre progetti milanesi nel centro di grandi città americane per insegnare ancora una volta che gli italiani sono lungimiranti, sono creativi e hanno sempre la soluzione pronta per questa bella America che però poi paga, e paga bene", chiosa Marcenaro.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio askanews

Immagini askanews, archivio, afp, Imark

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Parità retributiva, ecco le nuove regole per aziende e lavoratori

Roma, 6 mar. (askanews) - "Trasparenza salariale e parità di genere nell'impresa" è il titolo del volume, curato da Ciro Cafiero ed edito da Lefebvre Giuffrè, presentato oggi alla Camera dei Deputati. Il libro, tra i vari temi affrontati, analizza le più importanti direttive comunitarie in materia di sostenibilità, a cui le imprese e le organizzazioni saranno obbligate ad adeguarsi in Italia entro il 2028, a partire dalla direttiva 970/2023 'Pay Transparency', che deve essere recepita in Italia entro il 7 giugno prossimo, per abbattere il divario retributivo tra uomini e donne.

"Il problema della differenza salariale oggi è ancora grave: le donne guadagnano in Europa, così come in Italia, circa il 12% in meno degli uomini. Questo si riflette anche su una disparità previdenziale con pensioni oggi troppo basse. L'età pensionabile che va allungandosi è un problema che dobbiamo fronteggiare con grandissima attenzione e la direttiva 'Pay Transparency' fa assolutamente questo", ha affermato l'avvocato Cafiero.

Su questo aspetto il legislatore ha un ruolo importante. "Rispetto alla Pay Transparency al legislatore possiamo chiedere di adeguarsi correttamente ai paradigmi che la direttiva europea traccia e che sono quelli giusti, valorizzando il ruolo delle nostre parti sociali, della contrattazione collettiva, che sono il perno delle dinamiche retributive nel nostro Paese e che già hanno fatto tanti passi in avanti nel corso del tempo", ha spiegato Cafiero.

La trasparenza salariale e la parità di genere sono due principi presenti da tempo all'interno della casa editrice Lefebvre Giuffrè.

"Noi in particolare come Lefebvre Giuffrè, stiamo compiendo questo cammino da tantissimo tempo. Oggi oltre il 48% delle posizioni apicali o comunque di responsabilità di una o più unità produttive sono gestite da donne, perché un'impresa moderna la trasparenza non la teme, ma la sceglie", ha sottolineato Antonio Delfino, Direttore Relazioni Esterne e Istituzionali di Lefebvre Giuffrè.

Alla presentazione del volume ha partecipato tra gli altri anche la deputata di Azione, Elena Bonetti, presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, che ha sottolineato come l'occasione del recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale possa essere un'occasione per fare un passo avanti.

"Il nostro Paese ha già una legge sulla parità salariale, ma soprattutto ha il grande strumento innovativo della certificazione per la parità di genere: bisogna insistere e rafforzare questi strumenti e non tornare a forme di monitoraggio che alla fine non vanno a incidere nei processi fattivi del mondo del lavoro", ha detto Bonetti.

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