CATEGORIE

Ue, Letta: è maturo il tempo per l'Europa della difesa

di TMNews lunedì 4 aprile 2022
2' di lettura

Roma, 4 apr. (askanews) - All'Unione Europea serve una politica di difesa e sicurezza comune, e serve una capacità di reazione rapida di fronte alle crisi internazionali per cui è necessario eliminare il vincolo della decisione all'unanimità e il conseguente diritto di veto. Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, in un webinar organizzato da Piero Fassino trasmesso sui suoi social e quelli di Askanews, in cui si dialoga sulle questioni di politica estera.

"Quanto è capitato in questi 20 anni, quanto sta succedendo oggi, e la prospettiva che abbiamo davanti, ci pone un grande obiettivo da perseguire, finora enunciato a parole ma non portato avanti coi fatti. L'Europa della sicurezza e della difesa. Credo sia il maturo il tempo per fare un'Europa della Difesa e della Sicurezza". Una necessità "non per sfiducia negli Usa, ma perchè la gamba europea della sicurezza transatlantica deve avere una sua capacità. Anche perchè le tragedie capitano vicino a casa nostra, non alle porte di casa degli Usa. Gli ambiti di conflitto e di tensione sono tutti intorno al Mediterraneo, ai Balcani, l'Africa del Nord, tutti a poche ore di distanza da casa nostra. Attorno a noi la tensione e le conflittualità sono ovunque e vicine. C'è un'interesse fondamentale di costruire l'Europa della Sicurezza della Difesa e deve andare a tutt'altra velocità rispetto a quanto accaduto in passato. Dobbiamo fare passi avanti rapidi".

"Pongo l'attenzione su una questione di regole: dobbiamo uscire con la consapevolezza che l'europa deve risolvere i problemi istituzionali che ha, e cioè l'unanimità e il diritto di veto. Questa vicenda ci insegna che siamo di fronte a un mondo nel quale la brutalità degli interventi militari usati come strumento di regolazione dei conflitti, l'opposto del nostro articolo 11, obbliga l'Europa ad avere una capacità di reazione che comincia dall'essere uniti, dall'avere delle regole che consentano reazioni rapide, forti ed efficaci".

"Dobbiamo mettere in campo il giorno della chiusura della conferenza sul futuro dell'Europa, il 9 maggio, una convenzione sul futuro dell'Europa, per fare il salto verso l'Unione politica europea".

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews