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"Vetro", un thriller psicologico tra Hitchcock e claustrofobia

di TMNews mercoledì 6 aprile 2022
2' di lettura

Roma, 6 apr. (askanews) - Presentato in anteprima al Bifest, Bari International Film Festival, arriva al cinema dal 7 aprile "Vetro", thriller psicologico e opera prima di Domenico Croce, premiato con il David di Donatello 2021 per il corto "Anne".

Una ragazza misteriosa che vive da tempo rinchiusa nella sua stanza dove può entrare solo il cane da una porticina. Il padre resta fuori da quel suo piccolo mondo. Unici contatti con l'esterno sono la finestra, attraverso cui vede una donna in pericolo e vorrebbe aiutarla, e un ragazzo che conosce online con cui entra in intimità. Ma tutto è diverso da quello che sembra. Un film di genere ispirato a Hitchcock, in particolare a "La finestra sul cortile", spiega il regista, in parte influenzato dalla chiusura forzata della pandemia.

Domenico Croce: "Tuttavia il film è molto concentrato sull'intimità della protagonista e sull'aspetto psicologico, con influenze da Aronofsky, dal cinema di Fincher, dall'animazione e tantissimo dal cinema orientale". "Da questa situazione di claustrofobia e chiusura è inconscia una volontà di riscoprirsi e ritrovare se stessi, il vetro ha sempre rappresentato quel medium trasparente attraverso cui ci arrivano filtrate mille informazioni, il vetro di un pc o di una finestra, ma come film di mistero e nel voler creare confusione mi sono divertito a spargere oggetti di vetro per far chiedere allo spettatore: forse è questo il vetro di cui si parla?".

Per la protagonista, la giovane Carolina Sala, è stata una dura prova da attrice: "È stata la prova più totalizzante, ero presente sempre, è stata impegnativa psicologicamente e fisicamente, dopo il lockdown è stato però anche un po' qualcosa di catartico, come un rivivere un certo tipo di chiusura".

La sua interpretazione è stata anche premiata con una menzione speciale a Bari.

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