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Proteste in Cina, bambini con il Covid separati dai genitori

di TMNews giovedì 7 aprile 2022
1' di lettura

Roma, 7 apr. (askanews) - La Cina è alle prese con il più alto numero giornaliero di contagi da inizio pandemia, in particolare a Shanghai, grande cuore finanziario del Paese.

Gli abitanti vengono sottoposti a test di massa, la maggior parte dei nuovi casi sono asintomatici ma la politica "zero Covid" adottatata dall'inizio in Cina è rigida: chi è positivo viene isolato. Il protocollo prevede anche la separazione di neonati e bambini dai genitori che risultano negativi, una politica che angoscia le famiglie.

Qui si vedono bambini e ragazzi isolati che studiano da soli a distanza all'interno di unità di quarantena e fanno la fila per sottoporsi ai tamponi. Le autorità però, dopo le proteste di molte famiglie hanno precisato:

1.05-1.23 "Per i bambini con esigenze speciali stiamo accettando domande volontarie da parte dei loro tutori che, con una piena conoscenza dei potenziali rischi per la salute, possono accompagnare i loro figli dopo aver firmato una lettera di notifica e impegno", ha spiegato Wu Qianyu, ispettrice di primo grado della Commissione Sanitaria Municipale di Shanghai .

1.24-1.34 "Per i bambini i cui membri della famiglia sono infetti, ammetteremo entrambi i genitori, in modo che i bambini ricevano cure migliori" ha aggiunto specificando che si stanno preparando unità di quarantena solo per bambini che richiedono cure più attente e precise.

A Shanghai c'è comunque malcontento. Da giorni la città è in lockdown, doveva essere un blocco temporaneo ma non si sa ancora per quanto la misura sarà prorogata. E anche l'economia ne sta risentendo.

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Il brano, scritto e prodotto da Danilo Amerio, nasce da una storia realmente accaduta: quella di una bambina che, ignara dell'accaduto, perde il padre ucciso in servizio e si presenta dal comandante chiedendo dove sia finito, convinta che qualcuno possa ancora richiamarlo a casa. Un episodio autentico, tanto drammatico quanto umano, che Amerio e Mengoli trasformano in una ballad intensa, essenziale e profondamente italiana.

La canzone si apre con lo sguardo della bambina, descritto con delicatezza e realismo: otto anni, forse meno, un berretto troppo grande e la capacità istintiva di "aspettare come solo i figli di chi parte sanno fare". Il dialogo con il comandante è lacerante nella sua innocenza: "Comandante papà oggi non è a casa. Se lo chiama lei magari gli risponde." Parole che diventano un crollo emotivo, un dolore che nessuna divisa prepara ad affrontare.

Il coro dei bambini, presente nei passaggi più toccanti, diventa la voce universale di chi ha perso un padre, un riferimento, una guida: "Ciao papà dove sei, perché hai preso il volo lasciando il vuoto "

Il brano non si limita a raccontare un evento: lo trasforma in una testimonianza, in un atto di memoria e rispetto verso le famiglie dei servitori dello Stato che affrontano sacrifici enormi, spesso invisibili agli occhi del mondo.

La collaborazione tra Danilo Amerio e Paolo Mengoli dà forza alla narrazione. Le loro voci si alternano come due prospettive della stessa ferita: quella dell'uomo che osserva la bambina e non trova parole; quella dell'adulto che porta il peso di ciò che resta non detto.

"Papà dove sei" è una ballad costruita senza artifici, lasciando spazio alla verità della storia: archi, pianoforte, voci pulite, una produzione asciutta che privilegia emozione e ascolto.

La canzone diventa così un omaggio ai padri che non ci sono più, alle famiglie che restano, ai bambini che aspettano risposte, e a tutti coloro che servono il Paese tra sacrifici e silenzi.

TMNews