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Serie "Le fate ignoranti", Ozpetek: oggi la gente capisce di più

di TMNews sabato 9 aprile 2022
2' di lettura

Roma, 9 apr. (askanews) - A 20 anni dal grande successo del suo film Ferzan Ozpetek realizza la serie "Le Fate Ignoranti", in otto episodi, dal 13 aprile in streaming su Disney+. Protagonisti questa volta Cristiana Capotondi, Eduardo Scarpetta e Luca Argentero. Lei dopo la morte del marito scopre che quest'ultimo aveva una relazione con un giovane uomo. Questa donna borghese e rigida, entra in contatto con il ragazzo e con la sua cerchia di amici eccentrici interpretati da Ambra Angiolini e Anna Ferzetti, una coppia lesbica, Paola Minaccioni, Filippo Scicchitano, Edoardo Purgatori, Edoardo Siravo, Lilith Primavera, Serra Yilmaz.

Venti anni fa quel film portò sullo schermo una famiglia allargata insolita, oggi siamo nell'era dell'inclusività e della fluidità di genere. A questo proposito il regista dice.

"E' cambiato molto oggi, nel bene e nel male, nel senso che forse 21 anni fa era una novità assoluta e che tutti ne parlavano quando uscì il film, è stato un effetto pazzesco. Uscì il film a fine marzo, è durato otto mesi nelle sale, tutti ne parlavano, ha cambiato veramente lo sguardo degli italiani.

"C'è stato poi un momento di grande chiusura, parlo dal 2000 ad oggi, c'è stato un passaggio, si sta riaprendo un po', la gente capisce un po' di più. Io racconto una storia di persone, non deve essere per forza la famiglia allargata, può essere anche una famiglia tradizionale, ma è importante il rapporto che hanno tra di loro. L'importante è quello di sentirsi meno soli. Io quando vedevo la serie ho guardato tutte le otto puntate insieme e ho detto: ma io voglio stare lì, voglio stare con loro, e questo conta molto".

A proposito del raffronto tra il film e l'Italia di 20 anni fa e quella che oggi vedrà la serie, Capotondi e Scarpetta dicono: "Credo che abbia fatto molto a livello sociale. Oggi, lo rivediamo dopo 20 anni, il mondo è sicuramente più tutelato, siamo andati verso maggiori tutele, certamente, però abbiamo forse rinunciato ad un principio di libertà. E soprattutto le fate, che sono ignoranti, oggi devono stare attente a parlare le fate, perché c'è il politicamente corretto: statte accuort'".

"Quello che mi auguro che possa accadere adesso è che ti venga voglia di stare su quella terrazza, di pranzare insieme a queste persone, di condividere insieme a queste persone e quindi, genericamente, la voglia di ritornare ad abbracciarci e stare uniti piuttosto che allontanarci, come sta accadendo".

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