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Macron svela le ambiguità e attacca Le Pen "erede del padre"

di TMNews venerdì 22 aprile 2022
1' di lettura

Roma, 22 apr. (askanews) - Il presidente francese e candidato al ballottaggio di domenica, Emmanuel Macron, attacca la sfidante Marine Le Pen in un'intervista a France Inter, accusandola di avanzare dietro una maschera e di nutrirsi dei problemi che lui non è riuscito a risolvere.

"Ciò che stiamo vivendo è che milioni di nostri compatrioti sono andati verso il suo partito e il suo progetto. Perché? Perché lei ha dato l'impressione di avere una risposta ai problemi del potere d'acquisto, che è un problema vero, spero che ci torneremo, ma credo di poter dimostrare che le sue risposte non sono praticabili, pertanto c'è un'ambiguità che è stata creata. Penso che i fondamenti dell'estrema destra siano qui. Dopo tutto, lei è riuscita ad avanzare dietro una maschera mettendo l'accento su altri problemi".

"(Le Pen) si nutre anche di quello che non siamo riusciti a fare, delle cose che io stesso non sono riuscito a fare, e cioé a placare certa rabbia, a rispondere in modo sufficientemente veloce alle richieste e in particolare a riuscire a dare prospettive di miglioramento e sicurezza al ceto medio e alle classi lavoratrici francesi", ha aggiunto.

"La signora Le Pen è l'erede di suo padre, di un partito, di un'ideologia che si è anche basata su molto anti-semitismo", ha attaccato Macron.

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La canzone si apre con lo sguardo della bambina, descritto con delicatezza e realismo: otto anni, forse meno, un berretto troppo grande e la capacità istintiva di "aspettare come solo i figli di chi parte sanno fare". Il dialogo con il comandante è lacerante nella sua innocenza: "Comandante papà oggi non è a casa. Se lo chiama lei magari gli risponde." Parole che diventano un crollo emotivo, un dolore che nessuna divisa prepara ad affrontare.

Il coro dei bambini, presente nei passaggi più toccanti, diventa la voce universale di chi ha perso un padre, un riferimento, una guida: "Ciao papà dove sei, perché hai preso il volo lasciando il vuoto "

Il brano non si limita a raccontare un evento: lo trasforma in una testimonianza, in un atto di memoria e rispetto verso le famiglie dei servitori dello Stato che affrontano sacrifici enormi, spesso invisibili agli occhi del mondo.

La collaborazione tra Danilo Amerio e Paolo Mengoli dà forza alla narrazione. Le loro voci si alternano come due prospettive della stessa ferita: quella dell'uomo che osserva la bambina e non trova parole; quella dell'adulto che porta il peso di ciò che resta non detto.

"Papà dove sei" è una ballad costruita senza artifici, lasciando spazio alla verità della storia: archi, pianoforte, voci pulite, una produzione asciutta che privilegia emozione e ascolto.

La canzone diventa così un omaggio ai padri che non ci sono più, alle famiglie che restano, ai bambini che aspettano risposte, e a tutti coloro che servono il Paese tra sacrifici e silenzi.

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