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"Koza nostra", la mafia è da ridere, con la star ucraina Vitovska

di TMNews martedì 26 aprile 2022
2' di lettura

Roma, 27 apr. (askanews) - Irma Vitovska è un'attrice popolarissima in Ucraina ed è l'irresistibile protagonista del film italiano "Koza nostra", diretto da Giovanni Dota, nei cinema dal 5 maggio. In questa divertente commedia interpreta una donna ucraina piena di vita che lascia il suo villaggio per venire in Italia dalla figlia. Quest'ultima però non sopporta la sua invadenza e la mette alla porta. Ma Vlada non si scoraggia e finisce a fare la governante per una famiglia mafiosa un po' sgangherata. E ne diventerà una figura centrale.

Il regista racconta: "Mi hanno mostrato il provino di certe attrici popolari in patria e lì è nato un innamoramento divino per Irma perché mi sembrava la persona che meglio aderiva ai comportamenti di Vlada. Lei è un uragano nel film ma lo è anche fuori dal set e questa cosa era lampante".

L'attrice spiega che quel personaggio, forte, risoluto, vitale, ha dei tratti tipici delle donne del suo Paese. "E' uguale a mia nonna. Quelle sono le caratteristiche principali delle donne ucraine, siccome abbiamo questa storia turbolenta, di cambiamenti di sistema, la donna è sempre avanti. Scusate uomini, ma la donna è sempre più forte, anche se per colpa di questa guerra abbiamo visto anche quanto sono forti i nostri uomini".

Irma Vitovska in questi due mesi è passata dai set e dalle copertine dei giornali all'impegno quotidiano per cercare di salvare donne e bambini del suo Paese.

"La mia vita è totalmente cambiata, adesso come attrice ho pochissime possibilità, sì registriamo qualcosa, facciamo qualche collaborazione on line, però dentro mi sento chiusa. Dall'inizio della guerra ho pianto solo due volte: dopo i terribili eventi di Bucha e Ostomel, quando ho visto i bambini morti, e poi quando è caduto il teatro di Mariupol. Ma il resto del tempo sono mobilitata, devo essere forte e aiutare la gente. E dopo la guerra diventerò un'attrice ancora più brava di prima".

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Roma, 13 mar. (askanews) - Un marinaio a bordo di una petroliera per il trasporto di GPL nel Golfo, appena a nord di Dubai, dice di sentirsi in pericolo di vita, essendo bloccato sulla nave e impossibilitato ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Wang Shang, 32enne di origini cinesi, racconta ad Afp:

"Attualmente mi trovo a circa 30 miglia nautiche a nord di Dubai, nel Golfo Persico", dice Wang.

"Sì, siamo già bloccati qui da due settimane", conferma.

"La maggior parte dell'equipaggio di questa nave è filippino. Attualmente, ci sono solo due membri dell'equipaggio cinesi, insieme ad alcuni indonesiani", rivela.

"Attenzione a tutte le navi, qui Marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Per vostra informazione, ogni navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è vietata da ora in poi- è stato l'annuncio della Marina iraniana, come si sente da una radio di bordo, le cui riprese sono state fatte da Wang il 28 febbraio, giorno dello scoppio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran -".

"È vero che navi battenti bandiera cinese operano nella zona, ma devono soddisfare determinate condizioni - spiega, sottolineando che non è ovvio che tutte passino senza difficoltà - A quanto ne so, possono trasportare merci iraniane e devono presentare dichiarazioni preventive al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche".

Wang ha chiesto che il nome della sua imbarcazione non venisse reso noto, ma i siti di monitoraggio del traffico marittimo indicano che si trova vicino a una nave in difficoltà, la Source Blessing, una portacontainer battente bandiera liberiana con scafo nero, come si vede nelle immagini di Wang, che pubblica video su Douyin, la versione cinese di TikTok.

"La Source Blessing, ha preso fuoco dopo essere stata colpita da schegge giovedì (12 marzo, ndr), secondo gli armatori (la tedesca Hapag-Lloyd). Sono preoccupato perché ieri la sala macchine di una nave è stata colpita da un drone iraniano a sole due miglia nautiche dalla mia imbarcazione, ovvero a circa 3.600 metri, il che è molto vicino", aggiunge.

"Dopo essere stata colpita in sala macchine, sia il motore principale che il generatore sono stati danneggiati. Fortunatamente, nessuno a bordo è rimasto ferito - afferma, sottolineando - dato che tutti i membri dell'equipaggio erano di nazionalità cinese, ero piuttosto preoccupato. Ogni giorno a bordo della nave vedo lanci di missili e sento esplosioni, il che mi fa sentire in pericolo".

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Sirene antiaeree risuonano a Tel Aviv per allarme missili iraniani

Tel Aviv, 13 mar. (askanews) - Le sirene antiaeree risuonano a Tel Aviv, in Israele, dopo l'allarme lanciato dall'esercito per il presunto lancio di missili dall'Iran. Sono state udite diverse esplosioni, secondo quanto riportato da giornalisti di Afp sul posto.

"Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", ha dichiarato l'esercito israeliano.

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Attacco a base italiana a Erbil, il racconto del colonnello Pizzotti

Erbil (Iraq), 13 mar. (askanews) - Nella notte fra l'11 e il 12 marzo un attacco con un drone (alle 00.40 ora locale) ha colpito la sede dell'Italian National Contingent Command Land a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il racconto di quella notte nelle parole del colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente nazionale della missione "Prima Parthica" a Erbil.

"Già a partire dalle 20.30, il contingente italiano era stato attivato dalle forze della coalizione per un allarme di minaccia aerea e i militari italiani presenti all'interno della base, seguendo le procedure di sicurezza previste, avevano raggiunto le zone protette assegnate, caratterizzate dalle cosiddette fortificazioni difensive bunker. Il drone andava a impattare all'interno della base, provocando danni ad infrastrutture e materiali, al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone", spiega il Colonnello Pizzotti.

"Dal momento dell'incidente, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente" aggiunge, Pizzotti raccontando poi la situazione attuale nella base. "Il morale, nonostante la stanchezza, rimane alto - dice - Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni, tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità".

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