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Libano, gen. Stecca: modello Unifil di successo, italiani amati

di TMNews mercoledì 11 maggio 2022
2' di lettura

Shama (Libano), 11 mag. (askanews) - "Il modello Unifil è vincente, prova ne sia che da 16 anni - da quando Unifil è stata schierata in questo territorio dal 2006 - non ci sono state più guerre, se non sporadici momenti di tensione, di crisi, di escalation. Ma sono stati fatti rientrare molto velocemente e sapientemente da chi ci si è trovato. È un modello che funziona". Così in una intervista ad askanews il generale di brigata Massimiliano Stecca, comandante della sector west di Unifil, la missione di peacekeeping in Libano, traccia un bilancio della missione dei caschi blu italiani.

"Se i caschi blu di Unifil sono assolutamente apprezzati - sottolinea il comandante - gli italiani sono amati perché abbiamo un approccio al peacekeeping che è vincente. È un approccio che si basa sulla tradizionale empatia, sulla capacità di ascolto, sulla capacità di sentire, su una comunione di intenti e su un modo di vedere e sentire le cose che è lo stesso dei libanesi. Qui è come giocare in casa per noi".

"Fin da quando un italiano arriva nel settore di nostra competenza si sente a casa - continua - sente una comunanza di intenti, una vicinanza nello spirito e nelle mente con i libanesi per cui è veramente facile fare il nostro lavoro. Ne vedi gli effetti giorno dopo giorno: nel parlare con la gente, nel vedere i bambini sorriderti, nel vedere la gente che quando si accorge che sei italiano cambia immediatamente atteggiamento, non che sia ostile nei confronti dei peacekeepers, anzi è assolutamente favorevole, ma quando si accorgono che sei italiano gli si accende come una scintilla dentro. Ci sentono come parte del loro paese e della loro società".

"Siamo i pompieri di questa tregua: siamo i controllori e i pompieri". Il generale di Brigata Massimiliano Stecca, comandante della sector west di Unifil, la missione di peacekeeping in Libano, traccia un bilancio della missione dei caschi blu italiani".

"Monitoriamo che il cessate-il-fuoco in atto tra Israele e Libano continui a rimanere la costante della vita quotidiana - sottolinea il comandante - e laddove il fuoco che cova sempre sotto la cenere divampi, siamo anche i pompieri in grado di spegnerlo. La nostra è una presenza e una vigilanza continua, non solo della Blue Line, la linea di demarcazione tra Israele e Libano - prosegue - ma dell'intero settore in cui siamo schierati, cioè tutta la zona a sud del fiume Litani e la Blu Line. Lo facciamo attraverso pattuglie, posti di osservazione permanenti e temporanei nell'intera area di responsabilità, con un focus su questo organismo vivente e in continua evoluzione che è la Blue Line".

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