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Confcooperative: Comunità energetiche per difendere i territori

di TMNews venerdì 13 maggio 2022
3' di lettura

Milano, 13 mag. (askanews) - Puntare sulle Comunità energetiche rinnovabili come miglior difesa dei territori contro i rischi degli shock energetici generati dalle distorsioni del mercato e dai conflitti geopolitici. E' questo il mood emerso dal confronto nella sessione pubblica dell'assemblea nazionale di Confcooperative Consumo e Utenza, dedicata in particolare ai temi dell energia. "Dobbiamo partire proprio dalle comunità - ha spiegato Roberto Savini, presidente di Confcooperative Consumo e Utenza, riconfermato nel mandato, proprio nel corso dell assemblea della federazione, anche per il prossimo quadriennio - Comunità energetica è una definizione fatta di due parole: comunità ed energia . Noi dobbiamo partire da lì se vogliamo risolvere i problemi che derivano da una energia importata e non auto-prodotta sul territorio. Dobbiamo partire da fare comunità e poi dopo che abbiamo fatto le comunità fare energia. Questi sono i due punti fondamentali da realizzare e crediamo che ciò sia possibile solo attraverso la radicazione nei territori di questo argomento".

Il mondo della cooperazione si muove sulle tematiche energetiche sia con la forza di una esperienza di lungo periodo -basti pensare al ruolo rilevante svolto tuttora dalle Cooperative elettriche storiche- sia con la lungimiranza di una visione progettuale. Sulle Comunità energetiche, infatti, Confcooperative ha avviato un lavoro di analisi sui territori già da alcuni anni, dalle prime indicazioni dettate della direttiva europea in materia. "Abbiamo creato dei modelli - ha confermato Savini - perché prima di tutto dobbiamo sviluppare dei prototipi. Siamo in stretto contatto con Rse, Ricerca di sistema energetico, e già in alcune situazioni grazie alla loro collaborazione, abbiamo avuto dei modelli funzionanti. Questi sono modelli piccoli; noi ora abbiamo bisogno di estenderli puntando a fare dei modelli di comunità che associno cittadini ma anche imprese per far sì che l'energia sia prodotta sul territorio e non debba essere importata".

"Le comunità energetiche rinnovabili rispondono a bisogni individuati dai propri membri e rispondono chiaramente a quelle che sono le caratteristiche sito-specifiche delle realtà coinvolte in queste iniziative - ha spiegato poi Fabio Armanasco, intervenuto nel corso dell assemblea di Confcooperative Consumo e Utenza - le analisi di Rse, Ricerca di sistema energetico, hanno dimostrato come sono tre i principali modelli costitutivi. Il primo modello, public driven, che vede la partecipazione dell'amministrazione pubblica. Il secondo modello che risponde ad esigenze di carattere sociale: un esempio virtuoso è la comunità energetica rinnovabile di san Giovanni Teduccio Napoli. Il terzo modello invece che vede il protagonismo della piccola media impresa: sono quindi schemi di attivazione industry-driven. Tutti e tre questi modelli rispondono però ha un senso comune: quello di comunità".

Per il mondo cooperativo le Comunità energetiche rinnovabili si configurano dunque come un modello intrinsecamente coerente con i valori della cooperazione. "Non ci sono dubbi sul fatto che oggi per salute, clima, prezzi, e indipendenza strategica l'Italia debba accelerare sulle comunità energetiche che è una modalità in cui consumatori diventano prosumer, sono più partecipativi, sono più generativi: quindi un modo per aumentare la felicità collettiva - ha sottolineato Leonardo Becchetti, economista e docente all'Università di Tor Vergata, tra i partecipanti del panel di discussione che si è svolto durante l assemblea - E questo è molto più facile che lo possano fare imprese che non guardano solo al massimo profitto senza preoccuparsi gli effetti esterni sociali ambientali negativi, ma imprese che hanno una forma cooperativa che quindi nascono naturalmente per soddisfare gli interessi dei degli stakeholder e tra questi anche i consumatori che hanno un problema serio con le loro bollette".

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Non solo rombo di motori: Imola è alta cucina, storia e innovazione

Imola, 17 apr. (askanews) -

Internazionale ma profondamente italiana, Imola si definisce "Romagna per tradizione" pur appartenendo alla città metropolitana di Bologna. I suoi piatti emblema sono il garganello, la tagliatella e altre specialità della cucina emiliano-romagnola. Per gli appassionati di motori, è soprattutto l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, sinonimo di velocità, leggenda e cavallino rampante: un tracciato tecnico e impegnativo, con curve insidiose e rettilinei ad alta velocità che sfidano i piloti più esperti. Askanews è salita su un bolide e può testimoniale che davvero l'emozione è forte.

L'Autodromo ospita non solo la Formula 1, ma anche motorsport, eventi di business, WEC (Fia World Endurance Championship), driving experience e visite guidate.

Il sindaco Marco Panieri la descrive così: "Imola, una città di 70.000 abitanti che unisce l'Emilia e la Romagna attraverso quel trattino, quel trattino che corre lungo la via Emilia ma che porta imprese, storia e tantissima passione anche di motorsport. Una città che ha oltre 50.000 alberi, una città longeva, che ha una qualità della vita alta, con servizi molto alti, ha anche prezzi e comunque un valore economico inferiore rispetto a tante capitali o tante città del nostro territorio anche a livello europeo" afferma.

Lo incontriamo al Callegherie Osteria, ristorante curato dall'architetto Franco Rosignolo, che ne ha creato un gemello a New York. Situato nel centro storico lungo l'omonima via, un tempo costellata da botteghe dei conciapelle, dal latino 'callegarius', il locale è una tappa per l'alta cucina. Ma c'è anche il rinomato pasticcere Sebastiano Caridi che ha aperto il suo terzo punto vendita a Imola nell'autunno 2024, negli storici locali dell'ex Caffè Bacchilega in Piazza Giacomo Matteotti.

Pochi passi e si entra nel palazzo comunale, dalle sale sontuose. Come anche quelle di palazzo Tozzoni, luogo che ha una storia d'amore disperata da raccontare.

Ci si muove facilmente non a caso Imola è soprannominata la "città dei 15 minuti" per la vicinanza di tutto, incluso l'Autodromo. "Uno dei grandi progetti da scoprire sicuramente, oltre all'autodromo di Enzo e Dino Ferrari, è l'Osservanza, un parco molto interessante nel cuore della città ma anche questa distanza tra la stazione e l'autodromo. In 1500 metri troviamo la stazione, il centro storico, l'Osservanza e appunto l'autodromo. Prossimità scolastica, prossimità legata anche ai servizi sociosanitari molto importanti sui territori ma anche una forte vocazione di impresa. Una culla della cooperazione che ha anche manifattura, agricoltura e che sa rappresentare tantissima innovazione". Per Panieri la vocazione ingegneristica è un punto identitario di Imola, fin dai tempi in cui Leonardo da Vinci ne disegnò con precisione la mappa. Il primo cittadino collega questo al motorsport, all'aeronautica e all'aerospazio, ricordando quando l'astronauta Walter Villadei è venuto a Imola a condividere la sua esperienza; o FIB3R: l'impianto che ricicla la fibra di carbonio e favorisce la transizione ecologica, merito di una collaborazione con l'università e il gruppo Hera. E aggiunge: "Prima il carbonio era un rifiuto, oggi invece per noi il rifiuto non è più un rifiuto, è un'opportunità e quindi la nuova vita del carbonio in questo progetto che ad esempio rigenera quella parte che in tante auto, in tante auto del motorsport, ma anche negli aerei si trova e che quindi ritrova una vita anche all'interno della pista o magari nello spazio".

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandra Franco

Immagini askanews

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Papa Leone XIV a Douala, Messa all'aperto davanti a 120 mila fedeli

Douala, (askanews) - Una folla festante si è radunata a Douala, in Camerun, per la grande messa all'aperto celebrata da Papa Leone XIV sulla spianata dello stadio Japoma, l'appuntamento più partecipato della sua visita nel Paese. Secondo il Vaticano, sulla base dei dati forniti dalle autorità locali, i presenti sono stati oltre 120 mila.

Tra caldo soffocante, cori, danze e preghiere, molti fedeli hanno affrontato lunghi viaggi o sono arrivati già nella notte pur di vedere il pontefice. La tappa di Douala arriva in un viaggio segnato dai richiami del Papa alla pace e dalle tensioni verbali con Donald Trump dopo le sue prese di posizione sulla guerra in Medio Oriente.

Nel Paese, dove i cattolici sono più di un terzo della popolazione, la visita di Leone XIV ha richiamato una partecipazione enorme e un clima di forte coinvolgimento popolare. Durante il soggiorno in Camerun il Papa ha chiesto ai leader del Paese di contrastare corruzione e abusi, e ha invitato i fedeli a respingere violenza e sopraffazione.

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Guterres alla Corte dell'Aja: violazioni diritto sotto i nostri occhi

L'Aia, 17 apr. (askanews) - Antonio Guterres lancia un allarme duro dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, nel giorno dell'ottantesimo anniversario del massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite. Il segretario generale dell'Onu ricorda che le decisioni della Corte sono vincolanti per le parti coinvolte e avverte che oggi le violazioni del diritto internazionale avvengono "sotto i nostri occhi". Un richiamo che arriva mentre, secondo Guterres, cresce anche la contestazione delle istituzioni nate per garantire giustizia e multilateralismo.

"Dobbiamo essere inequivocabili. Le decisioni della Corte, comprese le misure provvisorie, sono vincolanti per le parti di una causa. Il rispetto di queste decisioni non è facoltativo. È un obbligo che discende dalla Carta. Eppure oggi violazioni del diritto internazionale si stanno consumando sotto i nostri occhi".

"Le regole del diritto internazionale che proteggono la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite vengono violate. Le istituzioni create per rendere giustizia, questa e altre, sono sempre più messe in discussione e contestate. E questa erosione non avviene ai margini del sistema internazionale. Avviene nel suo cuore, anche da parte di Stati ai quali sono affidate responsabilità uniche nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".

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Sanchez e Lula, asse progressista contro Trump e l'ultradestra

Milano, 17 apr. (askanews) - Spagna e Brasile rafforzano l'asse politico ed economico con la firma di 15 accordi bilaterali al vertice di Barcellona, primo nel suo genere tra i due Paesi. Intese che spaziano da tecnologia e connessioni satellitari a sanità e materie prime critiche, in un contesto segnato da tensioni commerciali globali e crescente instabilità.

Il summit si inserisce nel quadro della Global Progressive Mobilisation, uno degli appuntamenti internazionali promossi dal premier spagnolo Pedro Sànchez e dal presidente brasiliano Luiz Inàcio Lula da Silva, con l'obiettivo dichiarato di costruire un fronte progressista capace di fare da contrappeso alle politiche di Donald Trump e all'avanzata delle destre radicali.

A sottolinearne la portata è lo stesso Sànchez: "Abbiamo firmato quindici accordi che sottolineerei come essenziali per il XXI secolo, che vanno dai minerali critici alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alle connessioni satellitari. Stiamo avanzando anche su impegni sociali fondamentali ai quali entrambi i governi sono pienamente legati".

Nel vertice, che apre anche a una maggiore integrazione tra Unione europea e America Latina, Lula ha rimarcato la convergenza politica tra i due governi: "Il Brasile e la Spagna sono dalla stessa parte. Siamo la prova che è possibile trovare soluzioni ai problemi che ci affliggono, senza cedere alle promesse vuote dell'estremismo."

Alla mobilitazione progressista a Barcellona partecipano tanti politici italiani della sinistra, compresa la segretaria del Pd Elly Schlein, impegnata in incontri bilaterali e attesa il 18 aprile in un panel su clima, energia, digitale e difesa insieme alla vicepresidente della Commissione Ue Teresa Ribera e all'eurodeputato Mohammed Chahim.

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