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Tumore della vescica, una campagna per la diagnosi precoce

di TMNews martedì 17 maggio 2022
2' di lettura

Milano, 17 mag. (askanews) - Non perdere tempo di fronte a un campanello d'allarme come il sangue nelle urine e rivolgersi subito a un medico per una diagnosi precoce che, in caso di tumore della vescica, possa permettere un intervento e una cura tempestiva. E' stata presentata a Milano la campagna di informazione e prevenzione "Fermati al rosso", promossa dall'associazione PaLiNUro - Pazienti Liberi da Neoplasie UROteliali con la sponsorizzazione non condizionante di Astellas.

"Questa campagna - ha detto ad askanews Edoardo Forini, presidente dell'associazione PaLINUro - è stata fortemente voluta da noi come associazione di pazienti, perché si esprime con il linguaggio e con le emozioni del paziente. Esprime quello che succede quando una persona si sveglia una mattina e scopre di avere del sangue nelle urine. Questo è il sintomo più importante che deve allarmare le persone che possono avere un tumore della vescica".

In Italia ogni anno si registrano oltre 25mila casi di tumore della vescica, in gran parte riguardano gli uomini over 50enni ed è fondamentale arrivare a una diagnosi nelle prime fasi della malattia.

"La diagnosi precoce - ha detto Giario Conti, segretario nazionale della Società Italiana di Uro-Oncologia SIUrO - è fondamentale per affrontare il tumore della vescica, come tutti gli altri tumori. In questo caso ancora di più perché noi sappiamo che due terzi di tumori vescicanti esordiscono come tumori non infiltranti, superficiali, e possono essere trattati in maniera chirurgica, asportando il tumore, ma conservando la vescica. Conservare la vescica o perderla per il paziente fa un'enorme differenza in termini di qualità della vita e un tumore localizzato rispetto a un tumore avanzato metastatico a quel punto fa un'enorme differenza anche a livello di sopravvivenza".

La campagna prevede anche uno spot del regista Fabrizio Mari, che racconta il momento in cui si deve affrontare per la prima volta la presenza del sangue nelle urine e il conseguente momento di preoccupazione e paura nella persona. Ma anche dal punto di vista delle terapie oggi si sono fatti passi avanti per migliorare la qualità e la vita dei pazienti. E la ricerca non si ferma.

"Da parte della nostra azienda - ci ha spiegato Giuseppe Maduri, amministratore delegato di Astellas Pharma Italia - l'impegno è sostanziale: creare di aiutare il paziente, ma allo stesso tempo cercare di sviluppare farmaci innovativi in grado di cambiare il decorso della malattia. Lo facciamo allocando il 20% delle risorse a livello mondiale e lo facciamo seguendo tre direttrici: la malattia, la biologia e la tecnologia. Perché sempre di più oggi, nell'ambito oncologico e in particolare uroteliale è importante essere focalizzati e mirati per gestire al meglio la patologia".

E, come sempre più spesso accade, una maggiore consapevolezza e informazione sulle patologia è il primo passo verso la cura

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