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I registi di cinema in palcoscenico, da Rubini a Andò a Genovese

di TMNews giovedì 9 giugno 2022
3' di lettura

Roma, 10 giu. (askanews) - I più importanti registi cinematografici arrivano sul palcoscenico. La prossima stagione del teatro Ambra Jovinelli di Roma è infatti ricchissima di spettacoli di protagonisti del grande schermo: Alessandro D'Alatri, ad esempio, dirigerà "Mettici la mano", scritto dal grande giallista Maurizio De Giovanni, Giuseppe Piccioni esordirà in teatro con "Passeggiata di salute", Roberto Andò firmerò la messa in scena di "Ditegli sempre di sì". E in cartellone ci sono anche due eventi molto speciali: Paolo Genovese porterà in scena "Perfetti sconosciuti" e Sergio Rubini dirigerà "I fratelli De Filippo".

Genovese racconta: "Era bello per me l'idea di un esordio. A 55 anni esordire, fare qualcosa per la prima volta ti riporta un po' indietro nel tempo, come l'opera prima al cinema ti ritira fuori quella curiosità, quel timore, quella voglia di scoprire qualcosa di nuovo.

Poi in questi anni sono stato spesso in giro per il mondo, l'hanno rappresentato in tanti posti, a Buenos Aires, a Barcellona, sono stato a Budapest e cambiando le lingue, cambiando il cast ho visto che comunque quella storia funzionava sul palco".

Rubini spiega: "Io ho fatto un film sui fratelli De Filippo, quindi è la voglia di portare in teatro un po' la storia che ho raccontato al cinema e di spoilerare anche un po' il sequel, a cui comunque sto lavorando. Io penso che tra il teatro e il cinema ci debba essere una sinergia, per anni abbiamo pensato che gli attori di teatro non dovessero fare il cinema e che gli attori di cinema non fossero adatti al teatro.

Il teatro è un luogo di ricerca, lavorando in teatro si possono fare dei film migliori, e portando in teatro ciò che si è fatto al cinema si può portare il realismo, si può portare ciò che si è approfondito in altri luoghi".

E a proposito del fatto che dopo la pandemia i teatri si siano riempiti mentre i cinema si sono svuotati, Rubini dice: "Il teatro in questo senso offre una proposta molto più eterogenea, il cinema invece si era specializzato negli ultimi anni solo in un certo tipo di commedie e forse la gente dopo il Covid di commedie e solo commedie non aveva voglia.

Gli operatori teatrali non aprono solo i teatri, ma si sforzano con la proposta che fanno al pubblico di intercettare tanti pubblici diversi. Quindi anche dalla parte della gente del cinema, parlo da parte delle politiche, bisogna tornare a una dimensione meno industriale e un po' più artigianale".

Tanti saranno gli interpreti che calcheranno il palcoscenico dell'Ambra Jovinelli nella prossima stagione, da Giuseppe Battiston a Stefano Fresi, Lino Guanciale, Lucia Mascino, Francesco Montanari, Michele Placido, Filippo Timi. E ci sarà anche un grande ritorno, quello di Serena Dandini, che è stata per anni direttrice artistica del teatro romano.

"Tornare qui è molto emozionante e anche molto allegro, perché finalmente i teatri sono aperti, finalmente possiamo ridere insieme.

Lo spettacolo prende proprio il titolo dall'avanspettacolo, che è stato proprio il cuore di questo teatro, si chiama "Vieni avanti, cretina', rivendichiamo la stupidera e la cretineria al femminile. Ma ricordatevi sempre che dietro una donna cretina c'è forse una donna troppo intelligente".

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

Torna "Caracalla Danza", festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: dal 26 giugno al 5 luglio il meglio della danza internazionale in una location d'eccezione.

L'edizione 2026 si apre con un'iniziativa site specific, curata da Diego Tortelli, che si è occupato delle coreografie per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina.

La Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro: "Un'opera site specific che si chiama 'Découvert Caracalla'. Una serie di ballerini danzano accompagnati da una violoncellista e si muovono dallo specchio d'acqua attraverso i luoghi, i siti più importanti delle Terme, passando anche attraverso luoghi meno conosciuti come i sotterranei con il mitreo e dunque ci sarà la partecipazione diretta del pubblico, una sorta di movimento fluido che vuole evocare il movimento fluido dell'acqua".

L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: "Noi siamo abituati a pensare a una danza come un meccanismo perfetto per il palcoscenico, in realtà la danza è fatta di corpi vivi ed è in grado di rendere vivo anche uno spazio".

Quest'anno come partner artistici del progetto ci sono anche il Teatro dell'Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

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"I colori della tempesta", l'uomo che salvò 10000 capolavori da nazisti

Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

"Lui aveva 30 anni, quindi questo patrimonio ce lo hanno salvato i 30enni dell'epoca. - ha spiegato il regista - Quindi lui con quella che anni dopo chiamò la sua piccola armata Brancaleone, cioè sua moglie, il suo autista, fondamentalmente i custodi di Palazzo Ducale, ne è venuto a capo con molta astuzia secondo me, perché ha dovuto affrontare le SS al momento delle razzie, che non era facile".

Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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Altri valori che l'orchestra porta avanti sono l'appartenenza, la condivisione e l'inclusione.

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