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Mosca,processo a Marina Ovsiannikova, giornalista rischia 10 anni

di TMNews giovedì 11 agosto 2022
2' di lettura

Roma, 11 ago. (askanews) - Marina Ovsiannikova in tribunale, dopo l'arresto per la terza volta per aver gettato discredito sull'esercito russo. La giornalista ha passato la notte in carcere e questa volta rischia fino a dieci anni.

In tribunale, ha brandito un nuovo cartello di protesta davanti alle telecamere: dice "che i bambini morti ti perseguitino nei tuoi sogni", messaggio rivolto chiaramente al presidente russo Vladimir Putin.

Ovsiannikova è stata già condannata due volte a multe in sede civile, la prima per aver mostrato in marzo un cartello contro la guerra in Ucraina durante il telegiornale dell'emittente per cui allora lavorava. La seconda per aver mostrato un altro cartello di protesta in luglio vicino al Cremlino: nuova multa di quarantamila rubli, circa 650 euro, comminata lunedì 8 agosto.

Allora aveva dichiarato l'udienza "assurda, abbiamo aspettato tre ore, alla fine qualcuno in alto ha preso una decisione, il giudice è apparso e senza alzare gli occhi ha detto "la dichiaro colpevole e deve pagare 40mila rubli" e se ne è andato di corsa".

Due condanne amministrative a meno di sei mesi però aprono la via a una condanna in sede penale. Il suo avvocato ha annunciato che è stata aperta un'inchiesta contro di lei per diffusione di false notizie. 44 anni, la giornalista ha due figli.

Negli ultimi mesi aveva lavorato in Germania per la tv Die Welt, e aveva annunciato a inizio luglio di essere tornata in Russia per una questione relativa all'affidamento dei figli. Il Cremlino ha inasprito la sua politica di repressione del dissenso dall'inizio dell'invasione in Ucraina.

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Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

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