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Elezioni, Gelmini: non tornare indietro come nel gioco dell'oca

di TMNews mercoledì 24 agosto 2022
2' di lettura

Rimini, 24 ago. (askanews) - "Non possiamo come nel gioco dell'oca ricominciare sempre daccapo, dobbiamo provare a costruire e proseguire quel pacchetto di riforme e investimenti che abbiamo cominciato a far fruttare in questi mesi di governo". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, a margine di un incontro al Meeting di Rimini.

"Nessuno può dire che cosa accadrà, dipenderà dal voto degli italiani come è giusto che sia - ha spiegato Gelmini -. La scelta di campo non è più tra destra e sinistra ma tra chi vorrebbe legittimamente la Meloni come presidente del Consiglio e chi invece come Azione, Italia Viva e altri partiti ritiene che la continuità non solo con il metodo e l'agenda Draghi ma con Mario Draghi potrebbe essere di maggiore garanzia. Noi non temiamo la deriva autoritaria. Il problema è il portafoglio degli italiani, i rapporti con l'Europa, la continuità nell'approvazione delle riforme del Pnrr e gli investimenti connessi al Pnrr".

"Noi pensiamo che tutte queste tematiche per l'autorevolezza anche internazionale che Draghi ricopre sarebbero meglio tutelate e meglio svolte attraverso la figura del presidente - ha aggiunto il ministro -. Non tiriamo Draghi per la giacchetta ma pensiamo che le votazioni del 25 settembre siano particolarmente importanti per decidere del futuro del paese".

"Non vorremmo tornare indietro, non vorremmo tornare alla politica del bonus, del reddito di cittadinanza e dell'assistenzialismo - ha concluso Gelmini -: con questa ricetta l'Italia ha smesso di crescere, con Draghi abbiamo ricominciato a crescere con 6 punti percentuali prima dell'attacco della Federazione russa all'Ucraina. Anche con il caro energie abbiamo continuato a crescere di 3 punti percentuale a significare che la ricetta fatta di riforme e investimenti è quella giusta".

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Nelle immagini di Afp, in un luogo non precisato, si vede il gruppo di 193 soldati ucraini liberati scendere dagli autobus e parlare al telefono, abbracciare i presenti e gioire, nell'ambito dello scambio con la Russia, una delle poche aree di cooperazione rimaste tra le due parti, mentre gli sforzi per porre fine al conflitto sono finora falliti. "È una sensazione indescrivibile. Non potevo crederci", ha detto uno dei prigionieri liberati.

"Come previsto, 193 dei nostri uomini sono rientrati. Questa è un'ottima notizia; rientra negli accordi di scambio già parzialmente conclusi a Pasqua. Una caratteristica particolare di questo scambio è il ritorno di molti giovani nati negli anni 2000, la maggior parte dei quali era detenuta in Cecenia", ha spiegato Petro Yatsenko, portavoce del centro di coordinamento ucraino incaricato dei prigionieri di guerra.

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