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In Cina presentata Maya, il primo lupo artico clonato al mondo

di TMNews mercoledì 21 settembre 2022
1' di lettura

Roma, 21 set. (askanews) - Dieci mesi dopo la morte di una lupa artica di 16 anni di nome Maya in uno zoo della Cina settentrionale, è nata una nuova "Maya" grazie alla clonazione. Utilizzando un cane beagle come vettore gestazionale, la Sinogene Biotechnology, con sede a Pechino, ha dichiarato di aver clonato con successo un lupo artico, il "primo al mondo".

"È relativamente più facile clonare esemplari canini e gatti - ha detto Zhao Jianping, vice direttore generale di Sinogene - continueremo a lavorare in questo campo. Nella fase successiva, potremmo clonare animali selvatici rari diversi da cani e gatti, il che potrebbe richiedere l'uso di una tecnologia di clonazione eterogenea, e sarà più difficile".

Allo zoo si festeggiano i suoi primi 100 giorni. E gli scienziati cinesi salutano il successo della procedura come una pietra miliare per preservare in futuro la fauna selvatica in via di estinzione e le specie rare. "Il lupo appena nato ha lo stesso genoma del lupo originale - ha spiegato ancora - ma il lupo clonato non ha vissuto con altri lupi, bensì con un cane. In effetti, per i cani e i gatti domestici clonati, c'è anche un problema di socializzazione precoce. Quanto più precoce è la socializzazione, tanto più è vantaggioso per il suo sviluppo futuro".

Nel 2019, l'azienda cinese aveva già annunciato la creazione di "Garlic", il primo gatto clonato con successo.

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In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

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