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Ciad, violenti scontri tra polizia e dimostranti: almeno 50 morti

di TMNews venerdì 21 ottobre 2022
2' di lettura

Roma, 21 ott. (askanews) - Almeno 50 morti e oltre 300 feriti in Ciad negli scontri tra polizia e manifestanti durante le proteste contro il perdurare del governo di Mahamat Déby Itno, generale e figlio dell'ex presidente del Ciad Idriss Déby, morto nell'aprile 2021 dopo aver guidato il paese dell'Africa centrale per circa 30 anni.

Nelle immagini di France Presse si vedono corpi senza vita a terra coperti dalla bandiera chadiana presso l'ospedale Chagoua della capitale e città più popolata N'Djamena.

Il primo ministro Saleh Kebzabo ha annunciato la "sospensione di

tutte le attività pubbliche" dei gruppi di opposizione - tra cui il partito dei Trasformatori e il Partito socialista senza frontiere - e un coprifuoco notturno fino al "totale ripristino dell'ordine".

"Questi insorti portano la pesante responsabilità di alcuni dei 50 morti e circa 300 feriti, soprattutto a N'Djamena, ma anche a Mondou, Doba e Koumra", ha spiegato, elencando le città dei "rivoltosi".

"Il governo di transizione che guido, in seguito agli abusi estremamente gravi avvenuti stamattina, ha adottato le seguenti misure precauzioniali: imporre un coprifuoco dalle 18 alle 6 fino a quando l'ordine non sarà completamente ristabilito a N'Djamena, Mondou, Doba e Koumra", ha aggiunto.

Le violenze seguono un vertice nazionale organizzato da Déby Itno, il quale ha esteso il suo governo di transizione fino a 24 mesi. Generale, 38 anni, avrebbe dovuto lasciare il potere il 20 ottobre, 18 mesi dopo avere preso il posto del padre, nonostante, secondo la Costituzione, avesse dovuto subentrargli il presidente del parlamento. Il giovane Deby il 10 ottobre ha giurato come presidente e ha nominato un cosiddetto governo di unità nazionale guidato da Kebzabo, 75enne ex giornalista ed ex figura dell'opposizione.

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"Senza enfasi - ha detto ad askanews Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei - questa è davvero una giornata storica per la GAM, per la Fondazione Torino Musei e per la città. Ci apprestiamo a rinnovare quello che è stato lo spirito, assolutamente unico, innovativo, originario che ha caratterizzato la nascita del progetto. Infatti innovazione e avanguardia sono un po' le linee guida che connotano anche il più complessivo progetto di rigenerazione riprendendo e facendo evolvere proprio quello spirito avanguardistico che ha caratterizzato la sua nascita".

L'intervento sulla GAM, definita ora 4.0, nasce dalla volontà di immaginare i musei del futuro e rappresenta uno dei più importanti progetti di rigenerazione e innovazione museale in Europa, con un investimento di 27,5 milioni di euro sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo. E il concorso internazionale di progettazione è stato vinto dallo studio MVRDV di Rotterdam, con Balance Architettura ed EP&S Group di Torino.

"È un edificio con una storia molto particolare - ci ha spiegato Winy Maas, socio fondatore dello studio olandese - con un background modernista che definirei un modernismo soft oppure emozionale. E mi piaceva molto l'idea di mantenere questo spirito anche nel nuovo progetto per dedicarsi non solo all'atto di ripulire, ma anche di aprire sempre di più. Credo che abbiamo creato una sorta di laboratorio per lavorare sulla storia e andare oltre. Per questo sono molto orgoglioso che in qualche modo questa sfida ci possa portare a una visione di quello che dovremo fare dopo".

"Abbiamo capito sin da subito - ha aggiunto Alberto Lessan di Balance Architettura - che Torino aveva fatto questo bando per fare non solo una riqualificazione del progetto, ma per davvero generare uno spazio museale del futuro. Quindi queste sono state le promesse. Allora si è agito direttamente sull'oggetto, che peraltro aveva dei vincoli della soprintendenza, abbiamo cercato di capire come potevamo riuscire a fare in modo che questo edificio, questo luogo, riuscisse ad avere più spazio espositivo. Quindi abbiamo iniziato a pensare che l'ampliamento non dovesse essere un ampliamento esterno, ma un ampliamento interrato. Il cuore del progetto, a tutti gli effetti, è quindi questo grande spazio interrato che diventa un polmone aggiuntivo, uno spazio espositivo aggiuntivo".

Con questo progetto, che ha ricevuto forte sostegno anche dall'amministrazione comunale, il museo diretto da Chiara Bertola vuole sia riaffermare la propria vocazione sperimentale, sia offrirsi come una nuova tipologia di piazza civica per la città di Torino.

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Roma: la Tomba Francois, capolavoro etrusco, al Museo di Villa Giulia

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Il suo arrivo è accompagnato dalla mostra "Il ritorno degli Eroi", aperta fino al 31 dicembre, che ne restituisce il contesto originario attraverso reperti provenienti da prestigiosi musei tra cui il Musée du Louvre, dal British Museum, dal Royal Museum of Art and History di Bruxelles, dal Musée cantonal d'archéologie et d'histoire di Losanna, dai Musei Vaticani e dall'Istituto Archeologico Germanico di Roma.

Dopo un lungo percorso, la tomba è entrata ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano.

Scoperta nel 1857 dall'archeologo Alessandro Francois nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, è scavata nel tufo e composta da 37 pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. La direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Luana Toniolo: "La tomba racconta la storia, parte anzi dalla storia di una famiglia, quella dei Saties, della seconda metà del quarto secolo di Vulci, ma in realtà questa tomba racconta il mito greco reinterpretato in chiave etrusca, racconta di famiglie, di guerrieri, di dei ed eroi etruschi e greci e di come la memoria sia una costruzione collettiva".

Nei pannelli c'è un confronto tra il mito greco e la storia di Vulci. "Questa tomba - ha sottolineato Toniolo - è un unicum innanzitutto perché siamo in età ellenistica, siamo intorno al 330-310, è unica per la qualità delle pitture, siamo proprio in una fase di passaggio della pittura del mondo antico, si notano lumeggiature, ombreggiature con i corpi, viene dato spessore ai volumi, ma quello che è unico è questo legame tra il mondo greco, come viene raccontato, e il rapporto con la storia e che ci racconta di un momento molto complesso in cui Roma era ormai una potenza sempre più importante, che si scontrava con il mondo etrusco e quindi abbiamo alle nostre spalle l'eco delle battaglie del 358 e del 351 reinterpretate in chiave mitica".

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