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Julia Unterberger: da Meloni contraddizioni su libertà e donne

di TMNews mercoledì 26 ottobre 2022
2' di lettura

Roma, 26 ott. (askanews) - "E' vero, lei ha rotto il tetto di cristallo, ma temo che questo sia anche avvenuto perché non ha mai messo in discussione le regole del sistema maschile, e quando vedo il numero così basso di ministre questo dubbio diviene una certezza". Lo ha detto a Giorgia Meloni, annunciando l'astensione nel voto di fiducia (mentre altri del gruppo voteranno no), Julia Unterberger, senatrice dell'Svp, intervenendo nell'aula del Senato.

"Le parlo da sudtirolese, donna progressista e femminista, da una posizione agli antipodi della sua. Devo attestarle che il suo intervento non mi è dispiaciuto. Certo è un discorso da destra conservatrice ma accettabile nei toni e nella forma. Pertanto spero che la Meloni dei congressi di Vox appartenga al passato" ha detto Unterberger.

"Nonostante questo mi permetto di farle presenti alcune contraddizioni del suo intervento" ha proseguito Unterberger. "ieri per ben 15 volte ha fatto riferimento alla nozione di libertà. Siate liberi ha detto ai giovani, è nel libero arbitrio che sta la grandezza dell'essere umano. Verissimo ma per compiere scelte libere ci vuole una politica che rispetti le scelte individuali, si tratti di interrompere una gravidanza o porre fine alla propria vita. Una politica che creda in tutte le famiglie e non solo quelle formate da un uomo e una donna".

"Se lei continua a parlare di Nazione italiana facendo riferimento a un vincolo di sangue e di cultura, continua a escludere coloro che vivono in questo paese senza quel tipo di legame, come noi cittadini sudtirolesi di cultura tedesca".

"Ha fatto bene ad omaggiare tutte le donne che per lei sono state un esempio, avrei aggiunto che se lei è presidente del Consiglio lo deve soprattutto alle donne delle femministe, che sono state combattute e ridicolizzate esattamente come lei ha ridicolizzato l'impegno per una lingua che non conosce il femminile solo per le posizioni di basso profilo. Crede davvero che la lingua non determini la realtà? Che non sia in grado di rafforzare e modificare gli stereotipi?"

"Nella mia cultura sarebbe impensabile una donna che si definisce al maschile. Avete mai sentito parlare del Cancelliere Merkel? Non se ne dispiaccia ma io mi prenderò la libertà di chiamarla "la presidente".

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