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Chiuso festival Torinodanza: linguaggi per scrivere il presente

di TMNews giovedì 27 ottobre 2022
1' di lettura

Torino, 28 ott. (Askanews) - L'edizione 2022 del festival Torinodanza si è chiusa dopo 32 rappresentazioni, di cui 13 prime nazionali e 5 coproduzioni, con 14 compagnie e artisti provenienti da 16 Paesi. Un viaggio che ha attraversato le forme espressive e le culture, nell'ottica della danza contemporanea e che si è chiuso con lo spettacolo "Story, Story, Die." dell'artista norvegese Alan Lucien yen.

"Accogliere dei linguaggi di un altrove - ha detto ad askanews la direttrice artistica Anna Cremonini - è fondamentale per scrivere meglio il proprio presente".

Un presente che la danza ha la straordinaria capacità di cogliere in un modo che è, al tempo stesso, chiarissimo e misterioso e che permette a volte di approdare a un'idea più grande di verità artistica. "Penso che la danza - ha aggiunto la direttrice - sia veramente il linguaggio del XXI Secolo, un secolo nel quale le lingue entrano in crisi, perché le società multiculturali inventano lingue diverse, invece il linguaggio del corpo è universale, perché il corpo è la cosa più democratica che esista: ce l'abbiamo tutti, indipendentemente da come sia".

Una delle caratteristiche del festival, che è stata confermata anche per la prossima edizione, è quella di guardare ai giovani, in un'ottica che nasce già europea e internazionale. "Solo così - ha concluso Anna Cremonini - si possono veramente accettare le nuove tendenze: in un confronto continuo su scala internazionale".

Un confronto che alimenta anche una delle anime più interessanti della scena artistica contemporanea.

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Proprio nel campo dell'innovazione, il settore si prepara all'arrivo dei nuovi farmaci disease modifying, già in uso in alcune regioni italiane, tra cui il Lazio con alcuni centri. Inoltre, dal dialogo, è emersa l'importanza dell'innovazione in diagnostica con l'arrivo dei test per biomarcatori, con l'auspicio che il loro utilizzo diventi sempre più accessibile e capillare.

Nuovamente Roberta Della Casa, Consigliera Regionale: "C'è tanta innovazione sia in campo di diagnostica che in campo terapeutico. Io penso che nonostante l'innovazione spesso abbia un costo importante, le istituzioni debbano comunque investire. Investire in ricerca e in terapie che possano migliorare la vita dei pazienti e anche in diagnostica che possa dare delle risposte sempre quanto più precise. Questo è un processo di crescita che non possiamo fermare. Ovviamente dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo nella cassa delle pubbliche amministrazioni però possiamo ragionare insieme ai clinici su come valorizzare le risorse a disposizione in favore dei pazienti. L'innovazione non può essere fermata e il futuro dipende da ciascuno di noi."

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