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Oliviero Toscani si racconta: fotografare come senso critico

di TMNews venerdì 11 novembre 2022
2' di lettura

Torino, 11 nov. (askanews) - Dalle fotografie più celebri, che hanno fatto il giro del mondo su riviste, muri, televisori, sino a lavori inediti, come quelli dedicati al Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina. Oliviero Toscani ha compiuto 80 anni e anche la Galleria Mazzoleni di Torino ha deciso di celebrare l'anniversario con una mostra antologica curata da Nicolas Ballario. Dall'anoressia all'Aids, dalle pubblicità ai ritratti dei grandi artisti americani, tutta la carriera di Toscani passa a suo modo sulle pareti della galleria. E insieme a essa passa anche il racconto di un protagonista della vita culturale degli ultimi decenni.

"La fotografia - ha detto Oliviero Toscani ad askanews - è la comunicazione basilare della società moderna, pensate di vivere senza immagini, senza fotografie: è impossibile. E allo stesso tempo il mestiere del fotografo non c'è più, perché fare il fotografo non vuol dire essere capace di usare la macchina fotografica, quella la sanno usare tutti, fare il fotografo vuol dire avere un senso critico, essere capaci di dare un giudizio su ciò che ci circonda, avere un senso critico e soprattutto essere capaci esteticamente di mettere insieme le immagini che devono raccontare il tuo pensiero".

Particolarmente interessante, oltre al rivedere delle vere e proprie icone dell'immaginario collettivo pop, riconsiderare i messaggi della fotografia di Toscani alla luce del tempo che è passato, come se le sue immagini, all'epoca urgenti, riviste oggi riuscissero a mantenere intatta la loro forza, pur nelle mutate condizioni storiche e sociali. Questo forse è l'elemento più importante del racconto fatto dalla mostra, che è certamente un'occasione di vendita di opere d'arte - questo è il lavoro dei galleristi - ma anche un momento per riflettere sull'atto di vedere e rivedere. Perché ogni fotografia, a suo modo, racconta anche dell'uomo che l'ha scattata in quel momento.

"Di ogni fotografia - ha aggiunto Toscani - mi ricordo bene dove l'ho fatta, perché l'ho fatta, cosa ho pensato, su cosa ho riflettuto, cosa ho deciso, cosa ho criticato, quando l'ho fatta. E adesso è un altro momento ogni volta c'è una riflessione diversa. È molto interessante riverderle".

Altro aspetto particolare della mostra da Mazzoleni sono le stampe su cemento leggero, al secondo piano dell'esposizione. Una tecnica che restituisce alle immagini una chiarezza e una densità che contribuiscono all'effetto complessivo della mostra, ossia quello di osservare il lavoro di un fotografo che, al netto di altri giudizi possibili, resta lucido e presente nello spazio della visione pur con il passare degli anni.

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